Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00444 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940516
Ai Ministri dell'interno, per i beni culturali ed ambientali e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: gia' sull'argomento di cui al presente atto ispettivo - appalto da parte del comune di Picerno di Potenza di lavori di restauro e recupero della Torre Preromanica e del complesso difensivo angioino-aragonese e' stata prodotta interrogazione n. 4-03759 del 22 luglio 1992, relativa ad inquietanti aspetti gestionali nella esecuzione dei lavori stessi, ivi compreso l'ingresso in campo dell'impresa ORION, coinvolta nella tristemente nota "Tangentopoli"; la sconcertante vicenda si sviluppa come segue: il bando e' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 1991 ponendo come condizione di accettazione che la richiesta di invito arrivi entro il giorno 15 luglio 1991, ore 12 per raccomandata postale; l'invito a gara e' spedito dal Comune il 20 agosto 1991, chiaramente in piena vacanza estiva, con evidente difficolta' per le imprese non a conoscenza dell'imminente invio dell'invito a gara, di reperire consulenti, progettisti e disporre del personale gia' in ferie per la redazione del progetto migliorativo: come e' noto le imprese edili normalmente hanno le ferie dalla seconda alla quarta settimana di agosto; il termine per la presentazione del Progetto e' il 23 settembre 1991 con l'aggravio che per il solo ritiro degli elaborati "bisognava effettuare un pagamento della somma di lire 8 milioni da effettuarsi con le modalita' reperibili presso l'Ente. La documentazione poteva essere ritirata entro tre giorni dalla richiesta, accompagnata dalla ricevuta del suddetto versamento."; la "Commissione giudicatrice" era cosi' composta: a) Presidente, dottor Antonio Barbarito, insegnante e sindaco; b) componente dottor Maurizio Lombardo, segretario comunale; c) componente ingegner Leonardo Zaccagnino, responsabile dell'Ufficio tecnico (unico e giovane ingegnere per giunta assoggettabile ai voleri dell'amministrazione in quanto dipendente); componente architetto Daniela Marchese; componente architetto Nicola Colucci, progettista (e, valutato il tempo dedicato all'analisi dei tre progetti esaminati, cioe' quello dell'amministrazione, del consorzio ravennate e dell'ATI Falcicchio-Pompa, bisogna solo dedurne che i membri della Commissione erano evidentemente dotati di qualita' superiori); la gara inizia dopo ben 73 giorni dalla consegna dei progetti, ossia il giorno 6 dicembre 1991 con la relativa chiusura degli otto verbali con pareri, in data 9 gennaio 1992; nei verbali mancano i necessari e dovuti giudizi parziali per ogni argomento esaminato e confrontato, rimandando il giudizio definitivo ad una valutazione una tantum finale, contenuta nel verbale n. 7; i commenti sono superflui dato che si deve ricordare che per preciso dovere e per questo tipo di gara, la commissione esaminatrice, doveva esprimere dettagliatamente, per ogni offerta, le valutazioni e considerazioni specifiche a ciascuna di esse relative; l'amministrazione, contrariamente a quanto previsto nell'invito a gara pagina 12, rigo 35 che impone di comunicare entro 10 giorni dalla gara, l'esito della stessa alla seconda classificata non l'ha mai fatto, anzi quando il segretario comunale, interpellato casualmente per telefono ammise che la gara era conclusa, non volle rivelare subito l'esito della stessa e solo dopo insistenza si apprese il 20 gennaio 1992 che la gara era stata aggiudicata al consorzio ravennate. Ovviamente la pubblicazione della gara su quotidiani e Gazzetta e' stata fatta dopo molti giorni: il 1^ febbraio 1992 e 14 febbraio 1992; la delibera di aggiudicazione venne approvata dopo solo 2 giorni dall'ultima seduta della commissione esaminatrice, e cioe' l'11 gennaio 1992 senza il visto preventivo e senza parere del CTR e dopo solo 18 giorni, venne fatta l'"urgentissima" consegna dei lavori in data 29 gennaio 1992, senza apparente giustificazione visto l'inutile tempo fatto trascorrere (i citati 73 giorni) tra la data della presentazione e la data di inizio della valutazione dei progetti. Tanto meno giustificata l'urgenza, in quanto trattasi di una zona e di un periodo, il mese di febbraio, in cui, come e' noto, i cantieri sono tutti chiusi per problemi meteorologici, anche se forse la consegna dei lavori e' servita solo per meglio contrastare un eventuale, urgentissimo ricorso al TAR, con richiesta di sospensiva dell'affidamento dei lavori da parte dell'altra impresa concorrente. Difatti i lavori materialmente non sono iniziati subito ma dopo diverso tempo e precisamente dopo piu' di due mesi, agli inizi del mese di aprile, cioe' quando al consorzio ravennate, letto il ricorso al TAR del secondo classificato, si sono resi conto delle difficolta' future e della pericolosita' della cosa -: se avuto riguardo a tutto quanto precede non si ritenga necessario, opportuno, urgente - essendosi ad opinione dell'interrogante - dinanzi ad inquietanti particolari nelle procedure di appalto, (e cio' a parte il merito delle valutazioni compiute, laddove si evidenzia che la scelta dell'impresa vincitrice ha privilegiato il progetto peggiore, ad opinione non solo dell'interrogante) effettuare e far effettuare tutti gli accertamenti e controlli del caso, sino alla sospensione dell'ulteriore corso del sospetto affidamento, da parte del prefetto e della Procura della Repubblica, secondo le rispettive competenze. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-04309 del 4 agosto 1992. (4-00444)