Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00378 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505
Ai Ministri dell'industria, commercio ed artigianato e delle partecipazioni statali, dei trasporti, del lavoro e della previdenza sociale e del tesoro. - Per conoscere - premesso che: l'AVIS di Castellammare di Stabia - Gruppo Breda/EFIM - esercita attivita' di riparazione di materiale rotabile, quasi esclusivamente per conto delle ferrovie dello Stato ed occupa attualmente 536 addetti, 93 impiegati e 443 operai; a seguito di nuovi orientamenti programmatici ed operativi dell'Ente ferrovie dello Stato ed il contenimento degli stanziamenti previsti dalla legge finanziaria, a partire dal secondo semestre del 1988 e' stata ridotta l'assegnazione delle ore di riparazione da affidare a terzi; tale riduzione si e' notevolmente aggravata negli anni 1989-1990-1991, tanto da raggiungere la percentuale del 50 per cento; avendo l'azienda una capacita' produttiva di 700mila ore/anno, e' stato necessario ricorrere, per far fronte alla crisi di mancanza di lavoro, alla CIGS per circa meta' della forza lavoro; la riduzione del carico di lavoro si e' avuta anche per il biennio 1992-1993, infatti, con il nuovo contratto (FS/AVIS) sono state acquisite soltanto 300 mila ore/anno, inferiori a quelle del precedente; anche per il 1992-1993 e' stato quindi necessario il ricorso alla CIGS straordinaria per ristrutturazione e riorganizzazione per assicurare sia la governabilita' dei processi produttivi, sia l'ottimizzazione del rapporto costi/ricavo; le ferrovie dello Stato, nel contesto di un risparmio discutibile hanno caricato di maggior lavoro le officine ferrovie dello Stato (anche per espressa richiesta delle organizazioni sindacali dei lavoratori delle ferrovie dello Stato) ma, queste, per effetto dei prepensionamenti non hanno personale sufficiente per assolvere i compiti assegnati; inoltre le riparazioni effettuate nelle officine delle ferrovie dello Stato hanno un costo di circa lire 82 mila l'ora mentre il costo ora/lavoro all'AVIS viene pagato lire 52 mila; altra iniziativa attuata dalle ferrovie dello Stato e' stata quella di raddoppiare i tempi di manutenzione del parco "rotabile" con conseguenze negative sulla sicurezza ed igienicita' del materiale; elemento non trascurabile della crisi dell'AVIS, al pari di altre industrie del gruppo EFIM, e' lo stato di messa in liquidazione della finanziaria; causa il suo stato, l'EFIM ha bloccato i pagamenti verso tutti i suoi creditori e quindi le aziende del gruppo non ricevono piu' materiali dai loro abituali fornitori; molti lavori vengono eseguiti dall'AVIS con materiali delle ferrovie dello Stato i quali, perche' consegnati con notevoli ritardi, aumentano i costi di lavorazione, tanto da costringere l'azienda a lavorare in perdita netta; qualche fornitore che ancora intrattiene rapporti con l'AVIS chiede il pagamento in tempi brevissimi e l'azienda, onde non bloccare completamente l'attivita' e' costretta a cedere i suoi crediti provenienti dalle ferrovie dello Stato alle banche, le quali usano chiedere un tasso del 25 per cento: un vero caso di usura piu' o meno "legalizzata"; tale operazione capestro e' peraltro necessaria per pagare sia i pochi fornitori che gli stipendi alle maestranze -: se non ritengano quindi, per tutte le ragioni suesposte e onde evitare il completo crack dell'AVIS di Castellammare di Stabia che il Governo disponga che l'Ente ferrovie dello Stato assegni all'AVIS ulteriori 300 mila ore/anno al fine di saturare tutta la forza lavoro; se ci si renda conto che il mancato coordinamento tra dicasteri comporterebbe - con evidentissime responsabilita' del Governo - l'ingiusto ed ingiustificato fallimento dell'AVIS; come si spieghi che l'ente ferrovie dello Stato si rivolga alle proprie officine - per altro anche carenti di personale - nonostante il costo orario di mano d'opera sia enormemente superiore a quello dell'AVIS e non a quest'ultima; come si spieghino i cosi' alti tassi bancari nei confronti dell'AVIS, molto ma molto superiori a quelli di sconto e se non sia il caso di effettuare accertamenti al riguardo; quali piani nel quadro dello scioglimento dell'EFIM e della sorte successiva della azienda BREDA, abbiano per l'AVIS sia il commissario liquidatore che il Governo e se non sia opportuno conoscerli per tempo, informandone i dipendenti ed anzi con loro consultandosi, dato che si tratta anche della "loro" azienda. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-10523 del 4 febbraio 1993. (4-00378)
