Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21217 presentata da DORIGO MARTINO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19940111
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del commercio con l'estero. - Per sapere - premesso che: nei primi giorni del mese di novembre 1993 l'autorita' giudiziaria di Venezia ha posto sotto sequestro quattro generatori di vapore giacenti a Porto Marghera; da quanto risulta, tali generatori erano stati predisposti all'imbarco, nei giorni precedenti il sequestro, e quindi allineati in banchina, dopo essere rimasti stoccati a magazzino preso lo stabilimento ILVA di Porto Marghera, fin dal febbraio del 1991; da quanto risulta all'interrogante, da precise e documentate ricerche, i quattro generatori sopracitati, prodotti dalla Ansaldo spa di Milano per conto della ditta tedesca KWU, oggi SIMENS, su commessa dell'IRAN, sarebbero stati classificati dal Ministero per il commercio estero fin dai primi mesi del 1991, come rientranti nell'allora articolo B03 della Tabella "Export" del 5 novembre 1990, che regolamenta le esportazioni del nostro paese, come componenti per l'industria nucleare, e come tali indicati, al pari delle armi, tra i materiali per i quali e' obbligatoria la licenza di esportazione rilasciata dal competente ministero; gia' con la Risoluzione n. 6-00013, approvata nella seduta d'Aula del 22 ottobre 1987, e con la n. 1-00493 e numerose altre analoghe risoluzioni approvate nella seduta d'Aula del 14 maggio 1991, la Camera dei deputati ha impegnato il Governo ad operare affinche' i suddetti generatori non raggiungessero l'Iran, che all'articolo 1 della legge n. 185 del 1990, per il Controllo del commercio delle armi, e' indicato tra i paesi per i quali e' proibita ogni esportazione di materiale d'armamento; come testimoniano gli atti delle sedute del 13 e 14 maggio del 1991 della Camera dei deputati, il Governo ed il Parlamento furono concordi nel dichiarare che tali apparecchiature destinate all'industria nucleare civile, nella loro intrinseca capacita' di contribuire alla produzione di plutonio utile alla costruzione di bombe nucleari, non potevano essere fornite all'Iran, nazione con conosciute ambizioni alla conquista del rango militare di potenza atomica; infatti, gia' il 13 febbraio 1991 il Ministro per il commercio con l'estero Ruggiero, interveniva verso l'Ansaldo, che aveva annunciato di voler trasferire i Generatori dallo stabilimento di Sesto San Giovanni (Mi) al deposito di Porto Marghera, con un telex urgentissimo, che tra l'altro recitava: "si comunica che questi generatori e le loro parti e componenti non possono, ad avviso di questo ministero, essere esportati senza preventiva autorizzazione ministeriale, ai sensi della vigente Tabella Export. Qualsiasi ulteriore spostamento potra' avvenire soltanto all'interno del territorio nazionale, dopo le necessarie autorizzazioni e comunicazione a questo Ministero per la dovuta informativa al Parlamento ai sensi della Risoluzione della Camera dei deputati n. 6.00013 del 22 ottobre 1987"; tutto cio' risulta dagli atti parlamentari; anche la successiva legge n. 222 del febbraio 1992, nello stabilire piu' severe restrizioni sull'esportazione dei materiali ad alta tecnologia, ribadisce che tali apparecchiature industriali, al pari di quelle militari, sono assoggettate all'obbligo di autorizzazione governativa, e fa salva, all'articolo 16, le regolamentazioni precedenti, in attesa del regolamento attuativo non ancora emanato; anche nella nuova Tabella Export, pubblicata nel supplemento n. 58 della Gazzetta Ufficiale del 1^ luglio 1993, che sostituisce la precedente del 5 novembre 1990 sopracitata, la voce ex articolo B03 viene integralmente riportata alla nuova voce "impianti nucleari", sgomberando percio' da ogni possibile equivoco l'ipotesi di nuova classificabilita', per i generatori in questione, ai fini dell'esportazione -: se il Ministro sia al corrente che i quattro generatori di vapore con relative apparecchiature, di cui era stata vietata l'esportazione, il mese scorso siano stati predisposti per l'imbarco, facendoli uscire dal deposito per allinearli in banchina, presso lo stabilimento ILVA di Porto Marghera; se il Ministro abbia mai autorizzato l'Ansaldo spa all'esportazione dei generatori di cui sopra, senza il previsto esame parlamentare, e, nel caso contrario, se non intenda intervenire, con la massima urgenza, attraverso le autorita' competenti, per punire con la massima severita' i responsabili dell'azienda pubblica che hanno tentato di esportare i generatori nonostante le ripetute diffide governative e gli espliciti divieti di legge. (4-21217)