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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00437 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (PROG.FEDER.) in data 19940505

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del bilancio e programmazione economica, delle finanze e del tesoro. - Per sapere - premesso che: da notizie riportate dalla stampa varie forze politiche, in questi giorni, esprimono critiche sull'esito della privatizzazione della Comit; una buona occasione potrebbe essere la discussione per convertire in legge il decreto-legge n. 216 del 31 marzo 1994, "Norme per l'accelerazione delle procedure di dismissione di partecipazioni del ministero del tesoro in societa' per azioni" reiterato per la quarta volta; e' gravissimo e inaccettabile quanto affermato al comma 1 dell'articolo 1 del citato DL che recita: "Le vigenti norme di legge e di regolamento sulla contabilita' generale dello Stato non si applicano alle alienazioni delle partecipazioni dello Stato e degli Enti pubblici in societa' per azioni, nonche' agli atti ed alle operazioni complementari e strumentali alle medesime operazioni"; il 28 dicembre 1993, e' stata depositata dalla Corte Costituzionale la sentenza n. 466 che risolveva un conflitto di attribuzioni tra la Corte dei conti e il Governo; la Suprema Corte, con riferimento specifico alla trasformazione in SpA dell'Eni e dell'Ina, affermava il permanere di rilevanti interessi di ordine generale nelle attivita' svolte dalle nuove figure di societa' nate con la privatizzazione; da questo e da altri rilievi la Corte Costituzionale aveva fatto discendere anche il permanere delle ragioni che, ai sensi dell'articolo 100 della Costituzione, legittimavano l'esercizio del potere-dovere di controllo affidato alla Corte dei conti anche nelle societa' privatizzate secondo il modello civilistico delle Spa; con la dichiarazione di non applicabilita' delle norme sulla contabilita' generale dello Stato, il Governo ha azzerato il principio affermato dalla Corte Costituzionale; il DL n. 216 del 1994, stabilisce che, per un certo tipo di dimissioni, quelle realizzate attraverso la costituzione di una societa' per azioni con susseguente conferimento di beni in natura a valore di libro, non si applichi quanto previsto dall'articolo 2343 del codice civile. Questo prevede la relazione firmata da un esperto del Tribunale contenente la descrizione dei beni conferiti, il valore a ciascuno di essi attribuito ed i criteri di valutazione seguiti; la coda al comma a) dell'articolo 9 introdotta con la reiterazione del decreto legge, stabilisce la predetta relazione "deve limitarsi a verificare che la somma dei valori di libro dei beni conferiti corrisponda al valore del capitale o dell'aumento del capitale, nonche' dell'eventuale sovrapprezzo della societa' conferitaria" favorendo il Governo Ciampi a togliere di mezzo un altro potenziale ostacolo sulla strada delle svendite di Stato; l'interrogante ritiene che sarebbe opportuno lasciar decadere il decreto-legge 31 marzo 1994 n. 216 ed aprire un dibattito parlamentare sulle modalita' delle privatizzazioni anche in considerazione del fatto che queste sono state volute da un Parlamento travolto da tangentopoli e quindi possono dar luogo a speculazioni invece che al proclamato libero mercato -: quali iniziative intendano assumere in ordine a quanto sopra. (4-00437)

 
Cronologia
giovedì 28 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Silvio Berlusconi (FI) l'incarico di formare il nuovo Governo.

mercoledì 11 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Berlusconi scioglie positivamente la riserva e forma il suo primo Ministero composto da Forza Italia (FI), Lega Nord (LN), Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CDD).