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Documenti ed Atti

XI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/21585 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19940113

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della difesa e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso: che si fa riferimento ad una precedente interrogazione dell'odierno interrogante in cui si chiedeva come sia stato possibile affidare fin dal 1978 una commessa per costruzione di cacciamine ad una ditta (la Intermarine) il cui progettista originario del Sud Africa non era munito di nulla osta di sicurezza (nulla osta che gli fu concesso solo nel 1988 dall'Ufficio centrale di sicurezza - UCSI, allora retto dal generale Paolo Inzerilli) e inoltre al fatto che la Procura della Corte dei conti apri' una indagine sugli aspetti amministrativi della vicenda e che la "Commissione parlamentare d'inchiesta e di studio sulle commesse di armi e mezzi ad uso militare e sugli approvvigionamenti" prese in esame il caso Intermarine e decise all'unanimita' di inviare gli atti alla magistratura ordinaria; che una rilettura della intera vicenda mette in rilievo una serie di gravissimi aspetti alcuni dei quali qui di seguito si riassume: 1) la nascita e sviluppo della Intermarine. L'Intermarine venne costituita il 24 luglio 1970 con un capitale di 10 milioni. La sua denominazione originaria era "Inter International Marine of Italy" e fondatori ne furono gli svizzeri Robert Sutz e Arthur Weber in rappresentanza della societa' Verkehers Aktunggesellshaft di Losanna e la Simonin AG di Zurigo che sottoscrissero il 93 per cento del capitale sociale. Del consiglio di amministrazione fa parte Michael Seton Kennedy Trimming di Pretoria, Sud Africa, ingegnere navale. Quando l'Intermarine il 20 giugno 1972 ottiene l'iscrizione nell'albo dei fornitori della amministrazione militare ha un organico di 20 persone di cui solo 11 operai e puo' vantare solo la realizzazione di scafi da diporto. La modestia delle attrezzature e delle realizzazioni fa si' che la societa' venga iscritta soltanto per "progettazione e costruzione di imbarcazioni e stampi per scafi nonche' per manufatti in vetroresina fino all'importo massimo di 250 milioni". Nel 1974 entra a far parte della Intermarine il maggiore dei corpi tecnici della Marina militare Gianfranco Fattacci e il maggiore Thermes della Guardia di finanza e il disegnatore Giorgio Punzo la cui firma appare sui disegni dei cacciamine e che successivamente entrera' nella segreteria del Ministro della difesa. La societa' fino al giugno 1976 poteva operare solo per progettazioni fino al su citato importo massimo di 250 milioni. Da notare che la ditta si era insediata sulla sinistra del fiume Magra, zona non edificabile perche' destinata ad ospitare attrezzature turistiche ed attivita' agricole. Desto' stupore la decisione del comune di Sarzana di rilasciare il 9 dicembre 1970 ben due diverse licenze per cantieri edili concedendo al signor Rocco Canelli di Novara, amministratore della societa' Inter International Marine una licenza di costruzione per imbarcazioni da diporto e una seconda licenza di costruzione di imbarcazioni. La licenza conserva la sua antigiuridica efficacia fino all'estate 1976, quando l'Intermarine riceve la commessa per la costruzione di 4 cacciamine per la Marina italiana e si iniziano lavori di ristrutturazione del cantiere contrari alle leggi urbanistiche sia alle norme di salvaguardia ambientale che la regione Liguria aveva posto come condizioni per concedere la sanatoria alla situazione venutasi a creare per effetto delle licenze rilasciate nel 1970. L'Intermarine realizza un bacino di carenaggio che dall'interno del cantiere sfocia sull'argine del fiume Magra raccordandosi con un bacino di varo anch'esso scavato abusivamente; 2) il contratto dei 4 cacciamine per la Marina militare italiana. E' la ditta Intermarine che nonostante questa situazione di abusivismo edilizio e nonostante anche i suoi modestissimi precedenti realizzativi ottenne la commessa per i 4 cacciamine. Infatti il 30 settembre 1976 l'ammiraglio Dario Paglia, direttore generale di Navalcostarmi scrive: "Dispongo che si proceda alla trattativa privata con la ditta Intermarine". Il contratto non fu stipulato percio' in base ad un appalto-concorso. Tenute presenti le su accennate condizioni in cui si trovava la ditta e' difficile comprendere perche' sia stato firmato il contratto e cio' anche perche' il cantiere, alla firma del contratto, non disponendo del bacino di varo non era assolutamente in grado di costruire i cacciamine e perche' un ponte sul fiume Magra, (il ponte della Colombiera) impediva che i cacciamine potessero raggiungere il mare. Cio' nonostante agli inizi del 1977 l'ammiraglio Torrisi, allora capo di Stato maggiore della marina, assicurava che l'Intermarine avrebbe avuto la commessa. Infatti nel dicembre 1977 il comitato di attuazione