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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00264 presentata da ROSSI ORESTE (LEGA NORD) in data 19940505

Ai Ministri dell'ambiente e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: i sottoscritti deputati della Lega Nord sono venuti a conoscenza dei seguenti fatti esposti in una conferenza stampa del WWF, tenutasi il 14 aprile 1993 a Roma, presso l'Hotel Nazionale: "Da chi dipendono i "dipendenti" del Ministero dell'Ambiente? La Costituzione agli articoli 97 e 98 sancisce il principio del buon andamento e dell'imparzialita' della pubblica amministrazione, unitamente a quello dell'impegno dei pubblici impiegati al servizio esclusivo della Nazione. Dietro enunciazioni dal sapore cosi' solenne dovrebbero esserci in realta' i grandi equilibri di una sana e saggia amministrazione quali la giustezza del prelievo fiscale, un'autentica giustizia redistribuiva della relativa spesa, la trasparenza dell'operato dell'apparato pubblico, la fiducia nelle istituzioni, il perseguimento sempre e comunque dell'interesse collettivo. La declinazione di tali princi'pi rispetto alle finalita' del Ministero dell'Ambiente significa l'interesse alla conservazione di ambienti salubri, il recupero di quelli insalubri, la tutela della diversita' biologica da affermare e perseguire in ogni fase dell'azione del Governo, dalla programmazione socio-economica a quella territoriale utilizzando tutti gli strumenti d'iniziativa e d'interdizione, dati al ministero dalla legge. Tutto cio', comunque, tenendo sempre conto del perseguimento dell'interesse, in questo caso ad un ambiente sano, che ha l'intera collettivita'. Quest'interesse non e' sempre stato primario e forse una qualche spiegazione del perche' la possiamo trovare riflettendo sull'organico del Ministero. L'articolo 15 della legge 8 luglio 1986, n. 349, che prevede la pianta organica del Ministero costituita da solo 424 dipendenti di ruolo, in conformita' alle tabelle A e B allegate alla legge stessa, ha consentito di coprire i ruoli mediante inquadramento a domanda: il Ministro indicava personalmente coloro i quali desiderava facessero parte del personale di ruolo di un dato settore o ufficio, infatti la legge consentiva di chiamare non solo personale di ruolo di altre amministrazioni, ma anche quello non di ruolo che fosse pero' gia' in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ed in servizio presso l'ufficio del Ministro per l'Ecologia alla data d'entrata in vigore della legge stessa (legge 349/86 articolo 15 comma 6 lettera A). E' successo poi che diverse persone siano state assunte in pianta stabile in uffici della pubblica amministrazione senza aver superato l'apposito concorso. A nostro avviso questo e' in palese contrasto con il comma 3 dell'articolo 97 della Costituzione che esplicitamente afferma che "agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso". L'articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 19 giugno 1987, n. 306, "regolamento per l'organizzazione del Ministero dell'Ambiente", prevede che il Ministero puo' avvalersi per le sue esigenze funzionali e per attivita' di consulenza, ferma restando l'osservanza delle norme vigenti, di personale appartenente ad altre amministrazioni (comprese quelle di enti pubblici anche economici) in posizione di comando o in analoga posizione consentita dagli ordinamenti degli enti di appartenenza. In questi casi il relativo trattamento economico restava a carico dell'amministrazione di provenienza, salvo diversa disposizione di legge o di regolamento. Era prevedibile che un organismo che dovrebbe avere delicate funzioni di controllo e poteri di interdizione nei confronti di altri soggetti, tra cui gli Enti da cui provengono importanti quadri dell'organismo stesso, si venisse a trovare inevitabilmente a superare molteplici resistenze. Si e' dunque spesso creata una grave commistione tra controllato e controllore che trova un inequivocabile riscontro in alcuni numeri. Oggi, su circa 450 persone che lavorano al Ministero dell'Ambiente, ben 280 appartengono ad altri enti o imprese pubbliche, di questi alcuni sono comandati altri invece distaccati. L'E.N.I., un'azienda la cui politica ambientale ha suscitato dure polemiche da parte degli ambientalisti, e' "rappresentata" nel ministero dell'ambiente da circa 20 persone, poco meno di 50 ne ha l'E.N.E.L. (ricordiamo a tale proposito il problema dell'impatto ambientale delle grandi centrali