Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00328 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (PROG.FEDER.) in data 19940505
Ai Ministri dei lavori pubblici, dell'ambiente e per le risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: nel comune di Roccagiovine (Roma), all'altezza del Km. 36,700 della SS 314 "Licinese" sono in attivita' due grossi cantieri per l'estrazione e lo stoccaggio di inerti che interessano un tratto del Torrente Licenza; la valle del Torrente Licenza, uno dei piu' importanti tributari del Fiume Aniene, e' in parte inserita all'interno del Parco regionale dei Monti Lucretili, costituendo un settore di elevatissimo pregio ambientale, soprattutto per la presenza di una folta e differenziata boscaglia igrofila ripariale; l'attivita' di tali cantieri estrattivi, estesi per diverse migliaia di metri quadri, appare fortemente impattante sul sistema ambientale del fiume; l'alveo risulta ristretto e deviato da accumuli di inerti; in alcune zone sono state realizzate profonde escavazioni e le sponde naturali del corso d'acqua presentano pericolose tracce di erosione accelerata; la presenza di grosse quantita' di rottami, di contenitori ferrosi e di veicoli in stato di abbandono, costituisce un grave fattore di rischio di inquinamento delle acque e della falda; quanto sopra costituisce atto vietato dal regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 articoli 2, 57, 93, 96 (comma C e H) e 97 (comma H); il tratto in questione ricade, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 nelle competenze della regione Lazio; il Torrente Licenza e' iscritto nell'elenco delle acque pubbliche della provincia di Roma al n. 392 e in quanto acqua pubblica e' vincolato paesisticamente a norma della legge 8 agosto 1985, n. 431; a tutt'oggi il comune di Roccagiovine cui spetta, in base all'articolo 12 della legge regionale n. 27/93, il rilascio di autorizzazioni e la vigilanza in materia di attivita' estrattiva e' di giungere al ripristino dello stato dei luoghi -: quali provvedimenti urgenti intendano adottare affinche' una zona di elevatissimo pregio ambientale venga violentata fortemente in modo da risultare gravissimamente impattante sul sistema ambientale del fiume, ed in che modo intendano intervenire per bloccare l'attivita' estrattiva nell'alveo del torrente Licenza. (4-00328)
In riferimento alla interrogazione indicata in oggetto, si rende noto che la materia di estrazione e stoccaggio di inerti e' attualmente di competenza delle Amministrazioni Regionali che rilasciano apposite autorizzazioni per dette estrazioni. Comunque questa amministrazione, tramite l'Ufficio Speciale del Genio Civile per il Tevere e l'Agro Romano, ha effettuato con proprio personale tecnico congiuntamente ad agenti del Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei Carabinieri appropriati sopralluoghi al fine di accertare eventuali alterazioni planoaltimetriche delle sponde e dell'alveo del torrente Licenza, mediante asportazione di materiale litoide, operate nel tratto ricadente nel Comune di Roccagiovine in localita' S. Angelo. Da tali accertamenti e' emerso che il torrente Licenza, iscritto nell'elenco delle acque pubbliche della Provincia di Roma al n. 392 e in quanto acqua pubblica vincolato paesisticamente ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 431, essendo privo di opere idrauliche classificate in II e III categoria ai sensi del TU approvato con RD 25 luglio 1904, n. 523, e non essendo il tratto in argomento rigurgitato dal fiume Aniene, ricade ai sensi del DPR 24 luglio 1977, n. 616, nelle competenze della Regione Lazio. Detto torrente e' stato oggetto di asportazione di materiale ghiaioso e sassoso, presente nel greto. Tale asportazione di materiale litoide ha causato l'alterazione dell'aspetto naturale delle sponde e dell'alveo del corso d'acqua, modificandone le quote planoaltimetriche. Le modifiche riscontrate, operate al letto del torrente, potrebbero causare ostacolo al deflusso delle acque in occasione di eventi di piena gravosi, e turbativa all'assetto idrogeologico della zona limitrofa al corpo idrico innescando una serie di fenomeni quali divagazioni e deviazioni al corso delle acque, cedimenti spondali, accentuato trasporto, da parte delle acque, di materiali incoerenti verso valle. Inoltre e' stata rilevata la presenza di una briglia e di una controbriglia; lo scopo di queste opere trasversali all'asse del torrente consiste nel ridurre la velocita' di scorrimento dell'acqua e quindi a limitare la corrosione del suolo e il trasporto di materiale solido a valle. A tergo della briglia sopra richiamata, e' stato asportato del materiale pietroso dall'alveo, costituendo una minaccia per la stabilita' dell'opera idraulica. La briglia infatti, deve essere ben innestata nelle rive perche' non venga aggirata dalla corrente del corso d'acqua che ne causerebbe il ribaltamento. Quanto sopra riscontrato costituisce atto vietato dal RD 25 luglio 1994, n. 523 artt. 2, 57, 93, 96 comma "c" e "h", 97 comma "m". Per determinare gli indennizzi da corrispondere all'erario, inoltre, si dovra' procedere a quantificare le alterazioni e le asportazioni eseguite al torrente mediante l'esecuzione di un rilievo topografico su base cartografica recente. A tal proposito questa Amministrazione ha interessato l'Intendenza di Finanza e l'Ufficio Tecnico Erariale. Il Ministro dei lavori pubblici: Radice.