Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00475 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (PROG.FEDER.) in data 19940516
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: in un piccolo centro dell'Irpinia, situato su un monte di 911 metri di altezza ricchissimo di flora e fauna selvatica, e' in corso di realizzazione un progetto (il C/2613) del Consorzio di Bonifica Valle Ufita che prevederebbe (il condizionale e' d'obbligo visto che e' stata sempre vietata alla Pro loco frigentina, da cui ci arriva questa segnalazione, la visione del progetto stesso) l'immissione delle acque di alcuni corsi percorrenti la costa di una montagna (i valloni) in pozzi rovesci che raggiungano le falde acquifere alimentanti il fondovalle; detto Consorzio dovrebbe avere come funzione la salvaguardia e il riassetto dei territori afferenti al fiume Ufita, mentre in realta' opera da 20 anni sotto gestione commissariale e, a quanto sembra, in maniera poco aderente ai suoi reali scopi; i luoghi in questione sono costituiti da valloni, dove l'accesso e' impedito dalla vegetazione autoctona costituita da una flora tipica di zone umide (pioppi, salici), e da scarpate dove crescono l'olmo campestre, la roverella e il cerro; l'acqua che ristagna sul fondo favorisce naturalmente una vegetazione rigogliosa che caratterizza un ecosistema dove, accanto ad una flora non ancora attaccata da piante infestanti alloctone quali la robinia pseudoacacia e l'ailantus altissima, ampiamente presenti sul territorio comunale, vivono mammiferi rari come il tasso, la puzzola, la faina, uccelli come l'upupa, il rigogolo, il passero solitario, l'usignolo, uccelli rapaci diurni e notturni, rettili come colubri, ramarri e vipere, anfibi come il tritone crestato, raganelle, rospi e rane; la natura geologica del terreno (unita' Lagonegrese costituita da blocchi litoidi di galestro e scisti silicei inglobati nel flysch argilloso, marnoso e calcareo) rappresenta un elemento assai debole di questo ecosistema poiche' la roccia, presentando vari gradi di metamorfismo e scistosita', facilmente viene attaccata dagli agenti atmosferici se non e' idoneamente protetta. Lo sfrato protettivo, in questo caso, e' costituito da un ridotto spessore di humus formatosi in tempi lunghissimi e non facilmente rigenerabile. La sua rimozione porta inevitabilmente allo scoperto una roccia che, dura finche' protetta, si frantuma poi al sole in minutissime scaglie; da un sopralluogo effettuato dalla citata Pro-loco, in data 20 giugno 1993, emerge che dai lavori di intervento del Consorzio summenzionato il territorio interessato risulta sconvolto sotto il profilo paesistico, ecologico e scientifico; l'opera di distruzione delle risorse portera' inevitabilmente alla scomparsa di piante ed animali tipici di queste zone e sicuramente il dilavamento meteorico dara' luogo ad un'erosione inarrestabile -: se non intenda adottare urgenti provvedimenti di sospensione dei lavori e avviare analisi attente del territorio onde evitare lo sconvolgimento di un equilibrio ultramillenario con risultati negativi sia per i terreni a monte che per quelli a valle. (4-00475)
Con riferimento all'interrogazione parlamentare indicata in oggetto concernente il progetto del Consozio di Bonifica Valle Ufita per l'immissione delle acque di alcuni corsi percorrenti la costa di una montagna in pozzi rovesci che raggiungono le falde alimentanti il fondo valle, si fa presente quanto segue. Da notizie assunte presso la Prefettura di Avellino e' risultato che il Consorzio di Bonifica della Valle Ufita di Grottaminarda ha presentato nell'anno 1988 un progetto di sistemazione idrogeologica finalizzato alla salvaguardia ed al riassetto dei territori attraversati dal fiume Ufita, per un importo complessivo di lire 27.440.000.000, approvato dal Vice Commissario Straordinario del comitato tecnico regionale con atto deliberativo n. 177 in data 7.10.1988. L'11 ottobre successivo la sezione di Avellino della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici ha concesso il nulla osta all'esecuzione dei lavori ad eccezione di quelli relativi alla realizzazione di alcuni serbatoi, che non erano stati ne' localizzati ne' quantificati nel progetto. La stessa Soprintendenza ha, nella circostanza, imposto al Consorzio di utilizzare pietra naturale per il rivestimento delle opere in cemento armato e di piantare essenze arboree in prossimita' della predetta opera, procedendo, poi, in data 13.1.1990 al rilascio del nulla osta anche per la realizzazione dei menzionati serbatoi. Dopo il rilascio da parte del comune di Frigento della concessione edilizia, la comunita' Montana dell'Ufita di Ariano Irpino ha autorizzato l'esecuzione dei lavori imponendo, nel contempo, una serie di prescrizioni quali la realizzazione delle opere conformemente al progetto esecutivo redatto dall'INFRASUD (Gruppo IRI-ITALSTAT) nel maggio 1989, la limitazione dei movimenti di terra ed il riparto degli stessi in zone preventivamente autorizzate, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 915/82, evitando il ricarico nelle vicinanze delle opere esistenti ed infine l'adozione di accorgimenti tecnici al fine di evitare che il sottosuolo potesse risentire dello scorrimento delle acque meteoriche di superficie. Il Consorzio, autore del progetto in questione, ha quindi ottenuto nel giugno '90 il rilascio da parte del comune di Frigento del certificato attestante il rispetto degli strumenti urbanistici vigenti; nel marzo 1991 il nulla osta del Genio Civile, ed infine con delibera n. 1728 della Giunta provinciale del 9.6.91, l'autorizzazione per ricercare acqua sotterranea in agro del comune di Frigento. Infine il Consiglio comunale di Frigento ha invitato, con atto deliberativo n. 11 del 20.3.1993, il Consorzio di Bonifica della Valle Ufita a sospendere i lavori in atto ravvisando uno sconvolgimento ambientale derivante dal taglio di numerose piante di alto fusto e dall'impiego di cemento, oltre un inquinamento ed un depauperamento delle falde freatiche conseguenti alla realizzazione di profondi pozzi drenanti che hanno determinato seri danni alle aziende agricole del luogo. La Prefettura ha riferito altresi' che gli Organi di Polizia hanno comunicato i fatti esposti per le valutazioni di competenza alla Procura della RepubbIica di S. Angelo dei Lombardi contestualmente agli accertamenti svolti. Questo Ministero seguira' l'iter giudiziario al fine di valutare la sussistenza o meno degli estremi per la costituzione di parte civile ovvero per promuovere azione di risarcimento del danno ambientale. Il Ministro dell'ambiente: Baratta.