Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21280 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940111
Al Ministro per i beni culturali ed ambientali. - Per conoscere - premesso che: l'interrogante il 28 aprile 1987 al n. 4-21811 produsse un atto ispettivo con il quale sottolineava l'opportunita' e la urgenza di recuperare e valorizzare - dopo gli studi di Gino Chierici dei primi anni '30 - l'eccezionale patrimonio costituito dal complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile; non essendo pervenuta risposta nella IX legislatura, l'interrogante ripropose l'atto ispettivo nella X legislatura, l'8 aprile 1988 al n. 4-05673; l'1^ agosto 1988, rispondeva il Ministro per i beni culturali ed ambientali comunicando che erano stati effettuati taluni degli interventi necessari e che altri di completamento, erano in corso; il 10 novembre 1989, in una nota de Il Mattino a firma di Pietro Sibilla, si affermava che entro la fine del 1989 gli ultimi lavori, relativi alla pedonalizzazione, alla sistemazione del verde ed all'arredo, sarebbero stati conclusi e sia pure con qualche intervento tuttora da effettuare, il complesso sarebbe stato visitabile; conclusi i lavori, costati tre miliardi, nel 1990, chiusa la brevissima parentesi legata alla visita del Sommo Pontefice, il complesso non e' stato piu' aperto per un incredibile cavillo burocratico: ha scritto, ancora Il Mattino, il 19 dicembre 1993, questa volta in una nota a firma di Antonella Laudisi: "La parte piu' giovane ed intraprendente del piccolo centro a due passi da Nola ha anche deciso di festeggiare in maniera insolita e provocatoria i 1600 anni dalla fondazione di Cimitile (il Coemeterium, la necropoli di Nola): una veglia nella notte tra il 13 ed il 14 gennaio - quando si festeggia San Felice in Pincis (che riposa nella Basilica Vetus) - sara' celebrata fuori il perimetro archeologico, reso impraticabile da una folta vegetazione che sta venendo su perche' dalla visita del Papa non e' stata fatta piu' alcuna manutenzione. In compenso, pero', il comune (che ha ottenuto dalla Curia Vescovile di Nola una gestione trentennale del complesso) tiene ogni sera accesi quattro lampioni che illuminano l'accesso all'area. Una misura probabilmente precauzionale che non e' servita a tenere lontani ladri o tombaroli di turno che di tanto in tanto tornano nelle Basiliche, "vietate" a una quantita' indefinibile di visitatori che sanno da pubblicazioni internazionali di questa emozionante sintesi tra architettura e religiosita' che si deve, cosi' come oggi appare, al vescovo e poeta Paolino ritiratosi, intorno al 409, in contemplazione in questi luoghi. Il primo "intoppo" all'iter per il restauro, curato dall'architetto Ermanno Di Ferrante, risale al 26 marzo 1988: "Il Ministero per i Beni Culturali - spiega il professionista - dispone la sospensione parziale dei lavori limitatamente all'allestimento museale della basilica di Santo Stefano". Qui si stavano montando (c'era il parere favorevole delle Sovraintendenze ai Beni Architettonici ed Archeologici) delle vetrinette mobili che, nelle intenzioni del progettista, avrebbero dovuto custodire 2mila tra monili e vasi di un certo interesse (sui circa settemila ritrovamenti in fase di scavo). Ma e' nel '91 che, per prendere visione della contestata sistemazione delle teche, si scomoda il primo dirigente generale del Ministero, Sisinni (indagato dalla magistratura nell'ambito di tangentopoli). Poi tutto ritorna nel dimenticatoio. E la mancata comunicazione di un parere da parte del Ministero per i Beni Culturali su quelle vetrinette, basta a bloccare sine die la restituzione del complesso basilicale al mondo della cultura e del turismo" -: se risponda a verita' quanto affermato e se comunque, rimosse le cause della mancata apertura e colpite le responsabilita', si voglia finalmente aprire il complesso - vera e propria "risorsa" del territorio nolano - alle sicuramente rilevanti aliquote di visitatori cui e' stato finora impedito l'accesso al rilevante complesso monumentale, nonostante i miliardi spesi. (4-21280)