Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01229 presentata da MARTINAT UGO GIOVANNI (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'industria, commercio e artigianato e incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali, dell'ambiente, della sanita' e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: il fatto che si sia intervenuto ancora una volta sulle benzine con la solita manovra finanziaria di fine anno non significa che, a parita' di gettito atteso nella misura complessiva di circa 7 mila miliardi, sia lecito introdurre all'ultimo momento modificazioni differenziate dell'accisa sulla benzina (articolo 5-1) che possano ripercuotersi ad esclusivo danno delle classi meno abbienti ed in mancanza, per giunta, di incontrovertibili motivazioni di pubblica utilita'; come ribadito anche recentemente da scienziati e tecnici autorevoli infatti: a) non corrisponde a realta' il preteso miglioramento dei carburanti immessi sul mercato dopo il 1988 cosi' come l'osservatorio sulle benzine ed il Ministero dell'industria vorrebbero lasciare intendere con la "relazione finale" resa pubblica in data 4 dicembre 1993; b) si profila invece il rischio che quantomeno il 30 per cento del parco autoveicolare piu' anziano (si veda Quattroruote 1/94) possa subire seri danni ai propulsori quando alimentati con benzine senza piombo a 95 ron; c) si profila quindi la possibilita', per quanti non possono permettersi vetture nuove, di subire inutili ed ulteriori danni economici e nella loro stessa capacita' di produrre reddito, senza alcun vantaggio per la qualita' dell'aria, per la bilancia dei pagamenti italiana e per la stessa industria automobilistica nazionale (le cui quote di mercato interne, progressivamente si riducono per effetto di una sempre piu' agguerrita concorrenza estera); d) lo Stato non puo' indefinitivamente risarcire a fondo perduto presunte maggiori spese di riconversione impianti di raffinazione che comunque l'industria nazionale avrebbe dovuto programmare per proprio conto e per motivi di competitivita' con quella estera; e) e' infatti evidente che l'industria petrolifera italiana tenda a favorire la massima diffusione di benzina senza piombo poiche' da essa continua a trarre sensibili vantaggi economici, attualmente quantificabili nella misura di 20 lire/litro ca, in buona sostanza a spese di quei consumatori che sono costretti ad usare unicamente super con piombo; f) e' infatti evidente, per quanto detto, che tale operazione prescinde da reali motivazioni ecologiche e che in termini di uso alternativo delle risorse dello Stato, cio' costituisce, come da altri gia' ravvisato, una forma di indiretta incentivazione all'evasione fiscale con conseguente danno gratuito per la comunita' nazionale; g) e' infine noto che in ambito comunitario e' oggetto di revisione critica, da parte di alcuni governi, la politica sin qui tesa a diffondere l'uso delle benzine senza piombo nel parco non catalizzato dal momento che lo ultimo incremento di accisa in Inghilterra non risulta abbia comportato un ulteriore incremento del differenziale prezzi a bocca pompa fra le due benzine e che in Francia, tale differenziale, risulterebbe addirittura ridotto in favore delle benzine con piombo, nella misura di quattro cents FFr/litro -: 1) quali siano le ragioni ed origini dell'ultimo aumento del differenziale prezzi alla pompa fra le due benzine; 2) se non ritenga invece il caso, gia' in fase di ratifica del presente decreto, di aggiornare (a parita' di gettito complessivo atteso) l'accisa sulle benzine al fine di: ridurre l'attuale differenziale prezzi a bocca pompa in misura sensibile onde contenere forme dannose per l'ambiente conseguenti ad un uso improprio delle benzine senza piombo; eliminare ogni forma di ulteriore contributo alle compagnie petrolifere connesso ai volumi di benzina senza piombo immessi sul mercato avendo le medesime gia' incamerato per questa via somme dell'ordine di 200 miliardi, devolvendo tali risorse, invece, in favore di istituti di ricerca qualificati in ambito tossicologico ed oncologico; 3) ridiscutere in ambito comunitario formulazioni di benzine con e senza piombo ad effettivo ridotto impatto ambientale cosi' da porre le industrie interessate nelle stesse condizioni di operativita' e competitivita'; 4) predisporre procedure di campionamento sistematico di tutti i carburanti al riparo da ogni possibile forma di condizionamento dei risultati, cosi' da consentire ai consumatori di poter privilegiare quei carburanti ad effettivo minor impatto ambientale documentabile. (2-01229)