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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00129 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940421

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro, dell'industria, commercio e artigianato e incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali, per le risorse agricole, alimentari e forestali e per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali. - Per conoscere - premesso quanto ha formato oggetto dei numerosi pregressi atti ispettivi dell'interrogante relativi ad aspetti discutibili della gestione delle dismissioni, a pezzi ed a bocconi, della Sme a vari soggetti alcuni dei quali inaffidabili e non coerenti con gli interessi nazionali ed a prezzi in genere inferiori al valore e rilevato che il lunghissimo costante silenzio del Governo nonostante i numerosissimi atti ispettivi dell'interrogante sulle "privatizzazioni di Sua Maesta'" non hanno avuto risposta benche' essa sia stata espressamente sollecitata nella intensa corrispondenza scambiata con il Presidente del Consiglio non puo' che avvalorare - e cosa altrimenti? - le perplessita' per aspetti a dir poco torbidi delle dismissioni effettuate ed in atto come quella della Cirio-Bertolli-De Rica (Sme) alla Fisvi -: se risulti rispondente al vero che la Fisvi alla data di oggi, 27 novembre 1993 ed a quattro giorni dalla data di scadenza del 31 dicembre per il pagamento dei 155 miliardi dovuti in conto dalla Fisvi per l'acquisizione del 62 per cento della CBD, non disponga - come abbondantemente previsto - della somma necessaria e che l'Iri per non far esplodere lo scandalo annunciato intende ingiustificatamente prorogare il termine di un mese cosi' alimentando i dubbi sulla natura dei rapporti che hanno portato alla piu' discussa delle cessioni; se inoltre risponda al vero che, alla ricerca disperata di capitali, la Fisvi abbia in corso trattative in fase ormai avanzata, con la Cragnotti & Partners per un ingresso nella societa' di gestione della CBD, nonostante l'arresto del titolare di questa finanziaria; all'interrogante piace sottolineare la chiarezza e la obiettivita' de Il Mattino, unico tra i giornali italiani a non essere stato ne' reticente ne' compiacente nel dare notizia di tali trattative, in un articolo di Sergio Gallo nel numero del 19 dicembre scorso; ha scritto Gallo: "Lamiranda ha convocato il consiglio d'amministrazione della Fisvi, la finanziaria dei cooperatori agricoli lucani di cui e' presidente, per fare il punto della situazione. Secondo indiscrezioni i giochi non si sarebbero per nulla conclusi. Vale a dire che fino a ieri Carlo Saverio Lamiranda non aveva ne' i soldi per l'acquisto della CBD ne' aveva definito alcun accordo con il partner che dovrebbe affiancare la Fisvi nella gestione dei resti (ha, infatti, questo si' molto rapidamente, ceduto alla multinazionale Unilever l'olio Bertolli) del gruppo alimentare pubblico troppo frettolosamente aggiudicato alla finanziaria lucana solo sulla base di una offerta verbale superiore a quelle di altri concorrenti certamente di piu' lunga esperienza industriale nel settore. Nella circostanza non riteniamo che l'Iri abbia proceduto nella sua scelta con sufficiente oculatezza. E, purtroppo, li sbocchi che si intravedono non possono non allarmare se si pone mente al nome che in questi giorni e' circolato con maggiore insistenza quale socio della Fisvi nella societa' "New Company" alla quale dovrebbe essere affidata la gestione del latte e delle conserve: la Cragnotti & Partners, una banca d'affari gia' presente nel settore del latte con i marchi Ala e Polenghi Lombardo. Un nome, quello di Sergio Cragnotti, non molto spendibile ne' sul mercato interno (e' coinvolto nello scandalo Enimont) ne' su quelli internazionali. Proprio in questi giorni la Ontario securities commission, vale a dire la Consob dell'Ontario, ha emesso nei confronti di Sergio Cragnotti una ingiunzione di interdizione a vita dalla gestione di societa' operanti nello Stato e dalle transazioni sui mercati canadesi. Cragnotti e il suo collaboratore Roberto Marziale si sono resi responsabili di insider trading e di manipolazione dei prezzi sui titoli di una societa' cartaria di propieta' della banca d'affari. E' con un partner di questo calibro che Carlo Saverio Lamiranda si appresta, nell'indifferenza dell'Iri, a gestire la Cirio-De Rica. Quali sono le garanzie