Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00133 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940421
Ai Ministri del tesoro e dell'industria, commercio e artigianato e incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali. - Per conoscere - premesso che: i lavoratori della SME di Napoli hanno emesso il 22 novembre 1993 un comunicato dopo che il dottor Artali, gia' amministratore delegato della SME, si era dimesso ed aveva rilasciato una intervista a "Panorama", gia' oggetto di altro atto ispettivo dell'interrogante; affermavano, tra l'altro, i lavoratori: "La sua gestione lungi dal "tracciare strategie ed assicurare coesione del management" si e' limitata ad amministrare una missione e linee strategiche gia' da tempo e da altri tracciate. La riorganizzazione del gruppo SME era stata infatti definita e concretizzata gia' alcuni anni prima del suo ingresso allorche' il management della SME - in accordo con l'azionista di maggioranza - pose le basi per una progressiva concentrazione delle attivita' sul "core business" della societa', utilizzando ampiamente operazioni di joint-ventures con aziende private. Gli effetti positivi di tali strategie si sono concretizzati sui conti economici del gruppo SME anche negli anni di permanenza di Artali ma senza alcuna sua paternita' come invece egli va millantando. Infatti i positivi risultati di bilancio della gestione Artali derivano sostanzialmente dalla vendita di aziende come la PAVESI, PAI, ADAMS, NUOVA FORNERIA, etc. Nella ricerca di una nuova sistemazione, lo sforzo del dottor Artali e' tutto rivolto alla ricostruzione di una immagine di manager pubblico ormai compromessa. Ecco che allora le sue tardive dimissioni si ammantano di nobili intenzioni: "Mi faccio da parte proprio perche' ritengo giusto che chi compra deve poter nominare i manager di sua fiducia.". Egli si spinge addirittura a suggerire norme di comportamento etico: "I capi di aziende in vendita devono dimettersi". In realta' l'unica vera strategia di Artali - con il supporto del signor Capello (Wasserstein Perella) e di altri illustri amici di provata fede socialista (Locatelli, Larini) - e' stata quella di chiudere Napoli e di consegnare le attivita' distributive della SME ai suoi "sostenitori" politici continuando a rimanere saldamente a cavallo. Artali va via perche' questo piano e' fallito. Artali va via perche' ha perso tutti i suoi riferimenti politici. Artali va via perche' appartiene ad una "razza padrona" che non ha piu' nulla da proporre e che l'indignazione popolare ha condannato alla estinzione ... "il ritardo nelle sue dimissioni e' dovuto esclusivamente al tentativo di massimizzare il suo profitto in uscita. Onore a questi alti meriti: sarebbe interessante conoscere quanto Artali portera' via come buonuscita!..." -: quali rapporti formali ed informali siano esistiti tra l'Artali ed il signor Capello della Wasserstein Perella e tra l'Artali ed altri personaggi come Locatelli e Larini, inquisiti dalla magistratura nell'ambito di Tangentopoli se si ritenga di approfondire perche' i lavoratori della SME ritengono che "le attivita' distributive della SME" siano state destinate ai "sostenitori politici" dell'Artali cosi' che emergerebbero nelle dismissioni in corso aspetti a dir poco inquietanti; chi abbia valutato e per quali importi, chi abbia acquistato ed a quali condizioni, anche per quel che riguarda i profili ed i livelli occupazionali e all'epoca e attuali, le aziende SME PAVESI, PAI, ADAMS, NUOVA FORNERIA, etc. e quale ruolo hanno svolto al riguardo e la WASSERSTEIN PERELLA e l'Artali; quale fosse lo stipendio dell'Artali, quanti anni abbia trascorso alla SME e quale sia, in qualunque sua componente, l'entita' della liquidazione in tutte le sue voci. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-20675 del 7 dicembre 1993. (4-00133)