Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21377 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112
Ai Ministri dell'interno, dell'ambiente, delle finanze e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso che: la ditta SASPI Spa e' stata appaltatrice del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sul territorio di Pompei dal 1^ giugno 1979 al 31 maggio 1986; nonostante le continue sollecitazioni da parte di organizzazioni sindacali e partiti politici, oltreche' dei rappresentanti del MSI al comune di Pompei, la giunta municipale, retta da una maggioranza DC-PSI che conta sull'85 per cento dei consiglieri comunali assegnati al comune, non ha mai ritenuto di iniziare le procedure per una nuova gara di appalto ed, arbitrariamente, dal 1^ giugno 1986 al 31 dicembre 1987 con una serie di deliberazioni molte delle quali adottate pretestuosamente ed illegittimamente dalla stessa giunta municipale, ha concesso proroghe del servizio alla ditta in questione, continuando ostinatamente a non bandire la nuova gara di appalto e, tra l'altro, ricevendo diverse richieste di chiarimenti od annullamenti dal CO.RE.CO. sezione provinciale di Napoli e, quindi, spesso operando senza la necessaria copertura finanziaria sancita in delibera; nel dicembre 1987, in seguito alle agitazioni del personale addetto, preoccupato per le proprie sorti, ed in seguito alle dichiarazioni dei responsabili della ditta SASPI di voler interrompere il servizio il 31 di quel mese, il prefetto di Napoli, sollecitato da varie parti politiche e sociali, si fece parte diligente con i lavoratori, gli amministratori comunali e la ditta SASPI, autorizzando un'altra proroga, ma sollecitando l'amministrazione di Pompei a bandire la gara di appalto al piu' presto; intanto il canone annuo da versare alla ditta su citata, dai circa 700 milioni iniziali, era giunto a 2 miliardi e mezzo circa, grazie a continui aggiornamenti non fondati su elementi documentati ma che si sono sempre basati sulle semplici istanze e rivendicazioni della SASPI; la quale, infatti, non ha mai documentato l'effettiva consistenza di mezzi ed attrezzature utilizzati, anche perche' mai l'amministrazione comunale ha investito dei suoi compiti la commissione di controllo sul servizio, prevista dal capitolato originale di appalto; nel febbraio 1988, a maggioranza, il consiglio comunale di Pompei approvava una deliberazione con la quale, affermando l'esistenza di un credito non documentato con atti certi, scritture contabili, copie di mandati o di commissioni verbali, od altre idonee documentazioni, chiedeva al CO.RE.CO., sezione provinciale di Napoli, l'autorizzazione alla trattativa privata con la SASPI per riaffidarle per altri sette anni l'appalto del servizio dato che in tal caso la ditta avrebbe concesso la rateizzazione del (presunto) debito comunale nei suoi riguardi. Tale deliberazione era approvata dal CO.RE.CO. i cui componenti di allora, colleghi di partito degli amministratori DC e PSI del comune di Pompei, erano in una situazione di incompatibilita' perche' eletti deputati ed avevano approvato la delibera in una delle ultime sedute cui parteciparono; comunque nessuna esplicita autorizzazione l'organo di controllo concesse per la trattativa privata; il 17 gennaio 1989, a circa un anno dal precedente atto quando la pretesa urgenza per ricorrere alla trattativa privata si era dimostrata un artificioso pretesto, e la amministrazione comunale pompeiana aveva, dolosamente a questo punto, perseverato nel non bandire gara di appalto, con delibera di giunta n. 70 si affidava l'appalto per altri sette anni alla ditta SASPI con una bozza di capitolato assolutamente non rispondente alle vigenti normative in tema di riciclaggio e smaltimento di rifiuti solidi urbani normali e tossici, per un importo di circa tre miliardi l'anno; in seguito a ricorso inoltrato dal consigliere comunale missino Arturo Sorrentino e dal segretario della locale sezione Nino Garofalo, oltreche' da altre parti politiche ed organizzazioni sindacali, il CO.RE.CO., sezione provinciale di Napoli, previa audizione degli amministratori pompeiani e dei ricorrenti, ha rinviato per chiarimenti la delibera al Comune di Pompei -: quali urgenti provvedimenti siano stati assunti per assicurare alla citta' di Pompei un servizio di N.U. efficiente, economico, rispondente alle recenti normative in tema di riciclaggio e smaltimento dei rifiuti e di difesa dell'ambiente, affidato mediante regolare gara di appalto internazionale, cosi' come previsto dalla legge; in che modo ritengano di accertare eventuali legami tra amministratori comunali di Pompei e la ditta SASPI, molto discussa nei numerosi comuni nei quali espleta servizio, legami che giustificherebbero l'ostinato perseverare nel voler concedere, a tutti i costi e senza gara, il nuovo appalto alla suddetta ditta; quali iniziative vogliano intraprendere per accertare: 1) la rispondenza a necessita' documentata dei continui aggiornamenti del canone annuo versato dal 1979 dal comune alla SASPI; 2) la consistenza reale dei mezzi e delle attrezzature utilizzate dalla stessa ditta per il servizio espletato; 3) se essa utilizzi, come da voci insistenti risulta, gli stessi mezzi in piu' comuni della zona, facendosi pagare l'ammortamento dei relativi costi e la corrispondente cifra di canone da ogni comune interessato; 4) la regolarita' contabile e finanziaria delle operazioni economiche della suddetta ditta nei riguardi del comune di Pompei ed il rispetto da parte della stessa delle norme riguardanti i diritti ed il trattamento retributivo ed assicurativo del personale dipendente; 5) la reale esistenza e consistenza del credito vantato dalla SASPI nei riguardi del comune di Pompei; 6) in quali altri comuni essa SASPI svolga la propria attivita'; se risulti rispondente a verita' come avrebbe esplicitamente dichiarato egli stesso che il sindaco di Pompei sottoscrisse il contratto per il nuovo appalto con la ditta SASPI; se abbiano ritenuto a suo tempo di investire la Magistratura e la Corte dei conti per verificare le eventuali responsabilita' penali ed amministrative e contabili degli amministratori di Pompei che con il loro comportamento hanno permesso l'espletamento di un servizio e l'impegno economico dell'Ente per quasi tre anni senza nessun atto che legittimamente lo giustifichi; in ogni caso se la Procura della Repubblica di Napoli e la Corte dei conti Ufficio Controllo Enti abbiano avuto notizia sia prima che dopo la presentazione del precedente atto ispettivo, dei fatti suddetti ed abbiano avviato indagini e con quali risultati o intendano farlo ora. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-11820 del 27 febbraio 1989. (4-21377)