Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00280 presentata da MARENCO FRANCESCO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, per gli affari sociali, per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali, di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: dal 1^ novembre 1993, 285 lavoratori della IRITECNA S.p.a. di Genova si trovano collocati in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (C.I.G.S.) - con una indennita' di lire 1.050.000 mensili - che si prospetta come fase immediatamente anticipante il licenziamento; fino ad oggi nulla e' stato ancora fatto in merito all'attuazione di quegli "ammortizzatori sociali" contemplati nell'accordo stipulato il 26 ottobre 1993 tra Governo, Azienda e sindacati; anche i gravissimi errori fatti dalla dirigenza IRITECNA, e che hanno portato alla situazione presente, non sono stati ancora seriamente utilizzati come materia per una analisi rivolta ad individuare soluzioni adatte al risanamento e al rilancio di quella che e' stata una delle piu' grandi aziende del mondo nel settore della produzione, "chiavi in mano", di impianti industriali; una soluzione ai problemi complessivi dell'azienda non si rende necessaria solo per risolvere l'incognita occupazionale dei suoi dipendenti ma anche per la perdita di lavoro nell'indotto, principalmente genovese, quantificato in circa 9.000 addetti, per un coinvolgimento complessivo - tra dipendenti diretti e dell'indotto - di circa 11.000 famiglie; il rilancio della Societa' IRITECNA, il quale non puo' essere affidato agli stessi dirigenti che - "in collusione con i sindacati piu' rappresentativi", come denunciano gli stessi cassaintegrati - hanno determinato lo sfascio dell'azienda, passa attraverso varie fasi, ad iniziare da una rigorosa analisi dei costi - dalla quale emergono le cause della crisi, la cattiva gestione, la fallacia organizzativa, l'incompetenza, fino a possibili ladrocinii - per poi passare al recupero del know-how, al potenziamento del settore "ricerca & sviluppo", con il graduale recupero delle commesse; si avrebbe cosi' anche la conservazione all'economia nazionale di un tipo di organizzazione produttiva che e' elemento essenziale e trainante nella moderna economia industriale - che in passato ha prodotto ricchezza, distribuendo utili ai suoi azionisti, e ha contribuito positivamente alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese - determinando anche il rientro da una spesa ingentissima a fondo perduto come e' la C.I.G.; i cassaintegrati IRITECNA hanno informato la regione Liguria, anche nella persona del suo Presidente, della situazione attuale dell'azienda - dopo gli accordi sopramenzionati del 26 ottobre 1993 - che vede, oltre all'inapplicazione degli "ammortizzatori sociali", l'urgenza di reperire commesse per invertire la linea di tendenza verso una totale destinazione dei lavoratori alla C.I.G.S.; viene altresi' denunciato dai lavoratori IRITECNA come la scelta del personale posto in C.I.G.S. sia avvenuta in spregio ai princi'pi di equita' sociale, colpendo soggetti deboli come vedove, monoreddito, handicappati, ecc., evidenziando anche la circostanza per cui sarebbero state fatte scelte improntate a "lottizzazione" da parte di gruppi organizzati, non meglio determinati, operanti nell'azienda, salvaguardando i membri degli stessi gruppi -: quali provvedimenti siano stati finora assunti dal Governo e dagli enti di natura locale come la regione Liguria e i comuni, in concomitanza con l'IRI, per: salvaguardare la prosecuzione dell'attivita', di rilevanza nazionale, dell'IRITECNA e con essa l'occupazione, diretta e dell'indotto; l'acquisizione di nuove commesse; l'applicazione degli "ammortizzatori sociali" previsti dall'accordo del 26 ottobre 1993; evitare l'allargamento della C.I.G.S. ad altri lavoratori IRITECNA; la sostituzione della dirigenza IRITECNA che ha prodotto la crisi attuale; se siano in corso attualmente procedimenti della Magistratura finalizzati all'accertamento delle eventuali responsabilita' di carattere civile e penale della dirigenza IRITECNA nello sfacelo dell'azienda e, specificamente, per la possibilita' di precise e pianificate discriminazioni nella scelta dei lavoratori da porre in cassa integrazione. (4-00280)
