Documenti ed Atti
XI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21426 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19940112
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro, per la funzione pubblica, di grazia e giustizia e dell'universita' e per la ricerca scientifica e tecnologica. - Per conoscere - premesso che: alcuni collaboratori amministrativi del CNR hanno da tempo presentato ricorso al TAR del Lazio contro l'assunzione di altro personale, poi pervenuto alla qualifica di collaboratore coordinatore: un congruo numero di collaboratori coordinatori ha parimenti impugnato dinanzi al TAR del Lazio l'articolo 15, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 568 del 1987 laddove prevede l'inquadramento nella IX qualifica dei collaboratori che abbiano svolto per almeno cinque anni le funzioni vicarie di dirigente o di direttore amministrativo di istituto; presso il giudice adito era imminente la discussione delle due anzidette vertenze; il presidente del CNR in sede di trattativa per il rinnovo dell'accordo sindacale per il personale del comparto ricerca (poi formalizzato con l'anzidetto decreto del Presidente della Repubblica n. 568) ha promosso l'inserimento della citata norma che sembra volta al fine specifico di favorire l'assistente consigliere presidenziale Pasquale Marchitti, impiegato responsabile del progetto finalizzato medicina preventiva e dell'istituto di psicologia; il consiglio di amministrazione del CNR con deliberazione (non ancora pubblicata) del 29 luglio 1988 al fine di tutelare il Marchitti dalla pronuncia negativa del giudice amministrativo adito dai collaboratori coordinatori ha disposto la promozione di quasi tutti i collaboratori (VII qualifica) e collaboratori coordinatori (VIII qualifica) alla IX qualifica funzionale con la decadenza di qualsiasi contenzioso che potesse turbare il Marchitti; tra i promossi vi e' il collaboratore Luciano Stella (dirigente della CGL Ricerca) la cui ammissione al concorso interno, proprio per la qualifica di collaboratore amministrativo, e' stata oggetto di censura del TAR Lazio in sede di decisione del ricorso Cecchini c/ CNR e Marchitti per non avere espletato da almeno un decennio una qualsiasi attivita' lavorativa; tra i promossi vi sono anche la dottoressa Ciccotti, componente della "corte" presidenziale, tutti i collaboratori coordinatori (quattro-cinque unita') addetti al servizio stato giuridico, gli impiegati responsabili di istituto e progetti finalizzati mediante l'illegale equiparazione di tale mansione a quella di direttore amministrativo d'istituto (profilo professionale inesistente presso il CNR); le organizzazioni sindacali ANPRI, CISAL, CISAS, CISNAL e CONFEDIR, debbono essere ancora sentite dal CNR sull'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1988 inerente i nuovi profili professionali; e' indubbio che in base alla declaratoria delle mansioni proprie per il personale della IX qualifica funzionale, la quasi totalita' degli inquadrati, espletando, di contro, funzioni delle qualifiche inferiori di collaboratore e collaboratore coordinatore, possono legittimamente bloccare l'attivita' amministrativa del CNR, rifiutandosi di espletare funzioni inferiori rispetto alla qualifica loro attribuita -: 1) se con procedura d'urgenza il ministro per la ricerca scientifica, gia' informato per via breve dalla dottoressa Agricola della siffatta operazione, abbia promosso tutti gli atti necessari per l'annullamento di una delibera che essendo finalizzata alla protezione di Pasquale Marchitti integra fattispecie che il magistrato potrebbe forse ritenere concretanti ipotesi di reato di peculato per distrazione ed interesse privato in atti di ufficio a carico del trio Rossi Bernardi Luigi Primo (presidente), Colle Bruno (direttore generale), Donadio Alvaro (direttore centrale del personale) e degli altri componenti del consiglio di amministrazione che scientemente hanno approvato l'anzidetto operato arrecando grave nocumento alla funzionalita' di un ente dove l'apparato amministrativo (come ad esempio emerge dai rilievi del collegio dei revisori dei conti) presenta notevoli disfunzioni nella qualita' e nella quantita'; 2) se la Corte dei conti - sezione controllo enti - fatta conoscenza del caso e abbia ritenuto con apposita determinazione di dichiarare la non conformita' a legge della suddetta delibera del 29 luglio 1988; 3) se il procuratore generale presso la Corte di cui sopra abbia disposto con procedura d'urgenza l'inchiesta per il danno erariale; 4) se la Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma che tramite il pubblico ministero dottor Armati sta svolgendo indagini su varie fattispecie di reato, con procedura di urgenza, abbia disposto le relative indagini per pervenire, ove del caso, alle incriminazioni per una sfacciata violazione della legge penale; 5) se il ministro della funzione pubblica ed il Ministero del tesoro (Ispettorato Generale di Finanza e Ispettorato Generale Ordinamento del Personale) abbiano disposto con procedura d'urgenza l'acquisizione di tutti gli atti necessari per concorrere al necessario annullamento della delibera; 6) se siano noti i motivi per i quali il giudice penale non avesse disposto al 30 novembre 1988 la sospensione ex articolo 140 codice penale del Rossi Bernardi (fatto gia' oggetto nell'atto ispettivo del 25 luglio 1988 riguardante la persecuzione nei confronti della dottoressa Agricola) considerato che la permanenza dell'anzidetto presidente nell'esercizio di delicate funzioni gli consente una persistente attivita' "delittuosa" che ad avviso dell'interrogante si esplica prevalentemente nella fattispecie, prevista dalla legge come nei reati (peculato per distrazione ed interesse privato in atti di ufficio) al fine di non avere turbative sul fronte interno (soprattutto CGIL e CISL) e dedicarsi alla riconquista del seggio presidenziale, operazione cui Rossi Bernardi e' sempre piu' teso anche in considerazione del fatto che finora il Governo non ne ha proposto la riconferma; come gia' denunciato dall'interrogazione e dalla dottoressa Agricola, il Rossi Bernardi e' palesemente responsabile di aver favorito contro i propri doveri di ufficio ed in nome di interessi privati: a) Marchitti Pasquale persistentemente nominato in tutte le commissioni, comitati, gruppi, ecc. al fine di attribuirgli un enorme potere e di consentirgli a danno dei colleghi non facenti parte della "corte" presidenziale la scalata a sempre piu' alti vertici nonostante che non sia in possesso neppure di diploma di maturita' bensi' dell'attestato di qualificazione professionale quale congegnatore meccanico; b) Acreman Maurizio non dichiarato decaduto dall'impiego nonostante la di lui iscrizione nell'albo dei ragionieri del Lazio e la conseguente incompatibilita' ex articolo 60 e ss.. Omissione dovuta all'appartenenza dello Acreman alla struttura della CGIL ed alla circostanza che la di lui moglie Grazia Affricano e' la segretaria particolare del consigliere della Corte dei conti Elio Docimo magistrato preposto al controllo degli atti della presidenza del Consiglio dei Ministri quindi anche dei decreti presidenziali riguardanti il CNR (acquisto di immobili, nomine del presidente, ecc.). (Sulla protezione accordata ad Acreman dal CNR in prima battuta e dal Ministro per la ricerca scientifica, in sede di risposta ad interrogazione dell'onorevole Staiti (ottobre 1987), la dottoressa Agricola ha inviato esposto a varie autorita', tra cui la magistratura penale, evidenziando come la risposta del ministro vigilante fosse fuorviante, omissiva ed incompleta); c) Vanna Paola Galli assunta con il concorso del Donadio dall'allora funzionario reggente (ed aspirante alla promozione alla qualifica di dirigente superiore) dottoressa Leschiera; d) del sovrintendente dell'area di ricerca di Milano dottor Di Pasquale (il predetto ha avuto anche parte attiva nelle Commissioni di disciplina che hanno punito la dottoressa Agricola con sospensioni dal servizio poi annullate e sospese dal TAR del Lazio) al fine di soddisfare i voleri del direttore generale Colle cosi' da ottenerne l'acquiescenza per rinvii alla Commissione di disciplina e contestazioni di addebiti nei confronti della dottoressa Agricola; e) dell'avvocato Guernieri avendo l'anzidetto funzionario istruito, senza nulla eccepire, le pratiche di assunzione del personale ex articolo 36 tra cui, come segnalato in precedente interrogazione, non pochi di diretto interesse del Rossi Bernardi nella zona di Milano. Una volta denunciata da parte della RSA CONFEDIR-DIRP CNR la situazione di incompatibilita' del predetto funzionario con la richiesta di accertamenti presso vari uffici pubblici, tra cui il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma e la cancelleria del ruolo generale del Tribunale civile di Roma (strutture che non potevano eccepire il segreto di ufficio a una pubblica amministrazione) il Rossi Bernardi ha impedito, sempre in concorso con il Colle (vedasi caso Galli) ed il Donadio qualsiasi accertamento anche al fine, ad esempio, di riscontrare tramite le notizie del ruolo generale del