Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00454 presentata da NARDONE CARMINE (PROG.FEDER.) in data 19940516
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: la cittadina italiana, Laudato Filomena, ha fatto richiesta, ed ottenuto, l'autorizzazione dalla Questura di Benevento per un visto turistico per i cittadini albanesi: Spahiv Fiqiret e Mustafa' Fadile, ai quali e' legata da vincoli di amicizia familiare profonda; da circa due mesi e con precisione dal 7 marzo 1994, sono state sistemate tutte le pratiche di rito presso l'Ambasciata italiana a Tirana; nonostante numerosi solleciti, non vengono attivati i dovuti adempimenti burocratici presso la stessa Ambasciata, per consentire ai suddetti cittadini di recarsi nel nostro Paese; si tratta di un atteggiamento nei fatti ostile ai sacrosanti diritti dei cittadini albanesi suddetti, assolutamente non giustificabile -: quali iniziative intenda adottare affinche' non siano poste in essere procedure ostruzionistiche nei confronti di cittadini che hanno tutti i diritti definiti dalla legislazione vigente per recarsi nel nostro Paese. (4-00454)
Occorre innanzitutto sottolineare che, in base alla vigente normativa concernente la concessione dei visti d'ingresso in Italia, le Questure non possono autorizzare il rilascio di un visto turistico. Di conseguenza l'"autorizzazione per un visto turistico" citata nel testo dell'interrogazione dovrebbe in realta' consistere nella lettera di garanzia prevista dall'articolo 3, comma 6, della legge 39/90. Con tale dichiarazione, rilasciata in Questura, il privato "garante" assume la responsabilita' in ordine al sostenimento delle spese relative al viaggio, al soggiorno ed al successivo rientro in patria di quei cittadini extracomunitari che siano sprovvisti di mezzi finanziari. L'esibizione di tale lettera consente allo straniero invitato di non incorrere nel provvedimento di respingimento in frontiera, adottabile ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della predetta legge, a carico di quei cittadini extracomunitari che, pur in possesso di regolare visto d'ingresso, risultassero, all'atto del controllo operato dalle autorita' di frontiera, sprovvisti di adeguata disponibilita' economica in relazione alle motivazioni ed alla durata del soggiorno in Italia. Il Ministero degli Affari esteri ed il Ministero dell'interno hanno piu volte chiarito ai propri uffici periferici, per evitare l'insorgere di vane aspettative e di spiacevoli contestazioni, che il rilascio da parte della questura di detta lettera di garanzia non fa sorgere un diritto dell'interessato alla concessione del visto. Tale dichiarazione costituisce infatti soltanto uno degli elementi nel processo di acquisizione dei dati in base al quale viene adottata la decisione, da parte dell'autorita' consolare, di rilasciare i visti d'ingresso. Del resto le questure possono soltanto attestare che la richiesta del garante sia formalmente corretta. Le Rappresentanze all'estero dispongono, dal canto loro, di elementi di valutazione di cui le questure non sono in possesso e possono pertanto eventualmente decidere di non concedere il visto - anche qualora il richiedente fosse in possesso di una lettera di garanzia - allorquando, al di la' della indubbia buona fede del cittadino italiano garante, esaminando la situazione socio-economica dell'interessato, si ritenga che possano non esservi sufficienti garanzie del suo rientro in patria. In merito al caso in questione, occorre innanzitutto considerare la particolare situazione in cui opera la nostra Ambasciata in Tirana. La Cancelleria consolare di detta Rappresentanza e' quotidianamente investita da centinaia di domande di visto provenienti da istituzioni, enti, imprenditori locali, nonche' da privati cittadini, cui essa non sempre puo' dare corso nei tempi che i richiedenti si attendono. Per la maggioranza dei casi le richieste di visto, ad eccezione di quelle per turismo, rivestono carattere di particolare urgenza. La vicinanze con l'Italia e la crescente rilevanza delle relazioni bilaterali impongono di dare la priorita', con la massima sollecitudine possibile, alle richieste di visto per missione, affari, cure mediche, ricongiungimento familiare, lavoro subordinato, attivita' culturali, transito. Il personale addetto alla Cancelleria consolare lavora a pieno ritmo, ben oltre l'orario di lavoro e spesso anche nei giorni festivi, per evadere tali domande, che si sommano all'attivita' consolare vera e propria che sta del resto diventando sempre piu' impegnativa. A questo aggiungasi che, prima di poter rilasciare ogni singolo visto, la Cancelleria Consolare e' tenuta ad effettuare scrupolosi controlli, ai sensi della normativa vigente, che causano ulteriori ritardi. Vi e' inoltre il fenomeno, di vasta portata, della falsificazione dei visti e dei passaporti albanesi da parte della malavita locale che obbliga la Cancelleria consolare ad una enorme prudenza nel rilascio dei visti e ad ulteriori controlli, in collaborazione con le competenti Autorita' albanesi, nel tentativo di arginare il fenomeno. In relazione al caso specifico, l'Ambasciata d'Italia in Tirana non ha a tutt'oggi rilasciato il visto d'ingresso per motivi turistici ai cittadini albanesi Spahiu Fiqirete e Mustafa Fadile in quanto quest'ultimo e' attualmente ricoverato in ospedale. Il signor Fadile soffre infatti di adenoma prostatico ed e' in attesa di un intervento chirurgico. Gli interessati sono in contatto con la Cancelleria consolare, che rilascera' loro il visto appena le condizioni di salute del signor Fadile gli consentiranno di viaggiare. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Trantino.