Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00367 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505
Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, commercio ed artigianato ed incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso che: l'interrogante e' tuttora in attesa di risposta agli atti ispettivi n. 4-03400 del 15 luglio 1992, n. 4-13078 del 20 aprile 1993, n. 4-19673 del 9 novembre 1993, tutte relative a torbide vicende relative allo stabilimento industriale della SECI SUD, in Qualiano, e all'intervento della GEPI e della BELFORTE in relazione alla legittimita' delle modalita' tutte e degli interventi svolti e della attuazione della cassa integrazione e del rilancio della azienda; mentre l'interrogante attende da tempo che il Governo risponda egli ha avuto notizie di una sconcertante lettera che il "Comitato Lavoratori Cig SECI SUD" ha diretto alla GEPI il 4 gennaio 1994; si legge nel documento in questione: "Premesso, che la situazione politico/economica e' tale da poter giustificare eventuali ritardi circa la esecuzione del piano di ristrutturazione e considerato che l'importanza del sostegno finanziario garantito dalla GEPI alla SECI/SUD di Qualiano, Napoli, non consente alibi alcuno in ordine ai ritardi fin qui evidenziatisi ne consegue, che a distanza di un anno dalla privatizzazione della societa' la situazione e' ancora la seguente: 1) 1/3 delle 69 unita' in organico e' fisso in Cig; 2) il lavoro ex novo previsto dal piano, non se ne intravede alcunche'; 3) non sono stati attivati i corsi di riqualificazione; 4) la rotazione dei lavoratori Cig e' risibile in quanto investe a malapena 2/3 lavoratori su base mensile. Ordunque, in ordine ai fatti esposti, abbiamo piu' volte cercato di sensibilizzare la GEPI, ma invano. Tant'e' che la situazione si e' deteriorata al punto tale, da inficiarne seriamente lo sviluppo produttivo sia a medio che a lungo termine. Cio', in considerazione del fatto che un primo sostanzioso finanziamento GEPI di lire 3,5 miliardi e' stato dirottato (da quanto ci risulta) al nord, alla REINA, Azienda del Gruppo Belforte posta da tempo in liquidazione; in contraccambio la SECI/SUD ha ricevuto: attrezzature ed apparecchiature (di produzione obsoleta) da destinare alla rottamazione. Dulcis in fundo, vi e' in programma il trasferimento in India del Knowhow e relativa linea di produzione di PTC (sensore di temperatura a coefficiente positivo). Pertanto, in ragione di quanto sopra esposto, chiediamo alla finanziaria GEPI di intervenire con autorita' onde ripristinare tutte le garanzie produttivo/occupazionali dichiarate alla vigilia della vendita della SECI/SUD e sottoscritte sia dalla GEPI che dal BELFORTE il 26 ottobre 1992 coi sindacati di categoria, in presenza di una delegazione dei lavoratori"; se risponda in tutto od in parte a verita' quanto asserito da detto Comitato; se consti che la Procura della Repubblica di Napoli abbia aperto o intenda aprire un procedimento in ordine sia a denunce pregresse che a queste ultime circostanze che, ove rispondenti al vero, potrebbero evidenziare specifiche ipotesi di reato. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-21965 del 9 febbraio 1994. (4-00367)
In ordine ai fatti segnalati dalla S.V. Onorevole sono stati acquisiti elementi informativi dai competenti uffici del Ministero. Sulla operazione di acquisizione della Seci Sud da parte della Belforte s.r.l. di Torino il Ministero dell'industria ha fatto pervenire una relazione tecnica predisposta dalla Gepi, che ha assunto direttamente la gestione dell'azienda nel 1982. A decorrere dal 1985 la strategia societaria e' stata caratterizzata dallo sviluppo di prodotti "integrati", sinergici con la produzione storica dello stabilimento. A fondamento di tale decisione, riferisce la Gepi, vi era la presa d'atto dell'impossibilita' di raggiungere l'equilibrio economico con la sola componentistica elettronica. Ulteriore obiettivo era rappresentato dall'esigenza di convogliare l'esuberanza di personale su nuove produzioni. All'inizio del 1991, dopo difficili tentativi nell'individuazione di nuovi prodotti, la Gepi ha varato un nuovo piano industriale che prevedeva di affiancare la produzione di termocoppie ai prodotti storici della Seci Sud. Nelle more dell'attuazione da tale progetto, che procedeva non senza