Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21355 presentata da BONOMO GIOVANNI (REPUBBLICANO) in data 19940112
Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: attualmente, delle 148 mila lire che ogni utente versa come canone televisivo, circa 28 mila lire restano allo Stato, e il resto va alla Rai; la legge n. 422 del 27 ottobre 1993 ha stabilito che i 3/4 delle 28 mila lire che restano allo Stato vadano alle emittenti locali e adesso, pero', il Governo vuole ridursi la quota di propria competenza, destinando alla Rai non solo le 7.000 lire circa rimaste, e quindi 1/4 della defiscalizzazione del canone, ma anche un altro quarto, togliendo alle radio e tv locali e reti radiofoniche nazionali; risulta pertanto evidente il danno che subirebbero le piccole emittenti, ed altrettanto evidente il contrasto di tale eventuale decisione con la volonta' del Parlamento espressa in maniera unanime dalle due Camere non piu' tardi di due mesi fa. Va, inoltre, detto che in sede di approvazione della legge n. 422 il relatore alla Camera, onorevole Viti, volle precisare - ottenendo l'assenso del Parlamento - che le future convenzioni Stato-Rai non avrebbero dovuto intaccare l'entita' del fondo per l'emittenza locale che con quella legge e in quella situazione storica si andava a costituire. D'altra parte, se questo non fosse pacifico, potrebbe anche accadere che lo Stato decida di destinare tutto alla Rai eliminando e rendendo insignificante la quota di propria competenza, privando cosi' di fatto le emittenti locali di ogni risorsa; ritiene, percio', che alla Rai, che attualmente riceve l'81 per cento del canone (e non l'84,4 per cento come qualcuno dice) debba essere destinata la quota di defiscalizzazione non riservata alle emittenti locali, e cioe' il 25 per cento delle quote oggi afferenti allo Stato -: se intenda fornire precise chiarificazioni in proposito, onde evitare che tali pericolose disfunzioni vengano a verificarsi, con grave danno per il pluralismo dell'informazione televisiva italiana. (4-21355)