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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00267 presentata da ROSSI ORESTE (LEGA NORD) in data 19940505

Ai Ministri dell'ambiente e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: i sottoscritti deputati della Lega Nord sono venuti a conoscenza dei seguenti fatti esposti in una conferenza stampa del WWF tenutasi il 14 aprile 1993 a Roma, presso l'Hotel Nazionale con successiva pubblicazione, sempre a cura del WWF, in un opuscolo di cui gli interroganti sono in possesso: "Quant'e' "ignorante" il Ministero dell'ambiente! Certo non sara' il WWF a sostenere l'inutilita' degli investimenti nel settore della ricerca scientifica, ma sicuramente desta stupore e pone interrogativi inquietanti l'attivita' di studio e ricerca svolta dal Ministero dell'ambiente. Questo sia per gli argomenti di studio e ricerca, che per i soggetti incaricati di questi studi e delle ricerche, che per i costi sostenuti. Insomma, siamo convinti che quest'attivita', servita a poco o a niente, sia stata pagata oltre il dovuto e sia stata piu' funzionale ai soggetti incaricati che non all'interesse della collettivita' che il Ministero dovrebbe rappresentare. Sono veramente molti i miliardi spesi (provenienti dai capitoli 1068, 1086, 2051, 2054) e se questi dovessero costituire un parametro di quello che il Ministero dell'ambiente non sa, ovvero non riesce a sapere se non sotto forma di consulenza esterna, allora paradossalmente dovremmo dedurre che tutta l'attuale struttura tecnica operante al Ministero e' inutile o quanto meno fortemente inadeguata. Esiste dunque un reale problema sull'efficace utilizzo delle risorse disponibili e quindi sulla possibilita' di promuovere una crescita del Ministero. Oggi la situazione e' di totale diseconomia con risultati assolutamente non rapportabili agli investimenti sostenuti, anche considerando il fatto che la maggior parte di questi studi, gia' superati, giace dimenticata ormai per sempre in qualche polveroso scaffale. Solo a titolo di esempio e' opportuno analizzare il Servizio Acqua e Rifiuti, Servizio che si e' contraddistinto per la proliferazione d'incarichi e di convenzioni esterne per una spesa complessiva di circa 107 miliardi. Il Servizio era originariamente denominato "Servizio prevenzione degli inquinamenti e Risanamento ambientale" ed era suddiviso in tre divisioni: inquinamento acque, rifiuti ed inquinamento atmosferico. Oltre a queste esisteva una divisione per gli affari generali ed il personale. A seguito della legge 4 dicembre 1990, n. 368, si arrivava ad una riorganizzazione che prevedeva due distinti Servizi, uno "per la tutela delle acque, la disciplina dei rifiuti, il risanamento del suolo e la prevenzione dell'inquinamento di natura fisica", l'altro "per l'inquinamento atmosferico, acustico e per le industrie a rischio". Il regolamento di organizzazione dei due Servizi e' stato stabilito con il decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n. 309. Nasce cosi' il Servizio Acque e Rifiuti anche se nessuno a tutt'oggi s'e' preoccupato di chiarire esattamente come dovesse intervenire il Ministero e che cosa s'intendesse per "risanamento del suolo" o per "prevenzione dell'inquinamento di natura fisica". Dicevamo che sono circa 107 i miliardi spesi in studi, indagini e ricerche dal Servizio. Per avere un parametro forse vale la pena ricordare che questa cifra e' superiore a quanto il CNR ha speso in ricerca scientifica per l'ambiente negli ultimi vent'anni. I soggetti beneficiati da questo flusso di denaro sono 58, per lo piu' privati, ma fanno bella mostra di se' anche l'ENEA, il CNR-IRSA l'Istituto Superiore della Sanita', il CCR-ISPRA, alcuni Atenei (tra cui Venezia, Napoli, Parma, Pavia e La Sapienza di Roma) e diverse societa' a partecipazione statale. La forma di affidamento e' sempre