Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00509 presentata da MARENCO FRANCESCO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940516
Ai Ministri dell'interno, di grazia e giustizia e del lavoro e previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: a seguito del dibattito in sede di Consiglio provinciale e generale svoltosi in ordine alla possibilita' di abusi e illeciti edilizi e urbanistici compiuti nel territorio provinciale di La Spezia, e in particolare nella Val Di Magra, il Consiglio provinciale di La Spezia costituiva, con deliberazione n. 108 del 13 novembre 1982, una "Commissione di indagine sulle aree produttive della Val di Magra"; la relazione di minoranza redatta dal componente della Commissione Signor Mario Battiglia (18 maggio 1984) sottointende, pur non potendo fornire prove certe di un reato avvenuto, la possibilita' di collusione tra coloro che, con ruolo tecnico o politico, avevano proceduto alla elaborazione e/o approvazione degli strumenti urbanistici (in primo luogo i Piani Regolatori Generali) dei vari comuni, e chi aveva monopolizzato o concentrato la proprieta' di aree poi destinate ad insediamenti produttivi, industriali o artigianali, o anche a servizi retroportuali, determinando un aumento dei prezzi al metroquadrato di 20/30 volte (da 2/3.000 lire al mtq. a 70.000 lire al mtq.); si evidenzia altresi' nella relazione come si fossero approvati progetti di edifici industriali mancanti della specifica destinazione d'uso, e, a proposito delle variazioni dei P.R.G., con il cambiamento di indici edificatori e di destinazione d'uso di aree, si individua proprio nella incertezza della disciplina urbanistica (carenza di piano, mancanza di Piano Territoriale Intercomunale, ecc.) la causa degli accaparramenti di terreni, della lievitazione dei prezzi, della speculazione; la gravita' di possibili speculazioni non risiede solo nel rapporto tra funzione dei pubblici amministratori e interesse dei privati divenuti proprietari di aree di improvviso valore economico, per la loro destinazione, e cioe' configurandosi l'interesse privato in atti d'ufficio, ma anche perche' una speculazione cosi' definita sottrae aree edificabili per attivita' produttive a chi voglia avviarle anche attraverso la costruzione a costi contenuti degli edifici, creando posti di lavoro, quando le aree edificabili presentino costi accettabili; e' sintetico del problema, dopo i passaggi logici utilizzati per argomentarlo, il seguente periodo in conclusione della relazione: "Non e' da escludersi quindi che tempi lunghi nelle adozioni e nelle approvazioni degli strumenti urbanistici, contrasti sugli strumenti da adottare per gli interventi, al di la' di una non completa conoscenza, forse, delle possibilita' che erano a disposizione dei pubblici amministratori, abbiano favorito iniziative che difficilmente si possono inquadrare, in modo netto, nelle serie e corrette iniziative economiche oppure nelle disinvolte e scorrette speculazioni"; viene altresi' indicata una semplice strada per acquisire dati utili all'approfondimento dell'indagine fino allora svolta: "Avrebbe potuto essere opportuno inoltre, per conclusioni piu' complete, adottare, come piu' volte dal sottoscritto suggerito, una approfondita indagine sulla costituzione di Societa' Immobiliari operanti in territorio provinciale e cio' al fine di pervenire ad un preciso quadro delle persone interessate ad operazioni immobiliari, dei relativi finanziamenti e degli Istituti di Credito erogatori degli stessi. Un'indagine approfondita presso gli stessi Istituti, dei finanziamenti erogati, dei titolari degli stessi e dei garanti, potrebbe fornire una radiografia piu' esatta di tutte le operazioni e transazioni economiche che si sono succedute nel periodo temporale in esame." ; la conclusione vera e propria della relazione pone in evidenza la radice del problema, pur tacendo, non avendo prove, il rischio che le cause prime della situazione speculativa, l'inazione dei pubblici amministratori, risieda in un intento volontario, di interesse personale: "Sebbene, quindi, per le ragioni sopraddette risulti difficile formulare una risposta esauriente in relazione al terzo quesito posto dal Consiglio provinciale sulla consistenza del fenomeno oggetto di indagine, le testimonianze escusse hanno, comunque, posto in rilievo l'esistenza di: 1) atti di accaparramento nel territorio provinciale, se per accaparramento si intendono operazioni commerciali svolte al di fuori di una completa disciplina urbanistica del territorio; 2) responsabilita' di amministratori che, pur a conoscenza delle operazioni di cui sopra, non hanno tempestivamente adottato o accelerato le procedure atte a disciplinare la gestione del territorio piuttosto che sanare situazioni gia' consolidate o che si vanno consolidando." -: quali provvedimenti intendano assumere al fine di sollecitare tutti gli organi territorialmente competenti, amministrativi e giudiziari, al fine di indagare sulla natura dei fatti descritti nella summenzionata relazione, anche al fine di appurare la possibilita' che nell'inazione denunciata degli organi competenti non si possa collegare, per la rilevanza degli interessi economici coinvolti, un interesse privato in atti d'ufficio. (4-00509)
Gli accertamenti effettuati sui fatti, segnalati dalla S.V. onorevole, non hanno dato riscontri obiettivi. Gli stessi fatti non risultano oggetto di alcuna indagine da parte della procuura della Repubblica presso il tribunale di Genova. Il Ministro dell'interno: Maroni.