difficolta' per l'assenza di un partner tecnologico che potesse facilitare l'apprendimento del know-how e l'introduzione sul mercato, la GEPI e' entrata in contatto con la Belforte srl di Torino. I responsabili di tale societa' si erano mostrati interessati alla creazione di una nuova attivita' a Napoli per la produzione di prodotti tecnologici per telecomunicazioni e minuterie metalliche. La Belforte, pertanto, ha predisposto un piano industriale per la Seci Sud, imperniato sull'ottimizzazione del ciclo produttivo dei termistori, e sull'installazione di nuove linee produttive per i prodotti anzidetti. Il piano prevedeva, mediante una ristrutturazione aziendale ed una riqualificazione del personale, l'occupazione a regime di 70 unita' lavorative, rispetto alle 81 all'epoca in forza alla Seci Sud. In data 18 dicembre 1992 sono stati sottoscritti da Belforte e GEPI gli accordi di cessione. Nel medesimo periodo la direzione aziendale ha comunicato alle organizzazioni sindacali la necessita' di fare ricorso alla CIGS per un periodo presumibile di 24 mesi, a decorrere dal 14 dicembre 1992, per ristrutturazione aziendale. Con decreto ministeriale 5 aprile 1994 e' stata autorizzata la corresponsione del trattamento straordinario di integrazione salariale per il periodo 14 dicembre 1992-13 dicembre 1993. Con successivo provvedimento emanato il 25 febbraio 1995 e' stata decretata l'erogazione del beneficio per il periodo 14 dicembre 1993-13 dicembre 1994. Le risultanze degli accertamenti svolti dall'Ispettorato del lavoro circa gli interventi di ristrutturazione effettuati dalla nuova proprieta' evidenziano l'avvenuta realizzazione di produzioni di articoli nuovi rispetto a quelli tradizionalmente prodotti (sebometri e fornellini per zanzare). Si sono, invece, verificate difficolta' di carattere tecnico nell'attuazione delle opere edili collegate al programma di investimenti. L'organo di vigilanza ha inoltre riferito che i componenti del Consiglio di fabbrica e le Organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori hanno proceduto mensilmente ad effettuare delle verifiche del programma, in considerazione delle difficolta' incontrate nella fase di attuazione dello stesso. Uno dei temi che e' stato costantemente trattato negli incontri e' stato quello della rotazione del personale in CIGS, alla quale 15 unita' su 69 non hanno partecipato. Nel mese di settembre 1994 l'Azienda ha reso noto alle Organizzazioni sindacali che lo stato di crisi del mercato nazionale non aveva consentito il rilancio delle ristrutturate attivita' SECI. La mancata risposta del mercato alle azioni promozionali intraprese ha determinato una eccedenza di personale dichiarata con l'avvio della procedura di mobilita' nei confronti di 50 unita', ai sensi e per gli effetti dell'articolo 4, comma 1, della legge n. 223 del 1991. La situazione e' stata esaminata in sede ministeriale il 13 dicembre 1994. In quella occasione le parti, nel prendere atto dell'esistenza oggettiva degli esuberi, hanno convenuto di procedere alla loro gestione ricorrendo e strumenti non traumatici. In alternativa ai licenziamenti e' stato concordato un piano di gestione delle eccedenze incentrato sulla proroga della CIGS per ulteriori 12 mesi ai sensi della legge n. 56 del 1994 e sull'utilizzo della cosiddetta "mobilita' lunga" per i soli lavoratori in possesso dei requisiti di cui ai commi 6 e 7 della legge n. 223 del 1991. In una successiva riunione sindacale tenutasi nel gennaio 1995 le parti sociali hanno definito la modulazione e la tempistica del piano medesimo. In attuazione dell'intesa sottoscritta, con decreto ministeriale 8 marzo 1995 e' stata prorogata la corresponsione del trattamento straordinario di integrazione salariale, con pari diminuzione della durata del trattamento economico di mobilita', per il periodo 14 dicembre 1994-13 dicembre 1995. Si informa, infine, che il Ministero di grazia e giustizia ha comunicato che in ordine alla vendita della SECI-SUD e a quanto segnalato nell'interrogazione sono stati presentati due esposti alla procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli. Gli esposti sono stati archiviati il 20 settembre 1992 ed il 25 settembre 1993 in quanto in essi non erano ravvisabili segnalazioni di fatti penalmente rilevanti. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Treu.