Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21403 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112
Ai Ministri del bilancio e della programmazione economica e dell'ambiente. - Per conoscere - premesso che da una indagine del 1988 si e' accertato che nel Mezzogiorno e sui territori assimilati sono localizzati 751 impianti di depurazione, 614 dei quali sono stati completati pur essendone pero' in esercizio solo 383, come dalla seguente tabella, apparsa su Capitale Sud nello scorso mese di luglio: IMPIANTI DI DEPURAZIONE Grado di utilizzo delle opere Abruzzo: impianti in esercizio: 76; impianti non in esercizio: 51 - 40 per cento; Basilicata: impianti in esercizio: 17; impianti non in esercizio: 7 - 29 per cento; Calabria: impianti in esercizio: 43; impianti non in esercizio: 31 - 42 per cento; Campania: impianti in esercizio: 36; impianti non in esercizio: 40 - 53 per cento; Isola D'Elba: impianti in esercizio: 2; impianti non in esercizio: 0 - 0 per cento; Lazio: impianti in esercizio: 39; impianti non in esercizio: 28 - 42 per cento; Marche: impianti in esercizio: 18; impianti non in esercizio: 2 - 10 per cento; Molise: impianti in esercizio: 21; impianti non in esercizio: 12 - 36 per cento; Puglia: impianti in esercizio: 68; impianti non in esercizio: 18 - 21 per cento; Sardegna: impianti in esercizio: 24; impianti non in esercizio: 11 - 31 per cento; Sicilia: impianti in esercizio: 39; impianti non in esercizio: 31 - 41 per cento; Totale: impianti in esercizio: 383; impianti non in esercizio: 231 - 37 per cento. FONTE: Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno 1987. tale situazione e' causa di estremo degrado ambientale e non puo' non essere affrontata urgentemente e con decisione, trattandosi di un patrimonio dal valore di migliaia di miliardi abbandonato a se stesso nonostante il determinante contributo che deve offrire al recupero della balneabilita' delle acque ed al miglioramento delle condizioni ambientali del Mezzogiorno -: ad oggi, regione per regione, provincia per provincia ed impianto per impianto: a) le cause del mancato completamento e a quale aspetto esse afferiscano, come si intendano superare le difficolta' esistenti ed in quali tempi, quanto siano gia' costate le opere e quale spesa ancora occorra per il completamento; b) per le opere completate e non in esercizio, quali siano le ragioni per le quali la relativa gestione non sia stata presa in carico dal naturale consegnatario finale; c) per le opere completate ed in esercizio, chi le gestisca, con quale personale e come esso sia stato assunto e da chi, quali siano i costi di gestione e chi li sopporti e se l'attuale gestione sia quella definitiva; d) quali interventi, globali ed urgenti, si intenda affrontare per risolvere la gravissima situazione determinatasi nel Mezzogiorno; e) per quanto riflette invece la casistica relativa a singole cause di mancato funzionamento dei 231 impianti pronti, quali responsabilita' esistano caso per caso, in relazione al 38 per cento di essi relativi al mancato allaccio dell'impiantoalla rete idrica, 10 per cento di casi in cui mancano i collettori fognari, 4 per cento dei casi in cui l'ente locale non ha attivato l'impianto per mancanza di fondi di gestione, nonche' per i casi di deterioramento delle attrezzature per ritardo allaccio, di guasti meccanici e mancanza di personale qualificato per riparazioni e manutenzioni, di degrado per inattivita', di atti di vandalismo, di disfunzioni del collettore fognario nonche' di altre ulteriori casistiche, non essendo tollerabile che a tale sfascio non corrispondano imputabilita' e responsabilita' per colpa grave, nonche' in vigilando o in eligendo e che nessuno debba rispondere per reati e danni alla pubblica amministrazione ed all'ambiente. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella decima legislatura, n. 4-09756 del 16 novembre 1988. (4-21403)