Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00193 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940429
Ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato e incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali, dei beni culturali e ambientali, dell'interno e per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali. - Per conoscere - premesso che: nel 1983, con la prima e la seconda edificazione del "Progetto per Napoli Capitale" il MSI propose che gli uffici e le sale consiliari della regione Campania trovassero sede nel restaurando monumentale "Albergo dei Poveri" in Piazza Carlo III in Napoli, essendo essi dispersi tra un palazzo di via S. Lucia, la Reggia Borbonica ed il Maschio Angioino, con non poche conseguenze negative di tale impatto sui celeberrimi monumenti citati e senza alcuna funzionalita' dopo venti anni dalla sua istituzione; senonche' la regione Campania ha prima con due atti deliberativi intrecciato rapporti contrattuali con la MEDEDIL perche' realizzasse per 70 miliardi le strutture che necessitavano all'ente nel Centro Direzionale e poi di recente, con un apparente, ma, si vedra' piu' avanti, solo parziale voltafaccia, ha manifestato la volonta' di occupare provvisoriamente Castel dell'Ovo, giusto per il tempo - valutato in un anno - per trasferirsi - finalmente - nell'Albergo dei Poveri, da ristrutturare allo scopo di poter accogliere gli uffici e le aule occorrenti; tuttavia contro il progetto di occupazione, sia pure temporanea, di Castel dell'Ovo il sottoscritto interrogante si era gia' pronunciato negativamente con un atto ispettivo nel quale aveva denunciato la volonta' del Banco di Napoli di impadronirsi del castello; tale atto aveva avuto la rassicurante risposta del Ministro dei beni culturali ed ambientali, nettamente contrario all'utilizzo che del Castello il Banco di Napoli avrebbe voluto fare ed il cui impatto sarebbe stato meno gravoso sul monumento di quanto il concederlo alla Regione comporterebbe; le condizioni dell'"Albergo dei Poveri" dopo il terremoto e l'abbandono nel quale il comune di Napoli, che ne e' proprietario, l'ha lasciato (altro che qualificante gestione privatizzata del patrimonio immobiliare!) richiedono almeno cinque anni per la riattazione statica ed il restauro conservativo, ma anche per la soluzione alternativa ad un duplice problema di insediamento: nel palazzo vivono ancora 84 famiglie alle quali in undici anni dal sisma non e' stata trovata migliore sistemazione e hanno sede ben 64 tra esercizi commerciali ed artigianali, muniti di regolare licenza ed in regola con i canoni di locazione, sicche' l'assurda ipotesi di un trasferimento dalla Regione a Castel dell'Ovo, per poi potersi trasferire nell'Albergo dei Poveri opportunamente riattato e' semplicemente superficiale ed irresponsabile -: se risulti rispondente al vero che la regione Campania in un perverso intreccio di interessi di basso profilo con la MEDEDIL persegua, con il consenso di questa, pur titolare di un obbligo della regione Campania (del valore di 70 miliardi) per la realizzazione di un edificio per le sue esigenze nel Centro Direzionale, una ben piu' lucrosa "novazione" del detto obbligo contrattuale e cioe' l'appalto alla stessa MEDEDIL degli interventi edilizi necessari a fornire di sedi la Regione non piu' nel Centro Direzionale ma nell'Albergo dei Poveri e non piu' per 70 ma per 150 miliardi!...; ove tale scandalosa vicenda rispondesse al vero cosa si intenda fare per stroncare lo squallido affidamento senza gara di appalto e ad un simile vertiginoso costo, con esclusione dunque della partecipazione delle tante altre piccole e medie imprese edili napoletane e magari - non e' certo da escluderlo giacche' gia' ha avuto l'incarico di redigere il progetto di restauro e di riuso dell'Albergo dei Poveri - il coinvolgimento della solita INFRASUD; se il comune di Napoli, proprietario dell'immobile, abbia dato il suo consenso - e con quale contropartita - all'ipotesi di utilizzazione dell'Albergo dei Poveri da parte della Regione; come e quando si intenda risolvere, e nella piena equita', la questione dell'insediamento abitativo alternativo per le 84 famiglie che risiedono nel complesso e dei 64 esercizi che vi hanno sede e quali oneri ed a carico di chi questo comportera', anche avuto riguardo al mancato introito che ne derivera' ed ai costi di avviamento da corrispondere; se gli interventi previsti nei progetti esistenti, e redatti a suo tempo, dalla INFRASUD, debbono essere rivisti in funzione delle esigenze della Regione e se per combinazione tali interventi esulino, in tutto od in parte, dal semplice riassetto statico e dal solo restauro conservativo, prefigurando interventi di ristrutturazione degli ambienti settecenteschi dell'Albergo dei Poveri. Quanto precede anche in relazione agli atti ispettivi di uguale contenuto n. 4-30361 del 7 gennaio 1992 e 4-01366 del 25 maggio 1992, restati privi di riscontro nella decima legislatura. (4-00193)