Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00438 presentata da DORIGO MARTINO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940505
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: come e' risultato anche dalla stampa locale, nei mesi scorsi la Questura di Venezia avrebbe aperto un procedimento disciplinare deplorativo nei confronti dell'Agente di PS Ganluca Prestigiacomo, in servizio presso la DIGOS di Venezia; l'agente Prestigiacomo risulta essere membro della segreteria provinciale di una Organizzazione sindacale di Polizia, nonche' vice-presidente dell'"Osservatorio veneto sull'attivita' mafiosa"; in tale veste l'agente Prestigiacomo aveva pubblicamente criticato, in varie occasioni, lentezze ed inerzie nell'attivita' investigativa, verso la crescente infiltrazione mafiosa nel Veneto; diversi deputati hanno sollevato, con interrogazione n. 4-20797 del 10 dicembre 1993, pesanti interrogativi su episodi di omissione nell'azione penale della Procura distrettuale antimafia del Veneto; nel sopracitato documento, si sottolineava, come il dirigente della DIGOS di Venezia, avesse convocato in riunione tutto il personale dell'ufficio, nel settembre '92, per informarlo di un rapporto investigativo presentato da un agente, sull'infiltrazione mafiosa nel Veneto, che egli annunciava di ritenere destituito di ogni fondamento, pur avendolo trasmesso all'autorita' giudiziaria; nella suddetta riunione il dirigente della DIGOS avrebbe illustrato i contenuti del rapporto, per commentarli con sufficienza e disprezzo; i firmatari dell'interrogazione n. 4-20797 hanno chiesto al Ministro di grazia e giustizia di verificare e rendere noto perche' quel rapporto investigativo non sia mai stato trasmesso formalmente, dalla procura di Venezia alla Procura nazionale antimafia ed alla Procura antimafia di Palermo, nonostante contenesse, con decisivo anticipo, precise indicazioni indiziarie a carico di monsignor Cassisa e di Bruno Contrada; il giudice Fojadelli, della Procura antimafia di Venezia, commentando l'interrogazione parlamentare sopracitata, come risulta dalla notizia di agenzia ANSA, del 10 dicembre 1993 delle ore 20,47, ha affermato che, dopo aver ricevuto il rapporto DIGOS, egli avrebbe "avviato indagini, tuttora in corso, e attivato vari canali investigativi", raccogliendo "i risultati di indagini della guardia di finanza di Venezia e Padova", e concludendo che "chi parla di omissioni non e' documentato ne' potrebbe esserlo dato che ogni indagine seria e' riservata"; risulta peraltro all'interrogante che tale attivita' investigativa, ovviamente non conosciuta, non abbia tuttavia prodotto in questi 18 mesi alcun atto giudiziario verso cose o persone; per chiarire la vicenda la Presidenza della Commissione parlamentare antimafia ha richiesto una relazione sui fatti citati dall'interrogazione alla Procura della Repubblica di Venezia; alla luce dei fatti sopra descritti, l'apertura del procedimento disciplinare contro l'agente Prestigiacomo, imputato di aver divulgato notizie riservate, appare all'interrogante come un palese e pretestuoso atto di ritorsione, e di esplicita discriminazione antisindacale; infatti, a parere dell'interrogante, l'agente ha semplicemente esercitato, da rappresentante sindacale, il diritto-dovere di critica verso l'operato degli organismi superiori, e non puo' essere certamente imputato di aver divulgato un rapporto solo per il fatto di averlo firmato, dopo che sugli esiti di tale rapporto e' stato chiesto riscontro da parlamentari della Repubblica nell'esercizio dei loro poteri di controllo; inoltre, la prima e unica divulgazione certa del rapporto dell'agente Prestigiacomo, risulta essere quella compiuta dal dirigente DIGOS di Venezia, nella riunione del personale del settembre 1993, citata in premessa; gia' il Consiglio comunale di Venezia, il 31 gennaio 1994, ha espresso attraverso un ordine del giorno votato all'unanimita', la sua deplorazione nei confronti del procedimento disciplinare avviato dalla Questura di Venezia, solidarizzando con l'agente Gianluca Prestigiacomo -: se il Ministro non intenda intervenire, con la massima sollecitudine, per far ritirare il procedimento disciplinare contro l'agente Prestigiacomo della DIGOS di Venezia; se non intenda disporre una urgente inchiesta, per accertare le cause dell'azione che l'interrogante considera punitiva, attuata dalla Questura di Venezia, e perseguire i responsabili delle anomalie segnalate in premessa. (4-00438)
Il procedimento disciplinare a carico dell'Agente scelto della Polizia di Stato Gianluca Prestigiacomo, in servizio presso la Digos di Venezia, e' stato instaurato per inosservanza dell'obbligo di riservatezza, imposto dal Regolamento di servizio ad ogni appartenente all'Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Al Prestigiacomo e' stata inflitta dal Questore di Venezia la sanzione della pena pecuniaria di 1/30 della mensilita' dello stipendio a norma dell'articolo 4 del D. P.R. 25 ottobre 1981, n. 737. Avverso il provvedimento e' stato proposto ricorso, respinto dal Capo della Polizia con decreto del 2 novembre 1994. Nel merito, nessun intervento e' consentito al Ministro dell'Interno, considerato che a norma degli articoli 22 e 23 del decreto del Presidente della Repubblica n. 737 del 1981, il provvedimento assunto dal Capo della Polizia - organo gerarchicamente sopraordinato al Questore - e' per sua natura definitivo. Non risulta, infine, che il decreto del Capo della Polizia sia stato impungnato in via giurisdizionale. Il Ministro dell'interno: Coronas.