Il Ministero dei Trasporti informa che nell'ambito di un programma volto alla razionalizzazione tecnico-organizzativa del settore sono stati attivati da tempo una serie di provvedimenti per l'introduzione nel parco di mezzi piu' evoluti ed affidabili, per la revisione dei criteri e dei cicli di manutenzione preventiva e per il recupero di produttivita' del personale Ferrovie dello Stato, con conseguente evoluzione e riconversione di professionalita', per una migliore utilizzazione degli impianti di riparazione della societa'. Tale operazione e' stata effettuata nonostante la riduzione del personale ferrovie dello Stato a seguito dei prepensionamenti e il blocco delle assunzioni. Il raggiungimento degli obiettivi pianificati ha permesso di realizzare un consistente contenimento dei costi e del fabbisogno complessivo di ore di riparazione ciclica, per cui, con la saturazione delle capacita' operative delle Officine ferrovie dello Stato, l'esigenza di affidare all'esterno i lavori di riparazione dei rotabili ferrovie dello Stato si e' notevolmente ridotta. In tale contesto, e' stato piu' volte auspicato l'avviamento di un processo di diversificazione o di riorganizzazione produttiva del settore privato, che tenesse conto delle reali prospettive di lavoro nel settore della manutenzione del materiale rotabile. Infatti, tale trend negativo non potra', per il prosieguo, che essere riconfermato, in quanto le opportunita' future non sono tali da assicurare un incremento degli affidamenti in questo comparto, ove opera la Societa' AVIS di Castellammare di Stabia che, in particolare, e' inserita nella revisione ciclica del materiale rotabile destinato al servizio viaggiatori. La diversita' dei costi di mano d'opera, peraltro inferiore alla misura dichiarata, scaturisce sia dai differenti contratti nazionali di lavoro delle maestranze impiegate, non omogenei per condizioni retributive e per orario di lavoro, sia dalla combinazione delle professionalita' e dalle infrastrutture impiegate nelle lavorazioni; presso le Officine delle ferrovie vengono infatti effettuate, anche per le imprese private tra le quali l'AVIS, la riparazione e la revisione di competenti specialisti (organi riguardanti la sicurezza di esercizio apparecchiature elettroniche di bordo etc). I provvedimenti adottati dalle ferrovie dello Stato nel campo della manutenzione dei rotabili, che hanno comportato in alcuni casi allungamenti degli intervalli delle revisioni, sono stati possibili a seguito dell'introduzione di materiali a tecnologia piu' avanzata, sono stati accompagnati da quei controlli ed interventi manutentivi piu' impegnativi ritenuti necessari per assicurare in ogni caso la sicurezza di esercizio ed il decoro dei rotabili e sono in linea con gli analoghi provvedimenti adottati dalle altre principali reti ferroviarie del mondo. Per quanto concerne il carico di lavoro specifico destinato alla Societa' AVIS, il Ministero dei Trasporti precisa che il relativo affidamento scaturisce da una gara per la riparazione di carrozze e carri, e l'AVIS e' risultata aggiudicataria di un lotto di lavori che nel quadro della programmazione esistente non appare suscettibile di incrementi fino alla scadenza contrattuale prevista per il 31.12.94. Peraltro l'EFIM informa che l'AVIS di Castellammare di Stabia, che occupa attualmente 350 unita', da piu' di un quinquennio risente della politica delle Ferrovie dello Stato di riduzione dell'assegnazione all'industria privata delle ore di manutenzione, passando dai 5 milioni ore/anno alle attuali 900 mila ore/anno. Da anni ormai l'AVIS di tali 900 mila ore anno ne ha avute assegnate 300 mila e cio' anche per il 1994, con la conseguenza che, avendo una capacita' produttiva di 650 mila ore/anno, e' stato necessario ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per il personale esuberante, circa 250 unita'. Per il futuro, purtroppo, non si prevede un monte ore superiore all'attuale. Il coefficiente di remunerazione orario e' pari a L. 61.300, a fronte di un addebito di L. 83.500 per ogni ora lavorata dalle ferrovie dello Stato in garanzia. Il risultato economico aziendale e le ben note difficolta' finanziarie derivanti dalla impossibilita' di ricorrere al credito bancario per la liquidazione dell'Ente di gestione, determinano problemi di liquidita' e quindi anche di approvvigionamento dei materiali. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato: Gnutti.