Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00213 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940429
Ai Ministri dell'interno, dei trasporti e della navigazione. - Per conoscere: premesso quanto ha formato oggetto di tutti i precedenti atti ispettivi (e da ultimo quello del 21 aprile 1994) relativamente alla mancata definizione e conseguente istituzione, attesa da tre anni, della zona portuale franca di Napoli, per responsabilita' dei vari commissari e sindaci succedutisi nel tempo ed in particolare del sindaco in carica Bassolino -: quali iniziative si intendano assumere con urgenza dopo quanto rilevato dalla Corte dei Conti; il "Bollettino Avvisatore Marittimo" di Napoli, il 20 aprile scorso ha infatti pubblicato una nota nella quale testualmente si legge: "Realizzare al piu' presto la zona franca per il porto di Napoli; e' questo il suggerimento che viene dalla Corte dei Conti. Secondo i rilievi effettuati dalla Magistratura contabile, infatti, questa sarebbe un'occasione storica per incrementare l'industrializzazione della citta', un obiettivo "da non mancare soprattutto oggi che stabilimenti di alcune grandi industrie sono stati chiusi o stanno chiudendo". La legge - sottolinea ancora la Corte - aveva dettato norme per l'istituzione di un punto franco nello scalo partenopeo, ma non e' stata mai praticamente attuata. La delimitazione dell'area in cui dovra' sorgere la zona fraca e' - secondo le indicazioni della Magistratura contabile - estremamente importante dal momento che, ove sia consentito l'insediamento di imprese manifatturiere, sono anche un'occasione per lo sviluppo di tutta l'economia dei luoghi ove sorgono. La Corte dei Conti ricorda, inoltre, che l'assemblea del Consorzio ha invitato, nel gennaio dello scorso anno, il comune di Napoli a procedere e ad individuare le aree da destinare a zona franca. "L'assemblea - si legge nella delibera - impegna il comune di Napoli a terminare i propri lavori per l'individuazione delle aree da asservire a zona franca portuale entro trenta giorni dalla notifica, poiche' la mancanza di tale adempimento produce l'impossibilita' di procedere ai successivi passaggi. In mancanza il Consorzio procedera' come previsto per legge anche se dovra' reperire ed individuare un'area di piccole dimensioni. Fino ad ora, pero', sottolinea la Corte, nessun provvedimento e' stato adottato ed e' quindi necessario sollecitare gli organi locali istituzionalmente responsabili a porre in essere le premesse per l'attuazione della zona franca di dimensioni territoriali ottimali per l'intera economia dell'area napoletana. In caso contrario, secondo la Magistratura contabile, "non si potra' differire ulteriormente la formulazione della proposta ai ministri competenti sulla concreta delimitazione della zona franca, anche se risultante per il momento di esigue dimensioni". Tempi brevi, dunque, per dare impulso ad una importante realta' economica che - secondo la Corte dei Conti - rappresenta una "grande azienda cittadina, la seconda dopo il comune". Il porto di Napoli, infatti, ricorda la relazione della Corte, ospita circa 500 imprese con 9 mila lavoratori ed un volume di scambi di circa 8 mila miliardi di lire che, nel 1992, lo ha reso il primo scalo d'Italia per quanto concerne il rapporto sbarchi-imbarchi (escludendo i prodotti petroliferi) ed il terzo, nel 1993, d'Italia per le merci.". L'interrogante ritiene che ormai la misura sia colma e che dunque l'intervento del Governo non possa ulteriormente tardare dopo le gravi omissioni del comune di Napoli e delle Autorita' portuali. (4-00213)