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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00148 presentata da DORIGO MARTINO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940421

Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Galloni si e' recentemente recato in Serbia dove ha potuto verificare di persona gli effetti devastanti dell'embargo attuato dalla comunita' internazionale nei confronti della confederazione jugoslava; il vicepresidente del CSM ha tra l'altro dichiarato: "il blocco dei medicinali contro la Serbia e' incivile e barbaro. L'idea che mantenere il blocco favorisca un mutamento della situazione e' sbagliata. Anzi le sanzioni rafforzano il nazionalismo e il partito del dittatore Milosevic, che ha buon gioco nell'accusare della situazione drammatica del paese l'Europa e gli Stati Uniti. Il blocco allontana le prospettive di pace, la sua fine rafforzerebbe i partiti democratici come il Depos. E' un errore storico: anche in Italia il fascismo fu rafforzato dalle sanzioni"; Galloni ha inoltre affermato di aver constatato durante la sua visita come gran parte della popolazione "di cui solo il 52 per cento composto da serbi e' "alla fame: c'e' una inflazione incontrollabile, gli stipendi variano da 10 a 50 marchi tedeschi, in pratica bastano a vivere di pane ed acqua. Negli ospedali i bambini muoiono per mancanza di medicinali. Case ed uffici pubblici sono senza riscaldamento. I ragazzi vanno a scuola con le coperte. La mia non e' una posizione filo-serba, ma filo-pace. Io ho posto un problema di coscienza. Le iniziative politiche spettano alla Farnesina"; le argomentazioni autorevolmente esposte dal Vicepresidente del CSM sono state piu' volte sollevate, anche in altri atti ispettivi, dall'interrogante. Si pone con urgenza il problema di superare rapidamente un embargo i cui costi umani sono sempre piu' pesanti e i cui effetti politici, nel senso di ostacolare il conseguimento della pace, sempre piu' deleteri -: quali atti politici il Governo intenda mettere in atto per alleviare le sofferenze della popolazione della confederazione mini-jugoslava alla luce dell'accurata ed autorevole denuncia del vicepresidente del CSM Giovanni Galloni; se non intenda chiedere, in sede internazionale, la revoca immediata dell'embargo per cio' che concerne cibo e medicine; se non intenda inviare, tramite l'ICS (il Consorzio di solidarieta' italiano), un carico straordinario di aiuti umanitari in Serbia e Montenegro anche in attuazione della legge 390 del 1992. (4-00148)

Le sanzioni decretate dalle Nazioni Unite nei confronti della Serbia e del Montenegro non prevedono alcun embargo per cio' che concerne medicinali o beni umanitari di altro genere. Per l'invio di tali prodotti e' prevista soltanto una procedura preventiva di autorizzazione da parte del comitato sanzioni, organo che gestisce l'applicazione del meccanismo sanzionatorio sotto la supervisione diretta del Consiglio di sicurezza. In diversi casi la procedura di autorizzazione ha peraltro registrato lentezze, dovute ad ostacoli di carattere tecnico. La necessita' di ovviare a tali ritardi e' stata piu' volte segnalata da parte italiana agli organi competenti delle Nazioni Unite proprio al fine di evitare un eccessivo e non giustificato aggravio delle condizioni della popolazione civile in Serbia e Montenegro. Riguardo al meccanismo sanzionatorio nel suo complesso, non vi e' dubbio che esso comporti in entrambi i Paesi oggetto dell'embargo, ma soprattutto in Montenegro, una drastica riduzione del livello di vita e profondi disagi personali. Trattasi tuttavia di conseguenze inevitabili di un'azione che le Nazioni Unite, con il pieno sostegno della stragrande maggioranza della comunita' internazionale ed in primo luogo dell'Unione europea, sono state costrette ad intraprendere al fine di indurre i Governi della Serbia e del Montenegro ad una politica di effettiva collaborazione nei confronti del processo di pacificazione in Bosnia-Erzegovina e nell'intera ex-Jugoslavia. Al momento dell'adozione dell'embargo e' stato chiaramente sottolineato che le misure decise dalle Nazioni Unite dovevano intendersi rivolte non gia' contro i popoli della Serbia e del Montenegro, bensi' contro le politiche perseguite dai rispettivi Governi. La responsabilita' delle ripercussioni negative di tali decisioni sulle popolazioni civili va pertanto attribuita esclusivamente alle Autorita' serbo-montenegrine. L'Italia tuttavia, al fine di poter giungere quanto prima possibile al progressivo reinserimento della Serbia e del Montenegro nel contesto internazionale, e di conseguenza alla alleviazione delle sofferenze delle popolazioni civili, si e' fatta promotrice nei mesi scorsi di un progetto di graduale e condizionata sospensione delle sanzioni, che e' stato recepito, in una successiva versione italo-tedesca, nel piano d'azione dell'Unione europea per l'ex-Jugoslavia. Il verificarsi delle condizioni necessarie per l'avvio di tale meccanismo di progressiva sospensione del regime sanzionatorio non potra' peraltro che dipendere dall'atteggiamento delle Autorita' serbo-montenegrine nei confronti del processo di pace in Bosnia-Erzegovina. Nel corso del 1993 il Ministero degli affari esteri ha finanziato interventi umanitari nella Federazione serbo-montenegrina per complessivi 1.7 miliardi. La maggior parte degli interventi, effettuati tramite organismi internazionali, sono stati finalizzati al sostegno delle categorie piu' vulnerabili, rifugiati e residenti indigenti, localizzate nelle aree piu' depresse della Federazione. La diffusa situazione di malnutrizione, di precarieta' della condizione igienico-sanitaria, il collaudo delle strutture di assistenza sociale, richiedono un piu' consistente intervento a favore della popolazione civile, in particolare di quella a rischio costituita da bambini, donne e anziani. Va rilevato come il Ministero affari esteri, per l'anno in corso (periodo maggio-dicembre), anche sulla scorta delle indicazioni provenienti dalle organizzazioni non governative abbia gia' in programmazione una serie di iniziative di emergenza in favore della popolazione serbo-montenegrina che ospita oltre 600.000 tra sfollati e rifugiati, sia a seguito del conflitto serbo-croato che dell'ampliamento delle ostilita' in Bosnia Erzegovina, per un valore complessivo di circa 4,2 miliardi di lire, da realizzarsi in collaborazione con il Consorzio Italiano di Solidarieta'. Gli interventi continuano ad essere a favore del settore materno-infantile in entrambe le regioni della Federazione. L'attuazione dei programmi continuera' per il tramite di organismi internazionali, l'UNICEF in particolare, con l'impiego di risorse umane del volontariato italiano. A favore del Montenegro e' inoltre previsto l'invio di forniture alimentari (eccedenze AIMA) del valore complessivo di 6 miliardi, finanziate dal Ministero degli affari esteri. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Rocchetta.



 
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  • Politica, cultura e società
    Al termine del processo sulle attività della loggia massonica P2, la Corte d'assise di Roma assolve tutti gli imputati dall'accusa di cospirazione politica. Licio Gelli è condannato a 17 anni per i reati di calunnia, millantato credito e procacciamento di notizie riservate.

giovedì 28 aprile
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    Il Presidente della Repubblica conferisce a Silvio Berlusconi (FI) l'incarico di formare il nuovo Governo.