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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21394 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112

Ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso che: quanto ha formato oggetto dell'interrogazione n. 4-10149 del 30 novembre 1988 relativa ad astronomici emolumenti illegittimamente fatti propri dal segretario generale del comune di Napoli dottor Arcadio Martino, quale urgente seguito intenda dare alla richiesta formulata dal consigliere comunale del MSI di Napoli, Marcello Taglialatela, di "avvio di provvedimento disciplinare per la destituzione del dottor Arcadio Martino quale segretario generale del comune di Napoli e di sospensione immediata dello stesso in via cautelare" e di cui alla lettera del 16 gennaio 1989 diretta al ministro dell'interno, al prefetto di Napoli, al sindaco di Napoli e per quanto di ragione alla procura generale della Repubblica di Napoli; che con la predetta lettera, il consigliere Taglialatela, in riferimento anche agli articoli 54 e 98 della Costituzione, ed agli articoli 13 e 84 del testo unico, imp. civ., descrive fattispecie che concretano ipotesi di violazione di tali norme da parte del segretario generale del comunale di Napoli, comportandone la destituzione, salve facendo per altro anche ipotesi di reato che eventualmente emergessero dal procedimento che la Procura della Repubblica - appositamente informata - aprira'; tra la casistica della censurabile attivita' del segretario generale sono ricompresi i seguenti fatti: 1) "Nel 1985, pare su consiglio del Segretario generale e comunque certamente senza la sua opposizione, l'ingegnere capo del comune di Napoli affido' a trattativa privata, ai sensi dell'articolo 70 del regio decreto n. 350/ 1985, lavori di "somma urgenza" per 9 miliardi di lire nonostante che il limite massimo previsto sia di soli 100 milioni. La somma urgenza veniva inoltre ricavata dal verbale delle visite annuali della commissione prefettizia di vigilanza sui pubblici spettacoli risalenti ad oltre tre anni prima e nonostante che, per molti dei lavori affidati dall'ingegnere capo, vi fosse in corso regolare gara di appalto. Inoltre, non tenendo conto del fatto che il CO.RE.CO. avesse sospeso per chiarimenti la successiva delibera di giunta pendente a sanare tale aberrante procedura, senza alcuna opposizione del segretario generale, la giunta autorizzo' il pagamento salvo ed impregiudicato il titolo giuridico presupposto dallo stesso, dando alle ditte un acconto pari al 30 per cento dell'importo. Vennero cosi' pagati 3 miliardi di lire nonostante che i rilievi dell'organo di controllo comportassero la sospensione ex lege dell'esecutivita' degli atti"; 2) "L'operato di controllo dello stesso sul buon funzionamento dell'organo locale ha fatto registrare notevoli battute a vuoto tanto che, nel solo anno 1988, si sono avute circa 200 delibere sospese dal CO.RE.CO., 150 annullate e 40 rinviate ex articolo 60. Tra queste circa 400 deliberazioni, un numero veramente elevato, che non hanno passato positivamente l'esame del CO.RE.CO. ve ne sono alcune che rappresentano l'esempio di come in qualche circostanza, l'uso dell'adozione dei "poteri del Consiglio con esecuzione immediata" abbia costituito un modo per consentire pagamenti prima dell'esame di legittimita' da parte del CO.RE.CO. che ha poi successivamente annullato le delibere quando i mandati di pagamento erano gia' stati eseguiti (delibera n. 65 del 28 luglio 1988 sulla quale lo scrivente ha inoltrato ricorso per responsabilita' formale della giunta municipale di Napoli nell'adozione della delibera stessa)"; 3) "Il cattivo funzionamento dell'operato della Segreteria generale nella sua funzione di controllo preventivo onde evitare che tante, troppe delibere vengano poi annullate dal CO.RE.CO. "potrebbe" essere stato determinato dalla costante ed asfissiante presenza del dottor Martino in tante, forse tutte, commissioni giudicatrici di concorsi e di gare. Tale superattivita' e presenza ha portato in particolare notevoli vantaggi economici a favore del Segretario generale il quale ha percepito alcune centinaia di milioni per il solo 1988, grazie alla partecipazione a queste "Commissioni d'oro". Tra l'altro la remunerazione percepita a tale titolo, oltre ad essere stata motivo di scandalo