Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21387 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112
Ai Ministri dell'interno, delle finanze e del tesoro. - Per conoscere - premesso che: a seguito della avvenuta approvazione legislativa della riforma del sistema di riscossione delle imposte, era in corso nel 1988 l'accorpamento delle esattorie minori in quelle di maggiori dimensioni, nel quadro di una presenza che per ogni provincia non avrebbe visto in attivita' che una sola di esse o poco piu' di una; singolare era percio' la situazione che si andava determinando nella provincia di Napoli ed in particolare nella sola fascia dei comuni vesuviani prefigurando situazioni di fatto del tutto contrarie allo spirito ed alla norma della riforma; il Banco di Roma, acquisita in questa area la gestione esattoriale di Pompei, Castellammare e Torre Annunziata, si apprestava a rilevare anche la gestione della esattoria Carduelli di Torre del Greco e, concluso il contratto, presentava nel luglio 1988 alla prefettura di Napoli la richiesta di autorizzazione, demandata per legge alla prefettura, sentito il comune interessato e la intendenza di Finanza e che, trattandosi di procedura pressoche' formale, viene normalmente conclusa positivamente nel giro di non piu' di un mese; dal luglio scorso alla data del 10 gennaio 1989 invece, la prefettura di Napoli e per essa il prefetto delegato alla adozione della istanza, non ha potuto dare (forse condizionata da pesanti quanto intollerabili pressioni politiche in senso negativo) alcuna risposta; correvano infatti voci che la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, sembra sponsorizzata da potentati politici democristiani aventi notevolissima influenza locale e nazionale, volesse impadronirsi della gestione esattoriale di Torre del Greco e che a cio' fosse dovuto l'assurdo, ingiustificato ritardo nel rilascio della autorizzazione al Banco di Roma; ancor piu' grave e' un'altra ipotesi e cioe' quella diffusa e non smentita relativa al fatto che la Banca Popolare dell'Irpinia, gia' oggetto di altre interrogazioni parlamentari degli interrogazioni parlamentari degli interroganti, volesse acquisire la Banca del Credito Popolare di Torre del Greco, nel quadro di una ulteriore espansione legata alla dimensione acquisita grazie a depositi ed attivita' rese possibili dagli influenti rapporti di suoi autorevoli soci con la emergenza post-sismica: in questa chiave avrebbe potuto anche leggersi, dunque, la ragione del ritardo nel rilascio della autorizzazione al Banco di Roma all'esercizio esattoriale di Torre del Greco -: quali precise ragioni ostassero e comunque ritardassero l'esaurimento (quale che ne sia l'esito, anche se molto, molto difficilmente potrebbe essere negativo) della pratica di autorizzazione giacente dal luglio 1988 presso la Prefettura di Napoli; se, presupponendo la esistenza di tentativi di condizionamento sulla prefettura di Napoli, si volle intervenire per liberarla da ogni ingiustificata pressione; chi fossero i soci della Banca di credito popolare di Torre del Greco; se risponda a verita' l'interesse della Banca popolare dell'Irpinia alla acquisizione della Banca di credito popolare di Torre del Greco, se ci siano state trattative in corso e se alla Banca d'Italia consti alcunche' in ordine alla detta ipotesi. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-10664 del 10 gennaio 1989. (4-21387)