Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00231 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940429
Ai Ministri del tesoro e di grazia e giustizia. - Per conoscere: se la magistratura milanese, che sta procedendo in ordine alle operazioni relative alla vendita del 40 per cento ENIMONT da Raoul Gardini all'ENI per la spropositata somma di 2805 miliardi di lire, abbia esteso o intenda estendere le indagini - ai fini dell'accertamento dell'eventuale esistenza di ulteriori illeciti - anche alla GOLDMAN SACHS ed alla MERRYL LYNCH all'epoca incaricate della parallela e propedeutica colossale (sovra) stima e che oggi, nonostante questo e numerosi altri aspetti a dir poco discutibili della loro attivita', risultano inserite dal governo al centro dei processi (che appaiono sempre piu' torbidi) di dismissione di aziende pubbliche; risulta all'interrogante che l'ADUSBEF, infatti il 20 novembre 1990, emise un comunicato stampa nel quale, tra l'altro, leggevasi: "In questi giorni sulla stampa economica e non, si parla di alcune perizie che valuterebbero la consistenza patrimoniale dell'ENIMONT per una cifra superiore a 7 mila miliardi di lire. Guardando attentamente la quotazione del titolo ENIMONT al mercato azionario di Milano, che nell'ultimo mese ha avuto un andamento di poco superiore alle mille lire, per una media di lire 1.050, moltiplicate per le azioni complessive (4.250.000) si ottiene la somma di 4.462,5 miliardi di lire, con una differenza di oltre 2.500 miliardi di lire. Se poi andiamo all'11 settembre 1989 quando, 850 milioni di azioni ENIMONT furono collocate ad un prezzo di 1.420 lire per azione, con una capitalizzazione complessiva di 6.035 miliardi di lire, ci troviamo di fronte a due ipotesi: o ha sbagliato la giunta dell'ENI ed i comitati direttivi degli agenti di cambio nel dare all'ENIMONT una valutazione inferiore a quella reale; oppure le stime effettuate dalla MERRYLL LYNCH e dalla GOLDMAN SACHS sono truccate e non rispondono al vero. Non esistono altre giustificazioni al mistero dell'ENIMONT. Ma l'ADUSBEF si permette di fare alcune domande: perche' i periti attribuiscono un valore cosi' sproporzionalmente alto alla societa' ENIMONT? Quali oscure manovre economico-politiche si nascondono dietro tale valutazione?"; risulta ancora all'interrogante che il 22 novembre dello stesso anno la medesima ADUSBEF emise un ulteriore comunicato nel quale leggevasi, tra l'altro: "E' uno scandalo! Il 40 per cento dell'ENIMONT e' stato venduto da Raoul Gardini all'ENI, per la modica somma di 2.805 miliardi di lire! Cio' significa che il valore reale attribuito dai periti (o dai politici?) all'ENIMONT e' stato di 7.012,5 miliardi. Un valore sicuramente spropositato. Ma l'ADUSBEF gia' nei giorni scorsi aveva calcolato che con l'attuale capitalizzazione e con l'attuale corso del titolo alla Borsa Valori di Milano, l'ENIMONT arriva a mala pena a 4.500 miliardi! Com'e' stato possibile ottenere questa differenza di valutazione che regala a Gardini, ma toglie ai contribuenti, la bella somma di 1.000 miliardi di lire? Qualcuno dovra' pur rispondere di questa operazione. Se poi aggiungiamo ai 7.000 miliardi di lire valutati per il 100 per cento dell'ENIMONT la massa debitoria di oltre 9.000 miliardi registrata nell'ultima semestrale, arriviamo alla somma di 16.000 miliardi che, divisi per 4.250.000 azioni, danno la cifra di 3764 lire ad azione, in qualita' di azionisti ENIMONT siamo in diritto di chiedere la differenza. Il ministro prof. Piga tanto solerte ed infaticabile su tutta l'operazione ENIMONT, anche come ex-presidente della CONSOB, dovra' prima o poi spiegare l'arcano della lievitazione ENIMONT che non ha nulla da invidiare alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ma in questa esemplare storia italiana siamo i soli se non l'unica organizzazione che pone delle domande nel deserto del servile (o prezzolato) consenso che l'affaire ENIMONT ha registrato"; ancora il successivo 23 novembre 1990 l'ADUSBEF con un terzo comunicato affermava: "La CONSOB non e' piu' quell'organismo autonomo e super-partes che dovrebbe essere, ma sta dimostrando di essere sempre piu' asservita ai voleri dei grandi gruppi o ai capricci del potere politico-ministeriale. Il comportamento odierno della CONSOB sull'ENIMONT e' la prova lampante di questa affermazione. La consuetudine di borsa prevede la facolta', per la CONSOB, di sospendere quei titoli che registrano una oscillazione dal 10 al 20 per cento del valore in una sola seduta e l'obbligo di sospendere quei titoli che registrano un'oscillazione superiore al 20 per centro. Questa prassi finora sempre rispettata, non e' valsa oggi per l'ENIMONT, che ha visto, fin dalle prime battute, registrare un aumento della quotazione di oltre il 45 per cento rispetto al prezzo fissato lo scorso 9 novembre a 1.030 lire al listino ed addirittura a 985 lire nel dopoborsa. Una corretta applicazione di tale prassi doveva far sospendere la quotazione ENIMONT per richiamare il titolo a fine seduta, onde fissarne il prezzo. Non vogliamo credere che non si e' intervenuto sull'ENIMONT per dimostrare che i costi della recente transazione che hanno stimato ENIMONT al prezzo di 1.650 lire, sia reale, ma siamo portati a pensare che l'OPAS lanciata per difendere i piccoli azionisti ENIMONT, e' un'ibrida tutela all'italiana e che il Ministro Piga, da fine giurista qual'e', lo sa. L'ADUSBEF infine, ritiene che l'offerta pubblica di scambio di azioni ENIMONT con obbligazioni ENI, debba valere soltanto per quegli azionisti che avevano in portafoglio titoli ENIMONT alla data del 9 novembre 1990, e che qualsiasi altra interpretazione dell'OPAS, si riterra' una palese forzatura che non potra' non essere impugnata nelle competenti sedi." si tratta, puo' vedersi chiaramente alla luce di quanto emerso, di lucide e gravissime perplessita' avanzate a suo tempo dall'ADUSBEF e confermate dai fatti sicche' c'e' da chiedersi e chiedere al governo - oltre a quanto relativo alle indagini ed iniziative della magistratura anche nei confronti della MERRYL LYNCH e della GOLDMAN SACHS: a) cosa risulti in ordine alla sopravvalutazione del valore ENIMONT quanto alle responsabilita' di organi di Stato; b) come sia stato possibile dinanzi a quanto precede, incaricare MERRYL LYNCH e GOLDMAN SACHS di un qualunque ruolo nell'ambito delle dismissioni; c) se siano state iniziate delle azioni cautelari a tutela del credito vantato per risarcimento del danno subito con la illegale sopravvalutazione per migliaia di miliardi del 40 per cento dell'ENIMONT; d) se si vogliano escludere GOLDMAN SACHS e MERRYL LYNCH da ogni e qualsiasi ruolo nell'ambito delle dismissioni o di altre operazioni del tesoro. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-20677 del 7 dicembre 1993. (4-00231)