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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00374 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri di grazia e giustizia e degli affari esteri. - Per conoscere: se, a seguito dei precedenti atti ispettivi dell'interrogante, il Governo abbia o meno richiesto alla SALOMON BROTHERS di farsi da parte rinunciando al mandato ricevuto nell'ambito delle dismissioni di aziende a partecipazione statale, come l'AGIP, stante quando e' emerso in ordine a pregressi suoi comportamenti; pare opportuno approfondire in particolare quanto da ultimo l'interrogante ha posto in evidenza relativamente alla vicenda delle assicurazioni ENI-SAI emersa nell'ambito di "Tangentopoli", anche relativamente al ruolo svolto da Rinaldo Petrignani, ambasciatore italiano a Washington dal 1981 al 1991 e poi consulente, di talune grandi societa' e nei cui confronti e' stato predisposto ed eseguito un ordine di custodia cautelare per concorso in corruzione. Come ha riportato la stampa (Frank Cimini su Il Mattino) infatti: "A fare il nome di Petrignani agli inquirenti e' stato il professor Aldo Molino. L'ex ambasciatore nella sua qualita' di consulente della SALOMON BROTHERS, avrebbe incassato 100 milioni di lire da Molino per fare in modo che la banca d'affari si attribuisse il controllo del 20 per cento della joint-venture nata dalla collaborazione tra l'ENI e la SAI del gruppo Ligresti al fine di gestire le polizze assicurative dei 140 mila dipendenti dell'ente petrolifero di Stato. Il sospetto dei magistrati e' che la Salomon sia stata in realta' soltanto uno "schermo" e che Salvatore Ligresti in persona abbia avuto la disponibilita' delle azioni in forza di una scrittura privata tra lui e la azienda inglese. Secondo quanto si e' appreso in ambienti giudiziari la decisione di emettere il provvedimento restrittivo nei confronti di Rinaldo Petrignani sarebbe motivata anche dalla necessita' di impedire che l'ambasciatore concordi una strategia comune con Salomon Brothers e di indurre i responsabili della stessa banca d'affari a fornire una loro ricostruzione della vicenda. Una richiesta di rogatoria internazionale avviata dalla procura della Repubblica di Milano, infatti, fino ad oggi non ha ottenuto alcuna risposta dalle autorita' britanniche. Ha detto a verbale davanti al pubblico ministero Antonio Di Pietro il professor Molino poche ore dopo essersi costituito: "Attraverso l'ambasciatore Petrignani trovai la disponibilita' della Salomon. Modesti gli esborsi di capitale per vantaggi incalcolabili: 10 miliardi di lire: 4 miliardi da Padana Assicurazioni, 4 dalla SAI, 2 dalla Salomon e cosi' potemmo acquistare la societa' Vitasi che era abilitata al ramo polizze vita". Vitasi poi diventa Padana Vita che e' al 40 per cento di ENI, al 40 per cento di SAI ed al 20 per cento di Salomon. "Ma Ligresti volle avere subito la certezza che anche questo 20 per cento - dice Molino - fosse nella sua reale proprieta' e disponibilita'. Volle l'impegno della Salomon a cedergli alla scadenza dei 5 anni la quota del 20 per cento al prezzo nominale di due miliardi maggiorata degli interessi alla scadenza. Naturalmente dopo 5 anni il valore del pacchetto di titoli sarebbe stato elevatissimo, circa 200-300 miliardi, danaro che sarebbe finito nelle tasche di Ligresti senza passare per la SAI". Salomon si impegno' perche' aveva interesse comunque all'operazione in quanto avrebbe gestito le attivita' di tesoreria della nuova impresa assicuratrice - spiega ancora Molino - e avrebbe potuto iniziare rapporti con un imprenditore pubblico di fama internazionale come l'ENI. "La merchant bank era tranquilla perche' il suo consulente ambasciatore Petrignani si incontro' insieme a me con il direttore finanziario dell'ENI Ferranti e costui mi disse che voleva presentarmi Pompeo Locatelli che in quel momento si trovava dal presidente Gabriele Cagliari". Locatelli e' il commercialista personale di Bettino Craxi ed e' tornato a San Vittore in questi giorni per la vicenda Enimont dopo essere gia' stato in carcere per i fondi neri dell'ENI. Molino ebbe da Ferranti la successiva indicazione di contattare Sergio Cusani, finanziere vicino al PSI e consulente di Raoul Gardini. Cusani si presento' a Molino come l'incaricato di Craxi per trattare l'intera vicenda ENI-SAI ed insistette anche quando il professore manager gli fece osservare che l'uomo del garofano per affari del genere era Gianfranco Troielli, agente dell'INA Assicurazioni in Lombardia e ora tra i grandi latitanti dell'inchiesta "mani pulite". Molino conclude la sua deposizione raccontando che Cagliari mise poi in contatto Petrignani con Locatelli e che l'ex ambasciatore gli riferi' delle domande su Salomon poste a lui dal commercialista"; se quando riportato dal giornale Il Mattino e sopra esposto risposda o meno a verita'; se il Ministro degli affari esteri, inoltre, abbia sollecitato od intenda sollecitare energicamente la Gran Betagna ad aderire alla rogatoria internazionale della Salomon Brothers. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-19697 del 9 novembre 1993. (4-00374)

Con riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica che per i fatti ivi esposti il Procuratore della Repubblica di Milano, al termine delle indagini preliminari nell'ambito del procedimento n. 12044/93, ha chiesto il rinvio a giudizio del Signor Aldo Molino, imputato, in concorso con altre persone, dei reati di cui agli articoli 110, 112 n. 1 e n. 2, 319, 319 bis e 321 del codice penale. La richiesta formulata dal P.M. e' stata integralmente accolta ed il procedimento e' ancora in corso di svolgimento davanti alla IV Sezione Penale del Tribunale di Milano. Il Ministro di grazia e giustizia: Biondi.



 
Cronologia
giovedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Silvio Berlusconi (FI) l'incarico di formare il nuovo Governo.

mercoledì 11 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Berlusconi scioglie positivamente la riserva e forma il suo primo Ministero composto da Forza Italia (FI), Lega Nord (LN), Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CDD).