tribunale, la visione dei fascicoli dei procedimenti in cui l'avvocato Guernieri e' stato patrocinatore, la rispondenza tra la presenza dell'avvocato Guernieri presso il Tribunale ed il funzionario Guernieri presso il CNR; 7) se nei fatti commessi dal Rossi Bernardi siano ravvisabili fatti che potrebbero essere previsti dalla legge come illeciti amministrativi e la magistratura abbia accertato l'esistenza di ipotesi di reato di interesse privato in atti di ufficio e violenza privata (accentuatasi in corrispondenza di atti del sindacato ispettivo parlamentare presentati da deputati del MSI) nei confronti della dottoressa Agricola al fine specifico di obbligarla a non denunciare le malefatte della precedente gestione (Quagliarello, presidente; Moretti, direttore generale; Mondi, dirigente del servizio patrimoniale) opportunamente occultate dal Rossi Bernardi anche per non turbare i rapporti con gli esponenti politici rinvenibili dietro molte assunzioni ed operazioni patrimoniali, e, nel considerarsi assoluto padrone del CNR, cosi' da nominare commissioni concorsuali e di gara con dipendenti "fidati" e ottenendone l'esito auspicato, sperperare i fondi per le massicce missioni del personale della sede centrale che sono stati esauriti dal Rossi Bernardi - tanto da richiedere con deliberazione della giunta amministrativa lo storno di consistenti somme da altri capitoli - per le massicce missioni a Milano - Fiera Campionaria ed a Bari - Fiera del Levante senza reali esigenze di servizio al fine di rappresentare un rutilante CNR e ligio ai doveri presidenziali. Il Rossi Bernardi per raggiungere fini coincidenti con i suoi interessi personali ma in contrasto con i compiti istituzionali dell'ente ha assoggettato la classe dirigenziale a un regime di paura utilizzando grazie al Colle, al Donadio ed al dirigente generale Grimaldi, lo strumento disciplinare contro la dottoressa Agricola cosi' da significare agli altri dirigenti quali fossero le prospettive in caso di opposizione; 8) considerando che il Donadio alle proteste dei rappresentanti dell'ANPRI, CISAL, CISNAL e CONFEDIR per la deliberazione del consiglio di amministrazione del 29 luglio 1988 ha risposto arrogantemente essendo sicuro della protezione presidenziale (come detto precedentemente non e' stato ancora sospeso dalle funzioni sia pure in prorogatio) e considerato tutto quanto esposto in decine di atti ispettivi dall'interrogante e con suoi atti dalla dottoressa Agricola se finalmente il Governo voglia disporre a carico dell'anzidetto dirigente il provvedimento di collocamento in quiescenza ex articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 748 del 1972 cosi' da spezzare l'illecito sodalizio che lo lega al Rossi Bernardi e di cui e' stato fedele strumento in tutte le piu' censurabili operazioni e di restituire al CNR funzionalita', credibilita', serenita' poiche' i dipendenti sono stati volutamente, l'un contro l'altro armati allo scopo di spingerli ad acquisire attestazioni e benefici, ben sapendo che le regole vigenti nel CNR avallate dal Donadio porteranno con particolari accorgimenti ad ulteriori operazioni di favore consentendo travalicamenti di posizione legittimamente acquisite in quanto meritate senza far parte della triplice sindacale e degli altri centri di potere (Grimaldi, ad esempio) esistenti nell'ambito dell'ente; 9) se il Governo non ritenga di nominare una commissione interministeriale di inchiesta che, avvalendosi anche dell'ispezione straordinaria del Ministero del tesoro (gli ispettori insediatisi fino al 1982 hanno effettuato circa cento contestazioni quasi mai rimosse dal CNR) possa finalmente fare luce sulla illegale attivita' di un ente che avvalendosi di privilegiati rapporti con la classe politica, titolari di organi costituzionali, servizi segreti, ha impedito la crescita culturale dell'Italia soprattutto dal 1976 in poi, cioe' dall'avvento di Ernesto Quagliarello che con il Mondi ha avviato l'asservimento del CNR ad interessi estranei all'ente, ma graditi a vari centri di potere e che poi il successivo presidente Rossi Bernardi ha ingigantiti (anche per l'ulteriore massiccia dotazione finanziaria nonostante la massa dei residui passivi e l'acclarata non funzionalita' dell'apparato amministrativo dell'ente) contemporaneamente perseguendo il tentativo di distruzione morale, professionale ed economica di tutti gli oppositori interni ed esterni all'ente stesso. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restavo privo di riscontro nella decima legislatura n. 4-10513 del 30 novembre 1988. (4-21426)