Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00225 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940429
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per conoscere: quale sia il contenuto preciso del progetto di privatizzazione dell'AGIP, con la costituzione di una finanziaria che rappresentera' tutte le attivita' dell'ENI nel settore degli idrocarburi, e che e' stato peraltro gia' sottoposto alla CGIL, CISL ed UIL ma non ai parlamentari solo vagamenti informati; trattandosi di un settore strategico come e' quello relativo alle risorse energetiche e di grande rilevanza, le notizie apparse sulla stampa appaiono quantomeno inquietanti: le partecipazioni pubbliche in AGIP, AGIP PETROLI, SNAM, SNAM PROGETTI e SAIPEM (e cioe' le aziende del settore idrocarburi e del comparto ingegneria e servizi) verrebbero messe sul mercato e potrebbero scendere - nel settore energetico!!! - a meno del 51 per cento, sia pure con patti parasociali; incaricato della operazione - che sarebbe stata valutata nel valore di 40-50.000 miliardi, sarebbe stata la ROTHSCHILD ma si ignora del tutto sia chi sia stato incaricato e con quali metodi di selezione della valutazione delle aziende le cui partecipazioni confluirebbero nella cosiddetta "SUPERAGIP", e come sia stata scelta la ROTHSCHILD, da chi, quando, con quale pubblica gara, con quale compenso e con quali precise funzioni e responsabilita'; secondo l'interrogante il fatto che la "SUPERAGIP" si collochi gia' oggi tra le compagnie petrolifere al terzo posto nel mondo per il margine operativo di 4 miliardi di dollari, al settimo per il fatturato con oltre 30 miliardi di dollari, all'ottavo per la vendita con 890 milioni di barili equivalenti petrolio, al nono per le riserve complessive di idrocarburi, al sesto per le riserve di gas ed all'undicesimo posto per quelle di petrolio (come, ha riferito "Il Mondo", appare dai documenti dell'ENI) impone una adeguata valutazione degli obiettivi e del percorso nei quali soprattutto vanno inseriti quelli nazionali che non si vede come possono essere davvero salvaguardati con una privatizzazione piu' o meno totale, non essendoci clausole a salvaguardia del cedente che valgano nei confronti di un cessionario che detenga la proprieta' maggioritaria delle quote azionarie; importantissima appare poi la necessita' di salvaguardare i livelli occupazionali che registrano la esistenza di oltre 66.000 dipendenti; inquietante e' poi la arroganza e la sicurezza con la quale i dirigenti ENI, dopo Tangentopoli ed i disastri gestionali con effetti negativi spaventosi sui bilanci, intendono perseguire il progetto, come se la partecipazione pubblica - cioe' la proprieta' delle aziende - non fosse dello Stato e dei cittadini ma "cosa loro"; il gia' citato settimanale ha riportato infatti una inquietante frase dell'attuale amministratore delegato dell'ENI Franco Bernabe' in ordine ai livelli ed alla destinazione dei proventi delle privatizzazioni a farsi: "Non ci interessa dare soldi allo Stato ne' massimizzare i proventi finanziari delle operazioni", avrebbe detto ed in tal caso, osserva l'interrogante, dovremmo prepararci non solo al contributo zero al recupero del disavanzo causato anche dalle migliaia di miliardi erogati per la costituzione dei fondi di dotazione dell'ENI ma anche alla svendita affaristica delle partecipazioni pubbliche nell'ENI, anche perche' e' stato poi ipotizzato che bastera' meno del 10 per cento dei ricavi - 4.000 miliardi per l'esattezza - a ricapitalizzare l'ENICHEM; anche per le privatizzazioni gia' effettuate dall'ENI occorre far luce riguardando esse 81 societa', con 27 operazioni gia' concluse che tre corrispettivi incassati e debiti trasferiti, hanno avuto l'irrisorio controvalore - riferisce sempre "Il Mondo" in un articolo di Orazio Carabini - di soli 883 miliardi che si ignora dove e come siano stati riallocati; avuto riguardo alla operazione "SUPERAGIP", di ogni dettaglio del progetto anche per quanto riflette obiettivi, metodi, valutazioni, incaricati dei processi di privatizzazione, salvaguardia degli interessi strategici nazionali e degli occupati ed altro ancora di cui in premessa; per quanto riflette le 81 societa' ENI le cui dismissioni sono state programmate per ciascuna: a) la stima e chi l'abbia fatta e sulla base di quali incarichi e come conferiti; b) gli acquirenti, ed a quali prezzi, attraverso l'opera di quali intermediari e come selezionati e retribuiti e con quali riflessi occupazionali ad oggi; c) la ubicazione nella contabilita' dell'ENI delle riallocazioni di debiti trasferiti e di prezzi incassati; per quanto riflette la AGIP PETROLI per la cui dismissione e' stata incaricata la SALOMON BROTHERS, coinvolta in una operazione oggetto di un processo penale, il rapporto tra tale mandato - a meno che non venga revocato - e quello conferito alla ROTHSCHILD per il costituendo nuovo gruppo finanziario, detentore delle partecipazioni delle aziende del comparto ENI degli idrocarburi, se anche per il residuo comparto della chimica si intenda realizzare una operazione simile e se in tale caso non convenga, invece che duplicare oneri, tempi, organizzazione e spese, lasciare che l'ENI medesima gestisca direttamente o riorganizzi il comparto degli idrocarburi o in alternativa quello della chimica. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-19668 del 9 novembre 1993. (4-00225)