avvenuta a trattativa privata e prevedeva un contratto d'affidamento d'incarico. Questo consisteva in un articolato standardizzato che descriveva l'oggetto, le modalita' di svolgimento, di controllo e di pagamento. A questo veniva aggiunto un allegato tecnico, predisposto dalla societa' o dal raggruppamento temporaneo d'imprese che veniva incaricato, in cui erano tecnicamente descritti i contenuti e le fasi di svolgimento del lavoro. Questo contratto doveva essere approvato da un'apposita commissione nominata dal Ministro. La commissione, detta "di congruita'" proprio perche' chiamata a pronunciarsi sulla congruita' del costo della commessa (stabilito sulla base della lettera di offerta fatta pervenire dalla societa' interessata al lavoro), era composta da funzionari o dirigenti del Ministero (compresi quelli comandati o distaccati) oltre che da eventuali consulenti esterni e professori universitari (e tra questi alcuni nomi erano ricorrenti). La cifra discussa era sovente palesemente esagerata, cio' nonostante veniva spesso dichiarata congrua e gli interventi di ridimensionamento, quando avvenivano, non superavano un ordine medio del 10-15 per cento. Dopo la firma della convenzione (a rappresentare il Ministro era quasi sempre il Direttore Generale o un Dirigente Superiore), un "Comitato tecnico-consultivo di vigilanza", nominato con decreto del Ministro, veniva incaricato di controllare e valutare la regolare programmazione ed esecuzione delle attivita' e delle prestazioni oggetto della convenzione. Compito del Comitato era dunque solamente quello del riscontro dei dettati contrattuali rispetto ai contenuti degli elaborati forniti. Il compenso dei membri del Comitato (da 7 a 12, compreso il Presidente quasi sempre appartenente alla Magistratura Amministrativa o all'Avvocatura dello Stato) era a carico della societa' concessionaria ed ammontava per ciascuno all'1,5 per mille dell'importo della commessa. Visto gli affari, come in qualunque mercato, nascono apposite societa' e consorzi. Citiamo ad esempio la commessa di 20 miliardi 974 milioni 200 mila lire affidata al consorzio d'imprese, appositamente costituitosi, denominato ITALCOPO per la redazione del Masterplan per il risanamento ambientale del bacino padano. A questo studio ne va aggiunto un altro, affidato alla societa' SAF per un miliardo 104 milioni, per un "piano di risanamento ambientale per i bacini del Fissero, Tertaro, Canal Bianco e Po di Levante". Si consideri anche la legittimazione a l'appoggio dati dal Ministero all'Associazione Po 2000 fortemente sostenuta in casa socialista. Molti altri esempi si potrebbero fare. Sfogliando le commesse di studio e ricerche affidate dal Servizio Acqua e rifiuti tra l'altro troviamo: 782.179 mila lire date all'Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana del comune di Roma per la "predisposizione di un modello matematico di diffusione in atmosfera e ricaduta al suolo di inquinanti; "trattamento mediante rilevazione dati ambientali ed emissioni d'esercizio degli impianti di termodistruzione del polo fumi Ponte Malnome", 845 milioni di lire all'ALENIA spa per la "messa a punto di metodologie d'indagine di telerilevamento aereo avanzato per la localizzazione di discariche abusive", sempre all'ALENIA Spa altri 374.850 mila lire per uno "studio di base per la ricerca e l'individuazione di scarichi a mare mediante telerilevamento aereo", come se non bastasse viene dato 1.386.139.999 lire alla TECNOPOLIS ed ai subcontraenti OSATA e NOVUS ORTUS per "analisi, metodologie ed elaborazione di dati telederivati da satelliti per l'individuazione di indici ambientali e per il riconoscimento delle discariche e la valutazione dell'impatto ambientale indotto", 1.485 milioni di lire all'AGRISIEL-DEPECO per la prima fase di un "programma di ricerca e realizzazione di un impianto pilota per fanghi di