Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00368 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505
Ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato e delle privatizzazioni. - Per conoscere - premesso che: le attivita' della finanziaria Ernesto BREDA (Gruppo EFIM) sono state cedute in affitto alla FINMECCANICA la quale dovrebbe acquisire il comparto industriale militare dell'EFIM, indicendo una offerta pubblica di acquisto (OPA) considerato che il 48 per cento delle azioni sono detenute da piccoli azionisti; cio' e' incoerente con un programma di privatizzazioni, che invece dovrebbe privilegiare coloro che detengono azioni di imprese pubbliche, ed inoltre con la asserita crisi del gruppo ALENIA-FINMECCANICA, come ha scritto Giuseppe Oddo su Mondo Economico del 30 gennaio 1993: "Per un'Opa come si deve, dovrebbero essere stanziati da 100 a 200 miliardi. Allora, chi dovra' farsi carico di questa operazione: la Finmeccanica che compera o l'Efim che vende? Questo e' il dilemma. La Finmeccanica e' interessata soltanto alle attivita' industriali della Finbreda, che potrebbe integrare nella propria divisione difesa e spazio. Del resto non vuol sapere niente. Private di ogni attivita', societa' come Finbreda, Breda Meccanica Bresciana, Galileo, Oto Melara non sono che scatole finanziarie piene di debiti o al massimo di qualche buon immobile. Tanto e' vero che Predieri le ha lasciate nell'Efim. Sbarazzarsene sara' dunque compito del commissario, pensano gli uomini di Fabiano Fabiani, amministratore delegato della Finmeccanica. Immaginiamo che il commissario riesca a risolvere la questione dei 7-800 miliardi di crediti vantati dalle societa' militari dell'Efim nei confronti dell'Irak, ma mai riscossi. Immaginiamo anche che, al netto della partita Irak, tutto cio' che e' strettamente industriale della Finbreda possa valere 220 miliardi (ma sono calcoli molto approssimativi). Ebbene questo e' quanto Finmeccanica potrebbe sborsare all'Efim. Sotto il profilo economico il ragionamento e' corretto. E probabilmente e' condiviso dallo stesso Predieri. Ma c'e' un'altra tesi che sta facendosi strada e che il commissario dovra' tenere nel giusto conto: quella di chi dice che Finbreda e Oto Melara sono importanti marchi industriali, con oltre cento anni di storia. E che sbarazzarsene sarebbe un grave errore. La Finmeccanica nel militare pesante (carri armati, munizionamento ecc.) non ha ne' tradizione ne' esperienza commerciale. Finbreda, Oto Melara, Meccanica Bresciana, Galileo sono al contrario nomi accreditati presso i ministeri della difesa, gli alti comandi militari e i servizi segreti di tutti i Paesi del mondo. La Finmeccanica dovrebbe in sostanza rilevare non solo le attivita' ma anche tutte le societa' della Finbreda, per poi trasformarle in divisioni. Gia', e da dove li prende la Finmeccanica altri 100-200 miliardi per l'Opa? E siamo al punto cruciale. Se effettivamente la salvaguardia dei marchi e' una rilevante questione industriale, allora - sostengono alcuni - dovrebbe essere il commissario a farsi carico dell'Opa, attingendo a quei 3-400 miliardi di cassa resi disponibili dal Tesoro e rimasti finora inutilizzati. Diverso il discorso per le attivita' civili della Finbreda, la cui cessione non dovrebbe presentare problemi particolari. Il 51 per cento della Ototrasm dovrebbe finire alla Graziano di Vittorio Ghidella, che ne controlla gia' il 49 per cento. La Breda Energia, produttrice di valvole per pipeline, e' addirittura una societa' in attivo (fattura 70 miliardi). La Breda Fucine meridionale costruisce pezzi fusi per le Ferrovie dello Stato, e anche in questo caso un compratore non dovrebbe essere difficile da trovare. Forse potrebbe subire qualche intoppo la vendita dell'Oto Breda Sud, l'azienda meccanica di Gioia Tauro. L'importante comunque e' far presto. Perche' piu' si rimandano nel tempo queste cessioni e piu' lievitano gli oneri e i costi delle societa'."; quali scelte, ed in quali tempi e con quali criteri intenda compiere il commissario liquidatore dell'EFIM e quale sorte si intenda riservare alle societa' del Gruppo BREDA dell'area napoletana, come la SOFER di Pozzuoli e l'AVIS di Castellammare, anche per quel che riguarda l'occupazione. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-11538 del 2 marzo 1993. (4-00368)