produttrici di energia da Porto Tolle a Montalto di Castro), oltre 40 persone provengono dalle Ferrovie dello Stato e piu' di una dozzina dalle Poste e Telecomunicazioni. Al Ministero sono poi presenti piu' persone dell'E.N.E.A., della B.N.L., di diversi comuni ed in particolare del comune di Roma. Sono anche presenti il Ministero dell'Industria, la Corte dei Conti e l'I.N.P.S. Non mancano neppure i "rappresentanti delle regioni" e tra questi quelli della Campania, della Lombardia e del Lazio. Ora, se nel caso del personale comandato vi e' una sorta di parziale "emancipazione" dall'Ente di provenienza, nel caso del personale distaccato invece esiste ancora un forte cordone ombelicale. Esiste dunque, ed e' documentabile, un concreto interesse da parte di alcuni Enti a distaccare presso il Ministero dell'Ambiente alcune unita' del proprio personale. Coprire incarichi quali primo dirigente, dirigente superiore, semplice dirigente, o avere livelli superiori quali il IX, l'VIII e il VII, cioe' occupare posti di responsabilita' e di comando significa aver la possibilita' d'intervenire sulle grandi azioni del Ministero. Questo personale, che in qualche caso e' giunto addirittura a percepire doppio stipendio, e' diffuso in tutti i servizi del Ministero, dal Gabinetto del Ministro all'ufficio del Sottosegretario (presente nella scorsa legislatura), dalla Consulenza diplomatica agli Affari Generali e Personale. In questo quadro, dove addirittura all'interno del Ministero si svolgono consultazioni sindacali di altri Enti appositamente create per il personale distaccato, si arriva a sostenere formalmente e a rivendicare per iscritto l'interesse di chi distacca il personale presso il Ministero dell'Ambiente al fine di far rimanere ferma la logica per cui dev'essere perseguito anche l'interesse dell'Ente di provenienza. E' utile a tale proposito citare una missiva dell'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica (prot. n. 1294 del 24 aprile 1992), indirizzata al Ministro ed al Servizio Affari Generali e del Personale, con cui lo scrivente (cioe' l'E.N.E.L.) chiede la comunicazione preventiva di ogni trasferta che nella stessa dovevano essere precisate "le motivazioni per cui la suddetta abbia uno stretto nesso con il lavoro del distaccato e risulti anche d'interesse E.N.E.L.". E' dunque concreta la probabilita' di deviazione dell'azione amministrativa dai binari dell'imparzialita'. Nonostante tutto, con eccezione dei freni sinora posti da Ripa di Meana e ci auguriamo anche da Valdo Spini, i Ministri succedutisi non si sono preoccupati di risolvere il problema, anzi si e' proceduto a ricorrere in numero sempre maggiore ad assunzioni nominative. Tutto cio' quando non risulta esistere una norma secondo la quale si possano distaccare soggetti presso gli uffici di una pubblica amministrazione appartenenti a societa' che da quell'amministrazione dovrebbero essere controllate. Riteniamo dunque che l'evidente contraddizione sopra descritta abbia creato nel Ministero dell'Ambiente una situazione di parziale illegittimita'. Persone che non potrebbero essere assunte, anche avventiziamente, si trovano invece ad operare come tutti gli altri dipendenti regolarmente assunti, potendo in tal modo accedere a documentazione riservata e magari partecipando a nome dell'amministrazione a procedimenti amministrativi senza averne la potesta'. Le conclusioni da trarre sono dure ma inevitabili: 1: la presenza di un gran numero di persone che, in condizione di dipendenza di Enti o di societa' che sono oggetto di controllo o di affidamento di incarichi da parte del Ministero dell'Ambiente, svolgono attivita' a nome o per conto dello stesso Ministero dell'Ambiente, contraddice il principio di obiettivita' e d'imparzialita' dell'azione della pubblica amministrazione; 2: la presenza di persone non legittimate ad entrare a far parte, anche se avventiziamente, degli uffici del Ministero, puo' comportare l'inesistenza, o perlomeno l'invalidita', l'irregolarita' o l'illegittimita' degli atti alla cui formazione hanno partecipato per una manifesta usurpazione di poteri, inficiando dunque tutti gli atti connessi e consequenziali. C'e' da aggiungere che attualmente si sono create le condizioni di una ingiustificata permanenza presso il Ministero anche di quel gran numero di distaccati provenienti da Enti pubblici ora privatizzati. Infatti i procedimenti di privatizzazione di alcuni enti pubblici economici non solo si pongono in stridente contrasto