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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00322 presentata da MARENCO FRANCESCO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505

Ai Ministri dell'interno, per gli affari regionali e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: nonostante i tentativi del Sindacato Operatori Commercio Ingrosso Ortofrutticoli del comune di Genova - nella persona del suo Vice Presidente signor Gregorio Della Rupe - di porre, fin dal maggio 1993, all'attenzione della regione Liguria - e in particolare del Presidente della Giunta e dell'Assessore ai Mercati - i problemi che tutt'oggi angustiano gli operatori e gli utenti del Mercato Ortofrutticolo all'ingrosso di Corso Sardegna in Genova, nulla e' stato ancora ottenuto; nel corso di questi mesi i problemi si sono ulteriormente aggravati con l'applicazione di una nuova tassa comunale, la TOSAP, e l'aumento del 37 per cento della tassa comunale sullo smaltimento dei rifiuti; il sopracitato Sindacato oltre a contestare l'elevato e repentino aumento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti, rileva come i concessionari dei mercati dovrebbero essere esclusi dal pagamento della TOSAP, in relazione al fatto che la ragione di questa tassa sta nel rimborso dovuta alla collettivita' per la sottrazione - a scopi privati - di aree pubbliche all'uso dei cittadini: considerando che la struttura del mercato e' situata, si', su un'area pubblica, ma preventivamente sottratta per scopi pubblici - e non privati - al diretto godimento della collettivita', affinche' sia garantito alla collettivita' un importante servizio, a costi contenuti; detto Sindacato denuncia la mancanza di interesse, e dunque di interventi, per i problemi da loro denunciati, situazione che ha portato ad uno stato di difficolta' e precarieta' economica per molte ditte, in concomitanza col mal funzionamento del mercato provocato dalla scadente gestione comunale, determinando danni gravissimi agli operatori, seri rischi occupazionali per i lavoratori dipendenti e, soprattutto, disagio agli utenti; il Sindacato Operatori Commercio Ingrosso Ortofrutticoli del comune di Genova ha pertanto denunciato il mancato intervento della regione Liguria in base alla Legge regionale n. 12/1972, riservandosi ogni ulteriore azione a tutela dei diritti dei propri associati; in particolare questi erano gli atti amministrativi posti in essere dal comune di Genova, contestati dal sopraddetto Sindacato e posti all'attenzione delle autorita' regionali competenti: 1) il comune di Genova, con le delibere di Giunta comunale del 25 maggio 1990 n. 2565 e del Consiglio comunale del 21 dicembre 1990 n. 938, ha deciso di aumentare le tariffe di posteggio dei Mercati Ortofrutticoli all'ingrosso senza peraltro preventivamente acquisire il parere, obbligatorio ai sensi della Legge n. 125 del 25 marzo 1959 e del Regolamento comunale per il Mercato Ortofrutticolo all'Ingrosso, della Commissione di Mercato; tale parere e' stato emesso soltanto in data 6 febbraio 1991 ed e' stato all'unanimita' negativo; 2) il procedimento cosi' iniziato si e' concluso con la deliberazione del Comitato provinciale Prezzi di Genova n. 18 del 31 ottobre 1991 che ha approvato le tariffe stabilite con le sopra richiamate delibere comunali; il Comitato provinciale Prezzi di Genova, senza dar peso alcuno alla tardivita' e alla negativita' del parere della Commissione di Mercato, ha autorizzato i proposti aumenti addirittura con decorrenza retroattiva a partire dal 5 aprile 1991; tale atto appare illegittimo e gravemente lesivo degli interessi dei concessionari di posteggio nell'ambito dei Mercati Ortofrutticoli all'ingrosso di Genova; detto aumento pone le tariffe dei succitati Mercati tra i piu' cari di tutta l'Italia; 3) il Sindacato suddetto ravvisava pertanto nella procedura di gestione assunta