Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00126 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940421
Al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri per le risorse agricole, alimentari e forestali, del tesoro e dell'industria, commercio ed artigianato ed incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali. - Per conoscere - premesso che: quanto ha formato oggetto della risposta del 3 agosto 1991 del Ministro del bilancio alla interrogazione n. 4-16396 sulla delibera CIPI 1^ dicembre 1988 concernente direttive per il settore alimentare delle Partecipazioni Statali; in detto documento CIPI poteva leggersi tra l'altro: "1) l'industria alimentare e' attualmente interessata ad un intenso programma di accordi, fusioni e concentrazioni tra imprese e che a fronte di una sostenuta attivita' di acquisizione da parte delle multinazionali estere, l'industria alimentare italiana non ha svolto sinora, nell'ambito di tale processo, un ruolo particolarmente attivo, subendo la maggiore iniziativa dei gruppi esteri, i quali hanno rafforzato sensibilmente le loro posizioni sul mercato italiano; 2) che all'espansione dei grandi gruppi internazionali non corrisponde una parallela acquisizione da parte dell'industria alimentare italiana nel complesso, di una dimensione internazionale, attraverso congrui investimenti ed adeguate intese sia produttive che di commercializzazione; 3) si ravvisa l'esigenza che anche in Italia si affermino una o piu' aziende, sotto il controllo di capitali nazionali, capaci di rappresentare un polo di aggregazione delle energie e delle capacita' imprenditoriali; 4) si considerava altresi' l'opportunita' di avviare interventi diretti a configurare un assetto strutturale ed organizzativo del settore improntato ad elementi di certezza e di stabilita', allo scopo di far fronte alla crescente concorrenza delle grandi imprese del settore in vista della costituzione del mercato unico comunitario; 5) si affermava che il conseguimento degli obiettivi della riduzione del deficit agro-alimentare e della riqualificazione e dello sviluppo dell'agricoltura, specie nelle aree del Mezzogiorno, puo' concorrere un'azione pubblica nel comparto della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti alimentari, in grado di promuovere anche i necessari investimenti nella ricerca e nella innovazione tecnologica". Inoltre risultava che: 1) il CIPE con delibera del 13 ottobre 1988 ha approvato la revisione del Piano Agricolo Nazionale, che prevede, unitamente agli obiettivi di riequilibrio economico e territoriale, il conseguimento di un adeguato livello di autoapprovvigionamento alimentare, da ricercare attraverso una piu' stretta integrazione fra settore primario ed industria di trasformazione; 2) lo stesso CIPE, con delibera del 29 marzo 1990, ha poi approvato l'aggiornamento del programma triennale di sviluppo del Mezzogiorno 1990-92, che contempla la possibilita' di servizi dello strumento dell'intesa di programma per la formulazione di un progetto strategico con l'obiettivo della riorganizzazione dei sistemi produttivi e di commercializzazione dei prodotti, attraverso la valorizzazione delle risorse agricole ed agro-industriali nel Mezzogiorno; 3) in seguito a quanto disposto dalla predetta delibera CIPI del 26 luglio 1990, il Ministro delle partecipazioni statali, con nota n. 23390 del 23 ottobre 1990, ha provveduto ad impartire le opportune direttive all'IRI, nel quadro degli indirizzi espressi dai documenti programmatici di politica agricola e di politica agro-alimentare; 4) tali direttive prevedono che l'attivita' della SME sia indirizzata non soltanto verso il conseguimento di dimensioni competitive sul piano internazionale, valutando anche la possibilita' di una collaborazione con operatori privati e cooperative, ma anche verso un rafforzamento dei settori dove gia' si attesta in posizione di leader. Inoltre, rispetto a quei comparti che presentano quote di mercato o strutture dimensionali non adeguate la SME dovra' valutare le eventuali possibilita' per il raggiungimento di posizioni competitive oppure verificare se sussistano opportunita' di cessioni a condizioni economicamente valide. La SME dovra' infine porre ogni impegno nel consolidare e sviluppare la propria presenza nel Mezzogiorno."; tale organico impianto di analisi e direttive CIPI e CIPE per il comparto agro-alimentare industriale italiano, e meridionale in particolare, risulta travolto, senza giustificazione alcuna, dalle dismissioni realizzate ed in programma del gruppo SME; punto per punto della delibera CIPI del 1^ dicembre 1988 e delle delibere CIPE 13 ottobre 1988 e 29 marzo 1988 quali diverse, documentate, esplicite, contrapposte analisi e scelte, e quando e dove e da chi formalizzate, abbiano consentito lo sciagurato avvio dello sgretolamento del gruppo SME e dell'avvio in parte realizzato, in parte in corso, in parte in programma, in piena antitesi e in contrasto con dette delibere e con qualsiasi giustificazione agro-alimentare-industriale e con gli interessi nazionali e meridionali delle dismissioni medesime di aziende del gruppo in questione. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-21964 del 9 febbraio 1993. (4-00126)