della legge navale approvava il progetto di contratto firmato il 7 gennaio 1978 dall'ammiraglio Dario Paglia. In relazione al contratto va precisato che fin dal 1975 la Marina militare aveva iniziato a collaborare con l'Intermarine nel progetto di cacciamine mettendo a disposizione esperienze e personale. Fin dal febbraio 1976 la Marina militare aveva avanzato all'Intermarine una specifica richiesta di offerta per 10 cacciamine. Successivamente indisse una gara tra i cantieri italiani per l'elaborazione di un progetto di cacciamine. Chiaramente privilegiata era l'Intermarine per gli studi iniziati da oltre un anno. Tra l'altro i tempi assegnati ai concorrenti per presentare il progetto furono estremamente ristretti. Il bando del 3 aprile 1976 fissava infatti al 30 giugno il termine per la presentazione del progetto. Il che indusse gli altri cantieri invitati a chiedere una proroga dimostrando la materiale impossibilita' di elaborare un valido progetto nel termine indicato. Venne concessa una dilazione di 15 giorni! La ricerca di mercato tra le varie ditte apparve cosi' chiaramente pretestuosa e la Marina militare con una procedura che non ha antecedenti nella storia delle forniture navali e militari aveva affidato alla Intermarine la costruzione di una "fetta sperimentale di nave" da sottoporre a collaudi senza avanzare una analoga richiesta agli altri cantieri. Dalle relazioni del comitato per l'attuazione della legge navale si apprende che nel 1976 la Marina militare ordino' alla Intermarine la "fetta di nave" pagandola 945 milioni ai quali si aggiunsero 126 milioni quale revisione prezzo. Sorse qui il primo grave dubbio sul perche' l'invito non fu rivolto anche agli altri cantieri. Questi non erano stati ritenuti idonei alla fornitura dei cacciamine? L'operazione allora poteva passare come una fictio juris per giungere alla trattativa privata? Molte perplessita' desto' anche il fatto che alcune specifiche tecniche richieste dal bando di ricerca furono poi alterate dalla Intermarine a tal punto che in sede di esame del progetto del contratto da parte del comitato di attuazione della legge navale, il dottor Napolitano, avanzo' perfino il dubbio che vi fosse stato un cambio di tipo di unita' navale tanto difformi erano le caratteristiche del tipo di cacciamine dalle specifiche tecniche descritte nel verbale di ricerca di mercato. Ad un deputato della Commissione difesa che avanzava seri dubbi sulle specifiche il segretario della difesa pro tempore Pasquale Bandiera, nego' la visione dei fascicoli precisando in una lettera del 2 aprile 1978 che "Le dette specifiche sono formate da diversi fascicoli alcuni dei quali con la classifica di riservatezza per cui la richiesta non poteva essere evasa". Tutto questo mentre non aveva il nulla osta di segretezza il progettista dei cacciamine stessi. Tra la stipula del contratto, il 7 gennaio 1978, e l'approvazione dello stesso il 29 marzo 1978, si susseguono una serie di atti all'interno del Ministero difesa che evidenziano i dubbi e le perplessita' del ministro in merito al contratto e le risposte del segretario generale Moizo che alla fine non esita con il promemoria del 21 marzo 1978, ad invitare espressamente il ministro Ruffini a firmare il contratto assumendo anche il ruolo di difensore dell'Intermarine allorche' scrive: "Un'eventuale ripresa delle trattative, a prescindere da eventuali rivalse da parte della Intermarine che ha gia' presentato la prescritta fideiussione per la sottoscrizione del contratto avvenuta a seguito dell'approvazione dello stesso da parte del comitato consultivo porterebbe quasi sicuramente la riassegnazione della impresa alla stessa ditta con un ritardo di 18 mesi in cui le maestranze resterebbero inattive con sensibili aumenti di costi e una conseguente ulteriore riduzione del numero dei cacciamine da ordinare". Al promemoria del 21 marzo 1978 fece seguito un appunto autografo del ministro Ruffini in data 23 marzo 1978, che cosi' si concludeva: "Le ditte interpellate le cui offerte sono state subito scartate sul piano tecnico sono cosi' diventate portatrici di interessi in qualche modo qualificati. Prendo atto che i prezzi Intermarine nonostante la loro eccezionale lievitazione in 16 mesi, sono stati ritenuti congrui da una commissione di ben 11 ufficiali. Aggiungo peraltro che se dall'esito di un eventuale giudizio proposto da controinteressati o aliunde dovessero emergere obiettive carenze a carico di competenti organi della amministrazione non manchero' di adottare nei confronti di eventuali responsabili gli opportuni provvedimenti"; 3) la sparizione dei documenti del ministro Ruffini e la rescissione del contratto da parte del ministro Lagorio. I documenti del ministro Ruffini sparirono letteralmente dalla segreteria generale della difesa. I fatti vennero denunciati al Ministro della difesa pro tempore, onorevole Lagorio, in una lettera del 20 aprile 1983 a firma del Presidente