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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00461 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (PROG.FEDER.) in data 19940516

Al Ministro per il coordinamento della protezione civile. - Per sapere - premesso che: per far fronte all'emergenza idrica verificatasi nell'estate 1989 nel Cilento, e' stato finanziato con ordinanza del ministero interrogato n. 1992/FPC del 30 luglio 1990, (G.U. n. 194 del 21 agosto 1990) per l'importo di otto miliardi di lire, un progetto redatto dal Consorzio Acquedotti del Cilento d'intesa con il Corsorzio Velia e a quest'ultimo affidato per l'esecuzione; i lavori sono stati ultimati il 2 agosto 1991, e che l'impianto di potabilizzazione di Angellara e' stato posto in esercizio, a cura della ditta appaltatrice a norma del CSA, gia' per il biennio 1991/92 e ha erogato 700 mila mc. nel 1991 e ben 1.10.000 mc nel 1992; a tutt'oggi non risulta essersi provveduto ad affidare la gestione del potabilizzatore al Consorzio degli acquedotti (cosi' come previsto all'atto di approvazione del progetto) da parte del Presidente della G.R. Campania di concerto con l'Assessore regionale acque ed acquedotti; a tutt'oggi non risulta neanche essere stata stipulata apposita convenzione tra i predetti Consorzi nonostante la regolamentazione dei loro rapporti sia stata riconosciuta come urgente nelle rispettive delibere fin dal 1990; il Consorzio Velia sembra voler fare marcia indietro rispetto agli impegni precedentemente assunti, rivendicando una sua legittimita' e un suo diritto naturale alla gestione del potabilizzatore di Angellara e afferma in una nota indirizzata al Presidente del Consorzio acquedotti del Cilento del 17 giugno 1993, prot. n. 1268, di aver gia' "adottato tutti gli atti e le iniziative necessarie per dare corso all'esercizio dell'impianto per la corrente stagione", subordinandone l'avvio alla definizione e formalizzazione della regolamentazione dei rapporti tra gli Enti interessati; il Consorzio acquedotti del Cilento sembra non intenda accettare le assurde pretese del Velia perche' in contrasto con gli impegni gia' assunti, sollecitando la regione Campania a provvedere rapidamente ad affidargli la gestione diretta dell'impianto; il Presidente del Consorzio del Cilento in una lettera indirizzata ai sindaci dei comuni consorziati fa presente che la richiesta di pagamento dell'acqua potabilizzata a lire 700 a mc. comporterebbe... un onere di circa 700.000 di lire... a fronte di una spesa effettiva che il predetto Consorzio Velia andrebbe a sostenere per non piu' di 100.000.000 di lire". Il Presidente ingegner Criscuolo afferma apertamente che "le assurde condizioni che il Consorzio Velia intende imporre, facendo leva anche sulla gravissima carenza idrica in atto e sul conseguente disagio della popolazione... legalizzerebbe illegittimamente un indebito arricchimento del citato Consorzio Velia"; -: se non ritenga di dover adottare dei provvedimenti urgenti per l'affidamento della gestione del potabilizzatore di Angellara nel rispetto della legalita' e delle legittime competenze e finalita' statutarie e di legge, cosi' come richiesto dallo stesso Consorzio degli acquedotti del Cilento. (4-00461)

