Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21383 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112
Al Governo. - Per conoscere - premesso che: nel 1988 l'ANIEM di Napoli ed Avellino, aderente alla CONFAPI della Campania, in relazione all'attivita' edilizia post-sisma realizzata a Napoli, Avellino e nelle relative province, ha denunciato in un documento destinato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio al Parlamento, al Consiglio superiore della magistratura, alla procura generale della Repubblica di Napoli e di Avellino, all'Alto Commissario Antimafia quanto di gravissimo qui di seguito indicato e cioe': 1) che i lavori di ricostruzione delle zone terremotate per decine di migliaia di miliardi diventino un grande affare per pochi costruttori, senza essere l'occasione di sviluppo dell'intera regione; 2) che i concessionari post-terremoto gestiscano completamente progetti ed appalti sub-appaltando direttamente lavori per diversi miliardi a micro imprese senza iscrizione all'ANC by-passando completamente la piccola e media impresa, vera destinataria dell'esecuzione, ottenendo in questo modo ribassi pari anche al 50 per cento tra il prezzo pagato dello Stato e quello riscosso dall'esecutore materiale dell'opera, il tutto senza mai bandire in 8 anni la benche' minima gara. Incassando in questo modo plusvalenze per centinaia di miliardi; 3) che una ventina di imprenditori campani che fatturavano qualche milione nel 1980 oggi fatturino centinaia di miliardi in commesse pubbliche senza aver fatto una gara per ottenere le stesse ma solo sfruttando il regime concessivo e le rendite di posizione previste in bandi grigliati a loro favore e per di piu' utilizzando tariffe maggiorate rispetto alle tariffe in vigore emesse dal provveditorato alle opere pubbliche. Tutto cio' con danno di centinaia di miliardi per il contribuente che ha pagato notevolmente di piu' cio' che poteva ottenere sicuramente a meno in una pubblica gara; 4) che il commissario straordinario di Governo per la regione Campania, con i poteri derivanti dall'emergenza, appalti senza gara, dopo 6 anni dal terremoto, 3.984 miliardi di lavori infrastrutturali che poco hanno a che fare con il sisma ad un ristretto numero di imprese che sotto sigle diverse fanno capo per la maggior parte sempre agli stessi imprenditori; 5) che il Presidente della giunta con i poteri straordinari concessi dalla legge n. 80 del 1984 per il piano triennale pubblichi un bando super grigliato che di fatto mette la totalita' dell'intervento per una spesa iniziale di 700 miliardi ampliabile a diverse migliaia, attraverso meccanismi tortuosi nelle mani delle solite imprese; 6) che la maggior parte dei grandi appalti pubblici banditi dagli enti della regione, presentino anomalie e griglie tali da favorire sempre le stesse imprese; 7) che la maggior parte dei lavori siano collaudati da super burocrati delle pubbliche amministrazioni lasciando agli ingegneri e agli architetti un ruolo marginale contravvenendo al principio antico del "chi controlla il controllore"; 8) che mediante vari e tortuosi marchingegni i soliti personaggi siano pronti mediante societa' ad hoc a mettere le mani sull'intera citta' e le aree industriali esautorando il potere del consiglio comunale; 9) che nonostante tutto quanto sopra detto gli appetiti di questi signori "sempre gli stessi" siano senza fine e che premano in tutte le direzioni per avere ancora a trattativa diretta tutte le somme a disposizione del "Decreto Napoli" impegnando con le opere infrastrutturali ordinarie in corso nelle zone interne della regione, che poco hanno a che fare con l'intervento sismico ed i poteri con cui sono state affidate, tutte le risorse disponibili, impedendo di fatto un intervento sulle infrastrutture cittadine di Napoli dove a parita' di lavoro e' difficile "l'utile di impresa" disattendendo completamente lo spirito dell'intervento statale. L'ANIEM, avuto riguardo al fatto che a Napoli ed in Campania "Al fine di far luce e piena trasparenza su tutto cio' che sta accadendo a Napoli ed in Campania dove nonostante le migliaia di miliardi che lo Stato sta investendo sul nostro territorio, la maggior parte delle piccole e medie imprese sono senza lavoro e le commesse vanno ormai sempre agli stessi gruppi imprenditoriali non per tecnologia esclusiva o ribassi di gara ma per rendite di posizione" ha chiesto alle anzidette autorita': "che sia fatta piena trasparenza sulla gestione di pubblici appalti affidati negli ultimi anni dai Commissari straordinari di Governo e sui grossi appalti in essere in questo momento nella nostra regione che per concentrazione di interventi e' il piu' grande cantiere edile d'Europa e che invece di essere occasione di sviluppo per un'intera regione sta diventando sempre di piu' l'occasione di arricchimento di pochi personaggi che ormai detengono un potere al di sopra di quello delle istituzioni" -: se risponda a verita' la denuncia per quanto di - politicamente - gravissimo e di - giuridicamente - illecito e' contenuto nei nove punti anzidetti, con precisazione in dettaglio sia del contenuto dei fatti come effettivamente svoltisi rispetto a quanto denunciato sia dalle procedure espletate, sia dei nomi delle imprese privilegiate, sia degli importi di ogni e qualsiasi appalto o sub-appalto conferito; perche' alla luce di quanto affermato dall'ANIEM e che trovava riscontro obiettivamente in una immensa massa di dati e di elementi, apparsi sulla stampa, in atti ispettivi, in procedimenti giudiziari oltre che acquisiti alla comune consapevolezza degli imprenditori, dei liberi professionisti e finanche della pubblica opinione, il Governo non intese promuovere, per quanto di sua competenza e fatte salve le iniziative parlamentari gia' promosse e da promuoversi, un'ampia, approfondita inchiesta per individuare fatti e responsabilita' dell'ennesimo, gravissimo, gigantesco episodio di malcostume gestionale, politico ed amministrativo che ha prodotto gravissimi e perversi effetti a Napoli ed in Campania. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-10371 del 13 dicembre 1988 ma soprattutto in relazione alla tardiva esplosione di "Tangentopoli" che ben avrebbe potuto essere anticipata di anni. (4-21383)