dal comune di Genova, in qualita' di Ente Gestore, una serie di irregolarita' di tale portata da indurlo a rivolgere alle autorita' regionali, in particolare al Presidente della giunta regionale ligure, un appello affinche' potessero trovare applicazione i dettami della Legge regionale n. 12 del 3 novembre 1972, in particolare quanto previsto dagli articoli 13, 11 e 10; 4) le irregolarita' evidenziate sono state: a) violazione comma V articolo 9 Legge 125/59; b) violazione articolo 26 del Regolamento di Mercato del comune di Genova adottato con delibera del C.C. n. 1853 del 7 novembre 1974; c) violazione articolo 2 del citato regolamento; d) mancata applicazione risoluzione del Ministero Industria Commercio e Artigianato Prot. n. 190.560 del 1983; e) mancato rinnovo delle concessioni alle delegazioni di Sestri Ponente e Sampierdarena dal 1987 e, dal 31 dicembre 1992, anche al Mercato di Corso Sardegna; 5) veniva ricordato alle autorita' regionali che i due funzionari regionali designati a membri della Commissione di Mercato di cui all'articolo 7 della Legge 125/59 e ai sensi della Legge regionale n. 12/72 articolo 10 comma B, non hanno mai partecipato a tale Commissione; 6) si ricordava altresi' che la regione non ha tuttora legiferato per regolamentare questa materia come previsto dalla citata Legge regionale n. 12, addirittura del 1972, la quale recepiva l'articolo 1 comma D del decreto del Presidente della Repubblica n. 7 del 15 gennaio 1972, il quale vedeva nelle regioni Enti che devono rendersi parte attiva della gestione di questo settore della distribuzione; fin qua i problemi legati alla mancanza di un preciso intervento della regione Liguria; vediamo ora i problemi operativi del Mercato di Corso Sardegna: 1) la struttura vetusta e anacronistica, fuori da ogni criterio di logistica moderna e', come ben noto, inserita in un contesto cittadino centrale e cio' di per se' arreca notevoli problemi alla cittadinanza, ma ne crea altrettanti a chi vi e' costretto a lavorarci; fino ad ora si e' in qualche modo sopperito, per superare tale situazione portando, mano a mano, sempre piu' in orari notturni le operazioni di scarico delle merci, innalzando i costi di mano d'opera e sacrificando il personale, titolari e dipendenti; 2) l'assoluta mancanza di servizi pubblici - quali, ad esempio, frigoriferi, spazi per la lavorazione della merce, attrezzature varie - ha costretto gli operatori all'ingrosso a dotarsi di tali macchinari con costi rilevanti e investimenti ingenti; 3) gli spazi ristretti impediscono un regolare afflusso e deflusso delle merci, contribuendo a rallentare giocoforza tutte le operazioni commerciali, spingendo i grandi acquirenti verso altri mercati, piu' agevoli, di altre regioni, contribuendo ad impedire, altresi', la creazione di un mercato per la grande distribuzione, come vogliono le piu' moderne teorie espresse dagli esperti del settore; 4) vi e' inoltre una concessione esclusiva, per quanto riguarda il facchinaggio, da parte dell'Ente Gestore nei confronti della "Cooperativa Romolo Burlando" contravvenendo a tutte le norme CEE che vietano i monopoli ed impediscono una sana e costruttiva concorrenza; tutto cio' in assenza di qualsiasi intervento determinante da parte dell'Ente Gestore, cioe' del comune di Genova -: quali provvedimenti urgenti intendano assumere al fine di richiamare la regione Liguria alle proprie responsabilita' di supervisione nonche' per verificare l'operato del comune di Genova. (4-00322)

 
Cronologia
giovedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Silvio Berlusconi (FI) l'incarico di formare il nuovo Governo.

mercoledì 11 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Berlusconi scioglie positivamente la riserva e forma il suo primo Ministero composto da Forza Italia (FI), Lega Nord (LN), Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CDD).