In merito allo stato di attuazione dell'accordo siglato nell'ottobre del 1993 presso il Ministero, i cui contenuti sono ampiamente richiamati nell'interrogazione parlamentare, sono stati acquisiti elementi informativi presso i competenti Uffici. Per quanto concerne il trattamento straordinario di cassa integrazione, si fa presente che l'integrazione salariale, per il semestre 1^ novembre 1993-30 aprile 1994, e' stata disposta con decreto ministeriale 5 aprile 1995, previa approvazione del programma di ristrutturazione-riorganizzazione aziendale da parte del Comitato Tecnico. Con successivo provvedimento emanato il 7 dicembre 1994 e' stata autorizzata la ulteriore corresponsione del beneficio per il periodo 1^ maggio 1994-31 ottobre 1994. Al momento si trova in fase istruttoria l'istanza presentata dalla Societa' e relativa al semestre 1^ novembre 1994 - 1^ maggio 1995. Gli elementi conoscitivi forniti dagli organi periferici evidenziano che il personale complessivamente in forza presso la Sede di Genova, al 1^ marzo 1995, era pari a 398 unita', di cui 79 in CICS a zero ore senza rotazione. Nel novero di tali unita' sono da considerare 18 lavoratori impegnati in lavori socialmente utili (attivita' coordinate dall'Azienda Municipalizzata Gas ed Acqua di Genova) e 34 in attivita' formative (gia' avviate nel marzo-aprile 1994), finalizzate alla riqualificazione professionale. Per quanto concerne la cessione delle attivita' di impiantistica industriale, gli organi periferici hanno riferito che nel gennaio 1994 e' stata espletata la procedura ex articolo 47 della legge n. 428/90 per realizzare la cessione di rami di attivita' da Iritecna ad Italimpianti. Nel successivo mese di febbraio sono state cedute ad ITALIMPIANTI le attivita' e le strutture relative alle aree organizzative Metallurgia, Ambiente, Logistica, Promozione, Rete Estera e Legale Contrattuale. Alla neocostituita Societa' sono stati trasferiti, a decorrere dal mese di giugno 1994, 139 lavoratori. In merito, poi, al prepensionamento anticipato il dato numerico acquisito evidenzia che, ad oggi, 155 unita' lavorative hanno usufruito del beneficio. Nel corso del corrente anno e del 1996 e' previsto l'accesso al trattamento per ulteriori 77 unita'. Per quanto riguarda, infine, le presunte discriminazioni operate dalla direzione aziendale nella scelta' dei dipendenti da collocare in CIGS, gli uffici periferici hanno riferito che alcuni lavoratori hanno promosso, in date diverse, ricorsi contro i provvedimenti posti in essere dalla IRITECNA in applicazione dell'accordo del 26 ottobre 1993 (ricorso alla CIGS dal 1^ novembre 1993 e collocazione in mobilita' di accompagnamento dal 31.12.1993). Con ordinanze emesse, rispettivamente, l'11 maggio 1994 ed il 26 agosto 1994, il Pretore in funzione di Giudice del Lavoro ha disposto la reintegrazione dei ricorrenti nel posto di lavoro. Il Tribunale di Genova ha respinto, con provvedimento del 10 giugno 1994, il reclamo proposto dalla Societa' avverso l'ordinanza pretorile dell'11 maggio 1994 mentre ha accolto parzialmente il reclamo avverso l'ordinanza del 26 agosto 1994, disponendo la "riammissione in servizio" dei lavoratori. Per completezza d'informazione si segnalano, infine, i contenuti delle decisioni pretorili emesse a seguito del giudizio di merito instaurato dagli attori. Tali pronunce dichiarano il difetto di giurisdizione sull'esistenza o meno dei presupposti di concessione della CIGS, l'illegittimita' della collocazione in CIGS dei ricorrenti per violazione dei criteri di scelta, l'inammissibilita' delle domande di reintegrazione, la revoca delle ordinanze del Pretore e del Tribunale ed, infine, la condanna della Societa' al risarcimento del danno in favore dei ricorrenti con rivalutazione ed interessi dalla data della sentenza. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Treu.