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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21401 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112

Al Governo. - Per conoscere - premesso che il 30 novembre 1988 risultava che dal mese di aprile una chiatta battente bandiera panamense, la "Seament III", era ormeggiata alla banchina 71 nella darsena di Vigliena nel porto di Napoli. Da essa, ogni giorno, risultavano essere caricati decine di autocarri di cemento, per rifornire buona parte delle societa' di calcestruzzo della Campania; la chiatta era rifornita, a sua volta, puntualmente, da navi che fanno la spola con i porti di Patrasso e Volos in Grecia. Tale traffico, che rappresenta un giro di affari di circa 5 miliardi al mese, e' gestito da una societa' avellinese, la "Eurocem" costituitasi nel 1987 con un capitale sociale che risulta essere di soli 20 milioni di lire. Questi elementi contribuiscono a moltiplicare le cifre dell'importazione di cemento in Campania: 56 mila tonnellate scaricate nel 1987, gia' 260 mila nei primi sei mesi del 1988, delle quali 62 mila solo a giugno ed inoltre danneggia i cementifici locali, mettendo in crisi l'intera struttura produttiva della regione, con il rischio di definitivo spegnimento di diversi forni e la chiusura di alcune unita' produttive e con la prospettiva di attivita' a singhiozzo per altri impianti esistenti: quindi con enormi danni per l'economia campana e la difficolta' di mantenere gli attuali - gia' precari - livelli occupazionali, anche perche' l'attivita' di carico e scarico nel porto di Napoli coinvolge pochissime unita' lavorative, non creando nuova occupazione; l'associazione tecnico-economica dei cementifici ha piu' volte denunciato tale situazione con argomentazioni analoghe alle suddette e facendo notare che le importazioni del cemento in questione sono effettuate in regime di dumping, giacche' la Grecia vende sottocosto, e quindi sono da considerarsi illegali; il cemento scaricato alla banchina 71 e' considerato, tra l'altro, altamente inquinante ed il presidente della USL 45, competente territorialmente, ha inviato un fonogramma al Consorzio autonomo del porto ed alla Capitaneria di Porto per segnalare la cosa. Infatti gli esperti della USL suddetta sono impossibilitati ad indagare al riguardo, non potendo, senza permesso, accedere alla darsena. Inoltre, secondo le autorita' della USL 45, non esiste nessuna autorizzazione a far operare, in una zona ad alto rischio come la darsena petroli di Vigliena, la scaricazione di cemento sfuso che implica dettagliati sistemi di sicurezza a bordo ed a terra. Cosi' che la zona orientale della citta' di Napoli e' diventata un ricettacolo di traffici piu' o meno leciti e pericolosi che contribuiscono al gia' elevato degrado socio-ambientale, con il trattamento di sostanze altamente inquinanti -: quali iniziative si intendano intraprendere per verificare la consistenza globale, nel caso di specie, del traffico di cemento tra Grecia ed Italia, la regolarita' delle contrattazioni tra la Eurocem, ed i suoi fornitori ed i suoi acquirenti, le condizioni e modalita' di vendita del cemento in questione, e per controllare la situazione contabile, giuridica e amministrativa della ditta suddetta; quali provvedimenti urgenti si vogliano assumere per scongiurare la crisi dei cementifici della Campania, assicurando che sia represso il dumping commerciale greco e - in caso di legittimita' delle attivita' di importazione - la concorrenza sia leale e corretta; se non si ritenga di promuovere un'indagine volta ad accertare chi muova, attualmente le fila di questo grosso traffico di cemento e quali siano le maggiori aziende beneficiarie, giacche' e' notorio che gran parte delle attivita' legate al cemento ed all'edilizia, in Campania, risultano essere state, o essere ancora, oggetto di attenzione e coinvolgimento di "famiglie" malavitose e camorriste, spesso con l'utilizzo di prestanomi o affiliati. Infatti - a parte le estorsioni, le attivita' illegali di contorno come acquisti "obbligatori", truffe, patti di concorrenza sleale, intermediazioni - risultano essere stati presenti nel settore cementizio molti "notabili" della camorra come i fratelli Forte della valle dell'Irno, Sergio Marinelli ed i suoi uomini a mezzo di sigle di comodo, lo stesso Pasquale Scotti a mezzo dei suoi parenti ed altre sigle di comodo; la sigla "Bitum Beton" e' legata ai Nuvoletta, vero capofila del settore del calcestruzzo, cosi' come, stranamente, i cognomi di dirigenti di grosse imprese di calcestruzzi dell'afragolese, corrispondono a quelli di grossi clan camorristici come Moccia e Magliulo; in quale modo - anche dopo quanto di recente emerso - si intenda assicurare i cittadini della zona orientale di Napoli, da ulteriori pericoli per la loro incolumita' e la salubrita' dell'area, derivanti dall'ingente traffico di betoniere e trasporto di cemento che avvenne a causa della presenza della chiatta alla darsena di Vigliena, ed inoltre se si sia intervenuti per favorire tutti i controlli e gli accertamenti del caso da parte della USL 45 e degli enti competenti; se si ritenga di promuovere una vera e propria ristrutturazione del settore con un piano, ben definito, di programmazione, interventi e regolamentazioni delle attivita' collegate al cemento, censimento e verifica di legittimita' delle aziende operanti nel settore, razionalizzazione del mercato, coinvolgimento della regione Campania per il controllo e l'impulso dei livelli occupazionali, la predisposizione di misure di tutela ambientale riguardo all'attivita' di lavorazione e trasporto del cemento e la sicurezza degli impianti preposti, favorendo - infine - il riequilibrio tra l'offerta delle aziende campane e le importazioni dall'estero con una serie di facilitazioni fiscali e provvidenze mirate. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-10150 del 30 novembre 1988. (4-21401)

 
Cronologia
martedì 11 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo mesi di contrasto con l'editore Berlusconi, che nel frattempo ha annunziato l'intenzione di scendere in politica, Montanelli insieme ad altri redattori lascia il quotidiano Il Giornale e fonda La Voce.

mercoledì 12 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera vengono discusse la mozione Pannella n. 1-00243 e la risoluzione Ferri n. 6-00036 concernenti la sfiducia al Governo, che erano state presentate allo scopo di suscitare un dibattito. Esse non vengono comunque votate per le sopravvenienti dimissioni del Governo.

martedì 18 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Si scioglie la DC, da cui nascono il PPI di Mino Martinazzoli e il CCD di Pier Ferdinando Casini.