con i princi'pi di perseguimento dell'interesse pubblico, ma fanno venir meno le premesse di legge che giustificano la permanenza presso gli uffici del Ministero di personale da loro dipendente. Da cio' ne conseguenze che, ad esempio, il personale distaccato dell'E.N.E.L., dell'E.N.I. e delle FF.SS. dovrebbe essere al piu' presto ricondotto agli Enti di provenienza. A fronte di una situazione, come quella sopra descritta, grave e facilmente contestabile sul piano formale e giuridico, ci duole riscontrare una volonta' politica sibillina e contraddittoria: il Governo ha infatti presentato il decreto-legge 15 gennaio 1993 n. 5, "disposizioni urgenti per il personale di enti pubblici trasformati in societa' per azioni, comandato presso amministrazioni pubbliche", che proroga, e quindi legittima, la presenza del suddetto personale per altri sei mesi all'interno delle pubbliche amministrazioni. Si tratta chiaramente di un provvedimento tampone (su cui esiste il legittimo sospetto d'incostituzionalita' in relazione agli articolo 97 e 98 della Costituzione) che dovrebbe comunque "strictu sensu" riguardare solo il personale comandato e non invece quello distaccato. E' molto grave pero' rilevare che si continua a procrastinare la situazione d'illegittimita' e non ci preoccupa minimamente di porre le basi per una futura "emancipazione" del Ministero. Continua cosi' ad essere garantita la presenza di personale "condizionato", e "condizionabile", nelle strutture della pubblica amministrazione. Comunque su tutto cio' sono in corso accertamenti giudiziari che coinvolgono direttamente il Ministero dell'Ambiente e gli affidamenti sospetti avvenuti negli anni trascorsi" -: se quanto sopra riportato risulti vero e, nel caso di risposta affermativa, quali siano i provvedimenti di competenza che intendano adottare. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella XI legislatura, n. 4-13848 del 7 maggio 1993. (4-00264)

In relazione a quanto richiesto con l'interrogazione di cui all'oggetto, si precisa che il Dicastero dell'ambiente ai fini del reclutamento del personale, oltre al ricorso alla procedura concorsuale (pubblica e interna) adottata esclusivamente per la copertura di posti dirigenziali, e' ricorso ad assunzioni per chiamata diretta, previste dalla legge n. 482/1968, al trasferimento di personale da altre pubbliche amministrazioni ex articolo 199 del decreto del Presidente della Repubblica n. 3/57, alle procedure di mobilita' ex DPCM n. 325 del 5.8.1988, ed infine, in larga misura alla procedura d'inquadramento prevista espressamente dall'articolo 15, comma 6, della legge n. 349/86, e dall'articolo 1 della legge 221/93, nei confronti di dipendenti pubblici in posizione di comando presso gli Uffici del Ministero. Le strutture particolarmente carenti, nonche' le varie leggi susseguitesi nel tempo e tese a limitare l'accesso esterno di personale a fini di contenimento della spesa pubblica, hanno costretto l'Amministrazione a non attivare procedure concorsuali pubbliche, che comunque avrebbero solo in minima parte contribuito, per quanto appena detto, a sanare le carenze ed a preferire la procedura ex legge n. 349/86, adottando provvedimenti regolarmente registrati dagli Organi di controllo. Per quanto concerne invece la presunta commistione controllato-controllore ed i confiitti d'interesse con i conseguenti rischi di una deviazione dell'azione amministrativa con sospetti d'incostituzionalita' in relazione agli articoli 97 e 98 della Costituzione a causa della presenza negli Uffici di personale in posizione di comando, si fa presente che il legislatore medesimo ha previsto tale fattispecie, prima con decreto del Presidente della Repubblica n. 306/87 (articolo 24) e poi con le leggi n. 62/93 e n. 221/93. Si precisa comunque che su 42 persone appartenenti ad enti pubblici trasformati in Societa' per azioni, dei quali questa amministrazione puo' continuare ad avvalersi sino al 31.12.1994 ai sensi della legge 221/93, solo n. 2 possiedono una professionalita' assimilabile a quella di Primo Dirigente. Il Ministro dell'ambiente: Matteoli.



 
Cronologia
giovedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Silvio Berlusconi (FI) l'incarico di formare il nuovo Governo.

mercoledì 11 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Berlusconi scioglie positivamente la riserva e forma il suo primo Ministero composto da Forza Italia (FI), Lega Nord (LN), Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CDD).