Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21181 presentata da MACERATINI GIULIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940111
Al Ministro delle poste e telecomunicazioni. - Per sapere - premesso: che presso la Direzione provinciale poste e telecomunicazioni di Taranto si e' in questi anni verificata una gravissima situazione di abusi e di ripetute illegittimita' che ha creato ingentissimi danni per l'Erario, enormi favoritismi verso taluni istituti bancari ed una complessiva condizione di sistematica illegalita', con grave pregiudizio per i pochi funzionari che a tale stato di cose cercavano di porre argini e riparo; che, in particolare e tenuto conto delle precise direttive emanate dal Ministero delle poste e telecomunicazioni in materia di "movimento fondi" fra Cassa Provinciale ed uffici poste e telecomunicazioni dipendenti, l'approvigionamento di detti uffici avrebbe dovuto rispondere al criterio della assoluta prevalenza della circolazione del contante e, per contro, la utilizzazione degli assegni circolari avrebbe dovuto avere solo carattere eventuale e soltanto dietro richiesta della utenza; che, inoltre, i termini per la valuta di cui gli istituti bancari si sarebbero dovuti locupletare, erano per disposizione generale in ragione di 7 giorni e tale valuta non doveva essere comunque conteggiata per gli assegni di piccolo taglio; che, per contro, il movimento fondi fra la Direzione provinciale di Taranto e gli uffici poste e telecomunicazioni dipendenti e' stato deliberatamente improntato ad uno sfacciato favoritismo verso gli istituti bancari convenzionati (Banca del Salento e Banca Commerciale Italiana), favoritismo che si e' caratterizzato nell'artificioso ingigantimento delle esigenze di fondi da parte degli uffici dipendenti e nella sistematica tolleranza rispetto alle cospicue aliquote di assegni circolari che le banche emettevano, ben al di sopra delle effettive esigenze dei singoli uffici e con enormi vantaggi in termini di interessi passivi per le banche emittenti degli assegni e conseguente sperpero di pubblico denaro a questo titolo; che, nonostante le diffuse e vibrate proteste di organizzazioni sindacali, in particolare dei pensionati, per l'uso abnorme degli assegni circolari di piccolo taglio - che creavano disagi di ogni tipo per l'utenza specie nei centri privi di sportelli bancari, - l'evidente beneficio che derivava alle Banche da tale sistema veniva agevolato e tollerato dalle Direzioni compartimentali e provinciali competenti, dando adito a fondati sospetti di collusione e complicita' di ogni tipo e culminanti, ad esempio, con assunzioni presso le banche convenzionate di prossimi congiunti di dirigenti delle poste; che, sempre a titolo di esempio, nella Direzione provinciale di Taranto si possono citare i casi verificati nei mesi di settembre e novembre 1991 in materia di sovvenzioni e cosi': settembre 1991, a fronte di una esigenza di fondi pari a 51 miliardi e 210 milioni si riscontra una giacenza di assegni bancari di 183 miliardi e 872 milioni a vantaggio della Banca del Salento, mentre a fronte di una esigenza di fondi pari a 19 miliardi e 660 milioni la giacenza di assegni bancari risulta di 99 miliardi e 302 milioni a favore della Banca Commerciale Italiana. Novembre 1991: esigenza fondi pari a 65 miliardi e 726 milioni, e, per, entro, giacenza assegni bancari pari a 231 miliardi e 558 milioni a vantaggio della Banca del Salento mentre a fronte di una esigenza di fondi pari a 33 miliardi e 625 milioni si riscontra una giacenza di assegni di 139 miliardi e 975 milioni a vantaggio della Banca Commerciale Italiana; che un elementare calcolo di questi incredibili scostamenti fra le esigenze effettive e le sovvenzioni in realta' effettuate tramite le banche, puo' evidenziare, al di sopra di ogni dubbio, l'enormita' della perdita per l'Erario che si e' realizzata con questi sistemi di rapporti fra le strutture postali ed il sistema bancario; che, senza prescindere dalla gravita' ed entita' dei fatti sopra denunciati, si e' oggi determinata nelle Poste una situazione in forza della quale tutti i movimenti di fondi fra le Casse provinciali e gli uffici dipendenti vengono effettuati esclusivamente a mezzo del canale bancario con un duplice negativo effetto e cioe' da un lato il rilevante costo di interessi passivi a danno dell'Amministrazione Pubblica (e adesso in termini di valuta sono cresciuti ulteriormente) e dall'altra con la sostanziale inutilizzazione di tutto l'organico della Polizia Postale e cio' nonostante gli scopi per i quali, con ingenti spese, era stato creato; che l'anzidetto deplorevole e gravissimo stato di cose e' stato ripetutamente e formalmente fatto presente ai superiori gerarchici, periferici e centrali, dal dottor Giovanni Leggieri Direttore di ragioneria a Taranto dal 1989 al 1992, ma da tali rilievi e' derivato soltanto l'ingiusto allontanamento del predetto dottor Leggieri dal suo incarico presso l'Amministrazione Postale di Taranto; che gli stessi fatti hanno formato oggetto di circostanziata denuncia all'Autorita' giudiziaria di Taranto in data 11 ottobre 1993 -: quali urgenti ed indifferibili provvedimenti, soprattutto in presenza del nuovo Ente Pubblico Economico ed in relazione alla pendente denuncia presso l'Autorita' Giudiziaria di Taranto e comunque tenendo conto di quanto sopra riferito per tutti i periodi pregressi, il Ministro intenda assumere per: a) riportare a legalita' tutta la materia del movimento fondi fra la Direzione provinciale ed Ufficio poste e telecomunicazioni dipendenti, in particolare nella provincia di Taranto; b) individuare ed adeguatamente sanzionare le responsabilita' di quanti, con i loro comportamenti commissivi ed omissivi, hanno per lungo tempo e comunque a partire almeno da 1986, consentito l'indebito locupletamento degli istituti bancari interessati ed il corrispondente gravissimo sperpero di pubblico denaro. (4-21181)