della Commissione sulle commesse militari, onorevole Ariosto, il quale chiedeva al ministro: "di compiere ogni passo in sede amministrativa o penale affinche' gli eventuali responsabili siano puniti "stante" la stridente contraddizione tra le affermazioni di taluni ufficiali e quelle del ministro della difesa pro tempore". Non esistendo in pratica nel 1978 il cantiere e nonostante l'Intermarine avesse ricevuto un anticipo di circa 17 miliardi, i lavori di costruzione dei cacciamine non potettero avere inizio. Incominciarono infatti circa due anni piu' tardi peraltro, stranamente, senza alcuna protesta da parte della marina militare. La costruzione dei cacciamine procedette cosi' con circa due anni di ritardo tanto che sotto la spinta di numerosissime interrogazioni parlamentari il ministro della difesa, onorevole Lagorio, fini' per ordinare la rescissione del contratto. Ma a tale rescissione non venne dato seguito dagli organi esecutivi; 4) il passaggio del cantiere da Canelli a Varasi e poi alla Montedison. Aspetti non meno inquietanti di quelli sopra elencati riguardano il passaggio della Intermarine dall'allora proprietario, Rocco Canelli, al finanziere Gianni Varasi e poi il successivo passaggio alla Montedison. Ha inizio infatti un vorticoso gioco di costituzioni e fusioni di societa'. Non si sa quanto Rocco Canelli abbia percepito dalla vendita della sua partecipazione azionaria alla societa'. Il 23 maggio 1985 venne costituita dalle Partecipazioni finanziarie (la PAF di Varasi) con un capitale sociale di soli 17.500 milioni e da Grassi Catapano la Finmare Spa. Il capitale sociale e' di 200 milioni. Il 19 giugno 1985 la Finmare decide di portare il capitale sociale a 5 miliardi procedendo alla fusione per incorporazione della "contrallata Intermarine" e di assumere la denominazione di Intermarine. Il 30 luglio 1985 venne costituita un'altra societa' la: "Cantieri navale Intermarine e Spa". La societa' nasce con un capitale di 200 milioni sottoscritto per 180 dalla Intermarine e con lo stesso oggetto sociale della Finmarine diventata Intermarine. Il 7 dicembre 1986 la Cassa di risparmio di La Spezia decide la concessione alla Intermarine di un finanziamento di 10 miliardi destinati a favorire una specifica operazione finanziaria. Una interrogazione presentata ai ministri del tesoro e delle finanze chiedeva conto di come erano avvenuti certi passaggi azionari e dei motivi che avevano condotto la Cassa di risparmio di La Spezia a erogare il finanziamento di 10 miliardi; ma non ebbe risposta; 5) le azioni della Corte dei conti, del tribunale di La Spezia e della Commissione di inchiesta. La Procura generale della Corte dei conti in relazione al contratto dei 4 cacciamine con la Marina militare invito' il ministro della difesa a disporre la costituzione in mora di numerosi ufficiali (alcuni dei quali transitati negli organici della Intermarine in relazione a: "Ogni effetto pregiudizievole derivato o in futuro verificabile in danno dello Stato". Il Pretore di La Spezia incrimino' l'ex amministratore della societa' Intermarine per inadempimento colposo in contratto di pubbliche forniture ai sensi dell'articolo 355 del codice penale. La Commissione di inchiesta parlamentare presieduta dall'onorevole Ariosto invio' tutti gli atti alla magistratura di Roma -: 1) nel quadro di quali condizioni di tutela della sicurezza si e' svolta la vicenda dei due contratti per la fornitura dei cacciamine la cui formulazione risale rispettivamente al 1976 e al 1987, non essendo, in quell'epoca, il progettista dei cacciamine munito di nulla osta di segretezza; 2) quali provvedimenti siano stati presi nei riguardi di chi ha fatto sparire i documenti dell'onorevole Ruffini, ministro della difesa pro tempore, inviati al segretario generale della difesa, Moizo, che sottolineavano i gravi dubbi del ministro circa la correttezza dell'appalto; 3) quali provvedimenti siano stati presi in relazione alla mancata esecuzione dell'ordine a Navalcostarmi di rescindere il contratto, ordine impartito dal ministro della difesa pro tempore, onorevole Lagorio; 4) quali siano state le valutazioni della magistratura circa l'incredibile serie di illegalita' verificatesi in relazione ai contratti con la Intermarine, alcune delle quali rievocate in questa interrogazione; 5) quale risposta abbia avuto la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta inviata alla magistratura romana. (4-21585)

 
Cronologia
mercoledì 12 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera vengono discusse la mozione Pannella n. 1-00243 e la risoluzione Ferri n. 6-00036 concernenti la sfiducia al Governo, che erano state presentate allo scopo di suscitare un dibattito. Esse non vengono comunque votate per le sopravvenienti dimissioni del Governo.

martedì 18 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Si scioglie la DC, da cui nascono il PPI di Mino Martinazzoli e il CCD di Pier Ferdinando Casini.