In relazione alla interrogazione esposta in titolo, che alla presente si allega, si forniscono i seguenti elementi di risposta. Nell'ambito degli interventi disposti dal Ministro pro tempore della protezione civile per risolvere la grave crisi del settore idropotabile, verificatasi negli anni 1989-90 nella regione Campania, fu finanziata tra l'altro, con ordinanza n. 1992/FPC del 30 luglio 1990, la realizzazione di un impianto di potabilizzazione (quello di Angellara), di una traversa sul torrente Badolato e di adduzione delle acque dell'invaso del Carmine. L'esecuzione dell'intervento fu affidato, con la medesima ordinanza, al consorzio di bonifica "Velia-Alento" di Salerno, che per la sua realizzazione ha stipulato un contratto con l'Associazione temporanea d'impresa "Schiavo & Culligan". Il relativo progetto fu redatto da progettisti designati dal consorzio Velia d'intesa con il Consorzio Acquedotti. Gli accordi all'epoca assunti tra gli enti prevedevano che la gestione dell'impianto di potabilizzazione sarebbe stata affidata al Consorzio Acquedotti e la gestione della traversa al Consorzio Velia. Il Consorzio Velia propose in tal senso anche uno schema di convenzione trilaterale (con la partecipazione del consorzio irriguo di Vallo della Lucania, titolare della concessione delle acque da trattare) cui, pero', il Consorzio acquedotti non diede riscontro. L'impianto entro' in esercizio nell'agosto del 1991 ed il suo funzionamento nel primo biennio fu curato, a norma di CSA, dall'impresa appaltatrice "Schiavo & Culligan". In tale periodo (1991-1992) il Consorzio Velia, nel sovraintendere alle attivita' gestionali, ha acquisito non solo l'esperienza tecnica, rispetto alle varie problematiche connesse alle operazioni di potabilizzazione, ma anche precisa e puntuale conoscenza di tutte le implicazioni di ordine tecnico e organizzativo strettamente legate alle caratteristiche dell'opera, alle sue interrelazioni con il sistema idraulico nel quale e' inserito, nonche' alle misure da adottare per migliorare la funzionalita' dell'impianto e la qualita' dell'acqua prodotta. Il know-how raggiunto dal Velia, ha infatti indotto l'ente a progettare una serie di ulteriori interventi migliorativi, in parte gia' realizzati ed in parte posti in esecuzione dal consorzio irriguo del Vallo della Lucania che, come detto, e' titolare della concessione delle acque dell'invaso trattate dal potabilizzatore. Tali interventi sono originati dalla circostanza, verificatasi a partire dall'annata 1992, di un protrarsi del funzionamento dell'impianto ben oltre la stagione estiva e per quantitativi superiori di quasi il 50 per cento a quelli previsti dal progetto e quindi a base degli originari accordi con il Consorzio Acquedotti. Sulla base di cio' e della profonda conoscenza del funzionamento del sistema Carmine-Nocellito, il Consorzio (che lo gestisce con il consorzio irriguo) ha maturato il convincimento della assoluta necessita' di mantenere ferma l'unitarieta' della gestione dell'intero sistema e quindi del potabilizzatore che ne e' parte integrante. Le ragioni del consorzio a base della posizione diversa assunta dall'ente rispetto a quella espressa in sede di avvio dell'intervento, furono rappresentate diffusamente nei primi mesi del 1993, allorquando il Velia si predispose alla diretta gestione dell'impianto, stanziando le somme necessarie a sostenere le spese di esercizio e disponendo l'assunzione del tecnico specializzato da adibire alla conduzione del potabilizzatore. Il rifiuto dell'impresa appaltatrice a consegnare l'impianto prima del collaudo definitivo delle opere ed il sopravvenire della stagione estiva e dell'emergenza idrica conseguente, indussero la prefettura di Salerno a promuovere il superamento dell'impasse ed il sollecito esercizio dell'impianto che si realizzo', nell'estate-autunno del 1993, con modalita' diverse da quelle richieste dal Velia sulla base di presupposti giuridici e tecnici precisi, che sostanzialmete tendavano a prorogare di un anno lo schema operativo adottato nel biennio prededente (gestione affidata all'impresa appaltatrice "Schiavo & Culligan", sovraintendenza e controllo al Velia, spese a carico del Consorzio Acquedotti). Senza tenere in alcun conto le richieste del Velia, l'impianto fu gestito dall'impresa con spese sostennute dal Consorzio Acquedotti, al di fuori di ogni pur necessario controllo del Consorzio Velia, concessionario dell'opera, e con molto pressapochismo e disinvoltura tanto da provocare il sequestro preventivo dell'opera da parte del PM per la presenza nell'acqua di sostanze nocive. Inoltre tale gestione provoco' non poche disfunzioni o discrasie nel funzionamento dell'impianto e dannose interferenze con le altre opere del sistema idraulico di cui fa parte, con ripercussioni negative ricorrenti sul servizio irriguo (dipendente dal lago Carmine) interconnesso con il servizio potabile, lamentate dal Consorzio Irriguo di Vallo della Lucania responsabile del rapporto con l'utenza agricola. In merito alla richiesta rivolta alla regione Campania dal Consorzio Acquedotti (e negli stessi termini posta dall'onorevole interrogante a questo dipartimento) di ottenere l'affidamento della gestione del potabilizzatore di Angellara, si precisa quanto segue. La regione non ha il potere ne' l'autorita' per l'adozione di un siffatto provvedimento cosi' come esula della competenza del dipartimento rientrando in quella di altra amministrazione (intendenza di finanza in quanto trattasi di opere realizzate con fondi dello Stato). Peraltro, questo dipartimento, alla richiesta inoltrata in materia dalla Presidenza della giunta regionale della Campania con nota prot. n. 0091/SP in data 7 luglio 1993, ha concordato con la soluzione prospettata dalla regione predetta in merito all'affidamento della gestione definitiva dell'impianto di potabilizzazione in argomento al Consorzio degli acquedotti dei comuni del Cilento (ente realizzatore del progetto) che, ai sensi della legge 36/1994, e' specificamente deputato a tale compito. Si rende altresi' noto che l'opera e' stata collaudata definitivamente in data 30 giugno 1994. Il relativo certificato finale di collaudo e' in fase di redazione da parte della competente Commissione di collaudo che sta, altresi', provvedendo a redigere la relazione riservata per l'amministrazione esprimendosi sulle riserve avanzate dall'impresa annotate nel registro delle contabilita'. Il Sottosegretario di Stato °per il coordinamento della protezione °civile: Fumagalli Carulli.



 
Cronologia
mercoledì 11 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Berlusconi scioglie positivamente la riserva e forma il suo primo Ministero composto da Forza Italia (FI), Lega Nord (LN), Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CDD).

lunedì 16 maggio
  • Politica, cultura e società
    La corte d'assise d'appello di Bologna condanna all'ergastolo per la strage alla stazione di Bologna del 1980: Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco. Licio Gelli è condannato a 10 anni per calunnia pluriaggravata da finalità di terrorismo.

martedì 17 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Tabladini (LN), Maceratini (AN-MSI), La Loggia (FI) e Palombi (CCD) è approvata con 159 voti favorevoli e 153 contrari.