Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21386 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112
Ai Ministri dell'interno, di grazia e giustizia, della sanita' e per il coordinamento delle politiche comunitarie e per gli affari regionali e le questioni istituzionali. - Per conoscere - premesso che: il Ministero della sanita' - Direzione generale dei servizi veterinari - dispose con telegramma una visita ispettiva presso la USL n. 36 della Campania, a seguito di un esposto della Lega Antivivisezionista Nazionale relativa al maltrattamento di cani catturati nel territorio del comune di Vico Equense (Napoli); la visita ispettiva fu effettuata il 15 febbraio 1988 in Sant'Agnello (Napoli), dove ha sede il servizio veterinario della USL da parte del dottor Antonio Carlomagno che incontro' il dottor Mario Poeta, responsabile del servizio "il quale ignorava il problema in quanto il suddetto servizio non e' provvisto ne' di canile, ne' di accalappiacani, ne' di qualsiasi altro mezzo idoneo per il servizio razzia cani"; la visita ispettiva proseguiva attraverso un incontro con il sindaco di Vico Equense, dottor Giuseppe Scaramellino il quale: "Ammetteva di conoscere il problema ed asseriva di aver agito in base a quanto disposto dalla delibera comunale a firma del commissario prefettizio con la quale si autorizzava il signor Buonocore Luigi di Vico Equense ad accalappiare i cani presenti sul territorio comunale e condurli poi presso il canile municipale di Castellammare di Stabia non avendo Vico Equense un idoneo ricovero per i suddetti cani. Questa delibera comunque fu redatta all'insaputa del responsabile del servizio veterinario della USL n. 36 il quale non e' stato mai interpellato nonostante si trattasse di profilassi rabbia e quindi materia di pertinenza veterinaria"; infine la visita ispettiva si concludeva presso la USL n. 35 che ha sede nel macello comunale di Castellammare di Stabia, dove il dottor Carlomagno incontrava i dottori Bischetti e Cafiero i quali: "ammettevano di aver ricevuto, in data 2 febbraio 1988, quattro cani accalappiati nel comune di Vico Equense e di averne ceduti 3, in data 6 febbraio 1988, a seguito di richiesta da parte della signorina Barbara Tommolillo da Vico Equense facente parte della Lega antivivisezionistica. Il quarto cane non veniva rilasciato in quanto deceduto immediatamente dopo il successivo ricovero in canile. Il motivo del decesso, ha asserito il dottor Bischietti, e' da attribuire al notevole stato di disidratazione in cui versava il cane al momento del ricovero perche affetto da enterite emorragica di probabile natura virale"; il solerte, bisogna riconoscerlo, dottor Carlomagno riteneva di effettuare in conclusione anche un sopralluogo all'interno del canile accertando: "reali condizioni del manufatto che necessita di una totale ristrutturazione. Risulta difatti essere fatiscente in tutte le sue parti e non idoneo ad accogliere cani accalappiati, ne' tanto meno quelli morsicatori. Poiche' la USL n. 35 non provvede all'acquisto di scatolame o mangime per cani, il vitto e' inesistente. Il pavimento e' costituito da un massetto di cemento e quindi di non facile pulizia, il soffitto presenta numerose aperture tanto da consentire all'acqua piovana di penetrare all'interno del manufatto. Le gabbie risultano essere insudiciate e di dimensioni ridotte. In merito alle suddette carenze comunque, il dottor Bischetti ha inviato in data 12 febbraio 1988 al dirigente del settore A del servizio veterinario dell'USL n. 35 una nota di segnalazione"; in data 14 marzo 1988 gli atti furono inviati alla procura generale della Repubblica che trasmise il fascicolo per il seguito al pretore di Castellammare, come si evince dall'esposto che le associazioni protezionistiche in data 30 novembre 1988 hanno diretto al pretore dirigente della pretura di Castellammare di Stabia, alla procura generale presso il tribunale di Napoli, al presidente della USL n. 35 di Castellammare di Stabia, al dirigente dei servizi veterinari presso l'assessorato all'igiene e sanita' della regione Campania, al pretore di Castellammare dottor Quaranta e nel quale esposto, tra l'altro, si legge: "Detto canile fu successivamente chiuso, per le condizioni di totale degrado ed abbandono riscontrato nel corso dell'ispezione: le gabbie, fatiscenti, erano sostituite da cunicoli umidi ed interrati; mancava cibo ed acqua poiche' nessuna delibera era stata approvata in merito; mancava qualsiasi forma di assistenza per i cani feriti o moribondi pervenuti al canile. Da certificati medici, oltre che da testimonianze oculari, risulta che uno degli animali, prelevato dal canile, aveva ingerito, per la fame, terriccio, che gli occluse l'intestino. Risulterebbe che attualmente la cosiddetta "carovana" (il personale all'epoca addetto all'accalappiamento ed alla soppressione dei cani) sia ancora operante e che i cani accalappiati soggiornino (sic) per un periodo addirittura superiore a quello prescritto dalla legge nella sopradescritte condizioni, prima di essere soppressi non si sa come e non si sa da chi, poiche' pare che nessun acquisto di farmaci eutanasici risulterebbe effettuato o documentato. Pertanto le sottoscritte Associazioni, mentre deplorano che tali manifesti maltrattamenti vengono tranquillamente perpetrati nei confronti di esseri che non possono difendersi, sollecitano le competenti autorita', in indirizzo elencate, ad intervenire negli ambiti di loro competenza, mentre si riservano di elencare testi per quanto sopra esposto" -: quale sia lo stato del procedimento giudiziario, quali responsabilita' siano state accertate ed a carico di chi in ordine ai fatti verificatisi ed a quelli in itinere; con quali modalita', con quale personale, in quali date, si sia operato ed in quali strutture si operi dal 1^ gennaio 1988 alla data della risposta al presente atto ispettivo in ciascuno dei comuni facenti parte della USL n. 36 per la cattura dei cani; in particolare in ciascuno dei territori comunali ricadenti nelle responsabilita' veterinarie delle USL n. 35 e n. 36 dal gennaio 1988 alla data della risposta al presente atto, quanti cani siano stati catturati, dove siano stati portati, quale alimentazione sia stata loro somministrata, quali cure abbiano ricevuto, quali di essi siano stati consegnati a chi ne abbia fatto richiesta, quali di essi siano stati soppressi, in quali precisi ambienti e con quali metodi e farmaci; quale sia stata sinora, ed in base a quali atti deliberativi, la spesa sostenuta dalle USL e dai comuni in ordine alla cattura dei cani, alla loro alimentazione, alla loro soppressione ed in genere per la gestione del servizio; se, a parte le responsabilita' per specifici fatti, ne siano state individuate altre di carattere generale a carico dell'assessorato regionale alla sanita' e di veterinari regionali per le sicure gravi omissioni e disservizi registrati e registrabili nella disumana, angosciosa vicenda che aggiunge ulteriore discredito al funzionamento della sanita' in Campania. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-10631 del 4 gennaio 1989. (4-21386)