che Sergio Cragnotti puo' dare basterebbe la vicenda canadese a dirlo. Tutto questo mentre stranamente e' tramontata la possibilita' che il partner fosse Calisto Tanzi, non solo gia' presente nella Fisvi con una quota del 20 per cento ma certamente con una esperienza industriale (e' il proprietario della Parmalat) alla spalle di gran lunga superiore a quella di Cragnotti. Perche' Calisto Tanzi si e' tirato indietro? Allo stato lo scenario che si presenta non e' incoraggiante. La Fisvi, con qualche debito ed un capitale sociale di appena 7 miliardi, il 5 novembre scorso ha deliberato un aumento di capitale fino a 256 miliardi sottoscritto solo dalle cooperative (che detengono il 60 per cento delle azioni). Non sono state sottoscritte le quote di Calisto Tanzi ne' quella del Banco di Napoli che, insieme con l'Isveimer, controlla il 14 per cento della Fisvi, ne' quelle minori in mano ad altri istituti di credito meridionali. Dove trovera' Lamiranda i 155 miliardi da dare all'Iri subito (gli altri 155, con inconsueta generosita', l'Iri li ha rateizzati: una tranche a sei mesi e la seconda a diciotto mesi) e dove trovera' gli altri 190 necessari a lanciare l'Opa per le restanti azioni sul mercato? Ma soprattutto quale sara' il destino di quello che era il maggiore gruppo agro-alimentare italiano?"; giova ricordare a chi lo avesse dimenticato quanto scritto su Sergio Cragnotti da Fabrizio Rizzi ne Il Messaggero del 18 novembre scorso: "Sergio Cragnotti e' stato uno dei principali attori della joint-venture chimica di cui e' stato anche amministratore delegato. Il reato che gli e' stato contestato riguarda un lungo periodo, quello che va dall'88 al '92. E' l'epoca in cui faceva parte del consiglio di amministrazione di Foro Buonaparte e rivestiva anche l'alta carica in Enimont. Tempo fa ha ricevuto anche due avvisi di garanzia per false comunicazioni sociali dalle Procure di Milano e Ravenna. Il suo nome e' comparso piu' volte nei verbali degli ultimi mesi. Di Cragnotti ne ha parlato diffusamente anche Pino Berlini, l'uomo che da Losanna gestiva la finanza occulta della famiglia Ferruzzi. Berlini ha raccontato che nella primavera del '91, allorche' Cragnotti si stacco' dal gruppo per costituire la merchant bank "Cragnotti and Partners", gli arrivo' un ordine di Gardini il quale gli disse di prelevare fondi per la "liquidazione" in nero dell'attuale presidente della Lazio. Ossia 2 milioni di dollari. E Gardini, stando alle confessioni di Berlini, ordino' un uguale compenso per Carlo Sama e Sergio Cusani. In tutto 6 milioni di dollari. Ma non solo. Berlini ha spiegato che un altro ordine gli arrivo' da Ravenna per comperare titoli della costituenda societa' di Cragnotti pari a 5 milioni di sterline (piu' di 10 miliardi di lire). Cragnotti era a conoscenza che quei soldi provenivano dalle casse occulte dei Ferruzzi? E' questo il sospetto (ma anche l'accusa) dei giudici"; se il Governo, l'Iri e la Sme non ritengano che quanto precede la dica lunga, lunghissima - almeno allo stato degli atti - sui compagni di strada della Fisvi e sulla provenienza delle somme che le sono necessarie per coprire quanto a suo carico e vogliano intervenire per impedire che il futuro del gruppo possa essere segnato gia' dalla composizione del nuovo assetto proprietario e gestionale; come possano essere mai giustificate le proroghe e le modalita' molto favorevoli concesse compiacentemente dall'Iri alla Fisvi; se, ulteriore ingiuria ed ulteriore testimonianza della irrisorieta' del prezzo di cessione, la Bertolli sia stata davvero venduta dalla Fisvi per 200 milioni, mentre la stessa insieme alla Cirio ed alla De Rica, era stata valutata due settimane prima per molto meno dai boiardi di Stato e dai loro validi collaboratori della Wasserstein Perella; se il Governo, tirate le somme, voglia far revocare la scandalosa operazione. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-21154 dell'11 gennaio 1994. (4-00129)

 
Cronologia
sabato 16 aprile
  • Politica, cultura e società
    Al termine del processo sulle attività della loggia massonica P2, la Corte d'assise di Roma assolve tutti gli imputati dall'accusa di cospirazione politica. Licio Gelli è condannato a 17 anni per i reati di calunnia, millantato credito e procacciamento di notizie riservate.

giovedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Silvio Berlusconi (FI) l'incarico di formare il nuovo Governo.