Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21339 presentata da TASSI CARLO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940111
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri di grazia e giustizia e delle finanze. - Per sapere: se sia noto che anche quest'anno nei giorni 14, 15 e 16 dicembre 1993, si e' consumato l'infelice rito dell'esame da procuratore legale. Come ogni anno palese e' stata l'assurdita' di questa farsa. In particolare si noti che presso il Centro Congressi di Bologna, hanno sostenuto l'esame 1400 candidati della Regione Emilia Romagna, asserragliati in due stanze, una con 1100 persone e l'altra con la rimanenza. All'interno del salone con 1100 persone succedeva di tutto; in effetti i candidati erano disposti con banchi attaccati l'un l'altro, formando 6 file di 20 banchi almeno ciascuna per ogni linea. Il marasma creatosi permetteva ai candidati ogni sorta di colloquio tra loro e non solo, visto che almeno il 90 per cento aveva portato con se' i libri di "dottrina", interdetti all'uso come da bando di concorso. Si noti ancora che qualche busta, senz'altro dei "raccomandati", era segnata, od alcune riportavano un timbro indicante "Bologna", dopo la dicitura "Corte di Appello di '9'9'9'9'9'9". Qualche candidato ha altresi' potuto notare che qualche commissario ha suggerito sicuramente oltre il lecito, e con preferenza nella scelta dei beneficiari. Come sempre inoltre almeno il 50 per cento dei candidati erano falsi praticanti, non avendoli mai visti nessuno nelle rispettive sedi del Tribunale; e' evidente che gli ordini forensi delle varie sede dei Tribunali hanno avallato la pratica certificata da qualche avvocato compiacente, permettendo a giovani banchieri, collaboratori di notai e liquidatori di assicurazione, di presentarsi agli esami per procuratori legali, che dovrebbe essere riservato a coloro che, dopo aver svolto la dovuta ed effettiva pratica, intendono conseguire il "patentito" per svolgere ufficialmente l'attivita' gia' svolta. Si considera infine l'assoluta astoricita' di un concorso di siffatto tipo; l'Italia e' ormai l'unico paese in Europa che adotta un siffatto sistema, anziche' permettere ai praticanti di accostarsi alla professione per anzianita'. Oltretutto la soggettivita' di una scelta nella correzione dei compiti, e l'assurdita' delle condizioni in cui vengono redatte le prove, sono certo eccezioni che si possono muovere ad un siffatto sistema, che indubbiamente non permette, nelle sue modalita', di determinare la capacita' o meno di un individuo di esercitare la professione. Rimane altresi' illogica la disposizione per la quale dopo sei anni dal giuramento per l'abilitazione alle Preture, in difetto di conseguimento del patentino per l'iscrizione all'albo dei procuratori, il soggetto perde il patrocinio; cosicche' validi dottori ultratrentenni, sfortunati e non raccomandati, si trovano ad essere ancora alle prese con un inopportuno esame, ed interdetti dall'esercizio della pratica e della professione nelle Preture, ed in particolare impossibilitati a partecipare ad udienze penali. E' auspicabile un intervento del legislatore che ponga fine ad una siffatta disfunzione, e disponga l'iscrizione all'albo dei procuratori legali, dopo "x" anni di certificata ed effettiva pratica; se in merito, siano in atto inchieste amministrative, indagini di polizia giudiziaria o tributaria e se i fatti siano noti alla Procura Generale presso la Corte dei Conti anche per il doveroso accertamento delle responsabilita' contabili di funzionari pubblici per gli evidenti abusi e omissioni, anche di controllo, commessi dai predetti, siano essi di carriera od onorari. (4-21339)