aziende zootecniche e scarti di lavorazione di legname per la formazione di compost", 3.200 milioni di lire a BONIFICA per un "programma di studi, indagini e rilevamenti finalizzati ad iniziative urgenti in materia ambientale" (compito questo che dovrebbe essere proprio del Ministero), 2.905.319.859 lire a CASTALIA per predisporre le "mappe delle discariche e degli impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali" (cosa che in teoria tutte le regioni dovrebbero avere), 820 milioni all'Istituto Superiore di Sanita' per consulenze e collaborazioni su "iniziative ed interventi riguardanti il settore ambientale" (?!?), 7 miliardi alla SNAMPROGETTI per la redazione di "studi relativi al piano generale di risanamento delle acque" (compito specifico questo del Servizio Acqua e Rifiuti). L'elenco potrebbe proseguire a lungo, ma sarebbe estremamente noioso. Riteniamo pero' doveroso e legittimo chiedere al Ministero quale sia l'operativita' di tutti questi studi eseguiti e quale sia l'utilizzo che viene fatto dell'enorme documentazione reperita. A tale proposito vale la pena di fare una breve considerazione su quella che secondo alcuni e' una vera mania del Servizio Acqua e rifiuti, la "dischettazione" su floppy disk di tutti i dati di cui il Servizio stesso e' entrato in possesso. Naturalmente anche su questo sono state commissionate ricerche, citiamo per tutti i 990 milioni dati alla BULL INFORMATION SISTEM ITALIA spa per uno "studio per la creazione di un osservatorio tecnologico per problemi ambientali". Il Servizio ha creato un "Centro d'Informatizzazione Dati" e non ci sarebbe nulla di strano se il Ministero non avesse deciso, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge, di creare un "Servizio Informativo Nazionale sull'Ambiente" che dovrebbe essere costituito presso il Servizio Valutazione Impatto Ambientale. L'istituzione del Servizio Informativo Nazionale sull'Ambiente, finanziato per 75 miliardi dalla Legge Finanziaria 1988 (articolo 18 comma 1 lettera E), e' stata oggetto di molteplici controversie. In particolare sia il Provveditore Generale dello Stato che la Corte dei Conti hanno sollevato formali obiezioni e rilievi rispetto ai contratti stipulati dalla Direzione Generale del VIA (a cui il Servizio Informativo e' affidato); in tali contratti, secondo un'interrogazione parlamentare (n. 4-11654-XI legislatura), riapparirebbe la sopra citata societa' Bull Italia SpA. Al di la' del caso della vicenda del Sistema Informativo Ambientale, riteniamo comunque doveroso e legittimo chiedere, vista la presenza del personale comandato e distaccato, se esista un protocollo per l'utilizzo o la duplicazione dei dischetti; non ci stupiremmo affatto se questi, una volta in mano di societa' o Enti, dovessero costituire la base e la documentazione per altri studi venduti allo Stato. Il Ministero come centro di potere e di finanziamento ha poi raggiunto paradossi gravissimi, come ad esempio quello legato alla societa' CIDIS, candidata a svolgere studi, progetti, ricerche e piani commissionati dal Ministero stesso, che guarda caso ha trovato sede nel cortile del palazzo di via Volturno 58 a Roma dov'e' sito il Servizio Conservazione della Natura del Ministero dell'Ambiente." -: se quanto sopra riportato risulti vero e, nel caso di risposta affermativa, quali siano i provvedimenti che intendano adottare. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella XI legislatura, n. 4-13844 del 7 maggio 1993. (4-00267)

 
Cronologia
giovedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Silvio Berlusconi (FI) l'incarico di formare il nuovo Governo.

mercoledì 11 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Berlusconi scioglie positivamente la riserva e forma il suo primo Ministero composto da Forza Italia (FI), Lega Nord (LN), Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CDD).