e di allarme in tutta la citta', appare anche in contrasto con il principio della omnicomprensivita' del trattamento economico dei segretari generali (articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica n. 748 del 1972). Inoltre appare veramente incredibile che il dottor Martino abbia avuto modo di farsi riconoscere per i primi cinque mesi del 1988 circa nove milioni per lavoro straordinario e ci si chiede come abbia umanamente fatto ad essere contemporaneamente presente nel suo ufficio per lavoro ordinario, straordinario e presenze alle varie commissioni"; 4) "Il Segretario generale dottor Arcadio Martino non si e' pero' accontentato di percepire "ufficialmente" dal comune di Napoli tale massa di danaro (e' stato certamente tra i piu' ricchi napoletani nel 1988), ma ha anche cercato di farsi assegnare dall'Amministrazione comunale un alloggio piu' consono al suo regime di vita. Anche questa vicenda e' stata ampiamente trattata dai quotidiani cittadini, e forse, solo il livello della polemica ha impedito che anche questo "favore" fosse concesso"; 5)"Infine vi sono da sottolineare i rapporti economici e professionali, riportati dalla stampa e mai smentiti dall'interessato, tra il dottor Martino e due societa' particolarmente "apprezzate" dal comune di Napoli. Si tratta della ISCEA srl e dell'IGAP (in rapporti contrattuali con il comune di Napoli). Per quest'ultima tutto quanto riportato in questi giorni dalla stampa appare sufficiente ad accusare perlomeno di imprudenza il dottor Martino il quale avrebbe consentito a suoi familiari di essere dipendenti e consulenti dell'IGAP o di societa' ad essa collegata. Per quanto riguarda l'ISCEA, viceversa, il problema e' strettamente personale, in quanto, da quanto riportato dalla stampa e mai ufficialmente smentito, il dottor Martino sarebbe uno dei docenti di tale societa' che si occupa di corsi di aggiornamento professionale presso gli enti locali tra i quali lo stesso comune di Napoli... Anche in questo caso meravigliano non solo le cinquecento mila lire di compenso che il dottor Martino percepirebbe per ogni lezione effettuata per conto dell'ISCEA, ma anche la eccezionale capacita' del Segretario generale di essere presente, oltre che al lavoro ordinario, straordinario e per la partecipazione a Commissioni giudicatrici nominate dal comune, in tale attivita' professionale. E' opportuno sottolineare che la ISCEA srl (capitale sociale 20 milioni, il minimo chiesto dalla legge) ha avuto l'assegnazione di un corso di aggiornamento professionale, da parte del comune di Napoli per i suoi dipendenti, per circa 2 miliardi di lire, ovviamente grazie a delibere di affidamento a trattativa privata" -: in ogni caso se siano stati disposti accertamenti urgenti e con quale esito su tutte le predette circostanze molte delle quali al centro di vivacissime polemiche amministrativre, politiche e di stampa che hanno evidenziato quanto meno - e basterebbe e molto avanzerebbe per la destituzione - il "candido" sorvolo da parte del dottor Martino degli obblighi di adempiere con disciplina ed onore" i propri doveri, di essere "al servizio esclusivo della nazione", di rispettare, i principi di diligenza e buon comportamento" e di non compiere "atti che sono in grave contrasto con i doveri di fedelta'". Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-10895 del 17 gennaio 1989 ed avuto riguardo agli sviluppi giudiziari successivi all'interrogazione menzionata e qui rinnovati in mancanza di risposte politiche ma in presenza solo di quelle giuridiziarie. (4-21394)

 
Cronologia
martedì 11 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo mesi di contrasto con l'editore Berlusconi, che nel frattempo ha annunziato l'intenzione di scendere in politica, Montanelli insieme ad altri redattori lascia il quotidiano Il Giornale e fonda La Voce.

mercoledì 12 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera vengono discusse la mozione Pannella n. 1-00243 e la risoluzione Ferri n. 6-00036 concernenti la sfiducia al Governo, che erano state presentate allo scopo di suscitare un dibattito. Esse non vengono comunque votate per le sopravvenienti dimissioni del Governo.

martedì 18 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Si scioglie la DC, da cui nascono il PPI di Mino Martinazzoli e il CCD di Pier Ferdinando Casini.