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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00445 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940516

Ai Ministri dell'interno, per i beni culturali ed ambientali, di grazia e giustizia e del lavoro e previdenza sociale. - Per conoscere - premesso che gia' sull'argomento - appalto da parte del comune di Picerno di Potenza di restauro e recupero della Torre preromanica e del complesso difensivo angioino-aragonese - sono state prodotte, senza ricevere alcura risposta, le interrogazioni n. 4-03759 del 22 luglio 1992 e n. 4-04309 del 4 agosto 1992, relative ad inquietanti aspetti nel conferimento dell'appalto e nella sua esecuzione; avuto riguardo al contenuto di tali atti ispettivi giova evidenziare ancora altri aspetti dell'assurda vicenda e cioe' che il Consorzio Ravennate, nonostante quanto precedentemente riferito, non ha trovato di meglio che affidare l'esecuzione materiale dei lavori all'Impresa Clemente Giuseppe di Lucera (Foggia): una modestissima impresa artigiana per niente qualificata, che alla men peggio e senza l'ausilio di mezzi, con 3 o 4 operai e' andata avanti "facendo finta" di lavorare, eseguendo di fatto pochissime opere, quali la demolizione di divisori interni a Palazzo Scarilli ed una parte di scavo al fianco della Torre preromanica, fin quando un sopralluogo dell'Ispettorato del lavoro di Potenza, effettuato a fine giugno 1992 li ha bloccati verbalizzando il tutto, rilevando gravissime inadempienze e che non vi era contratto di regolare subappalto tra questa impresa e quella appaltatrice Consorzio Ravennate; la dichiarazione del Consorzio di presa visione dei luoghi appare falsa. Infatti i locali non sono stati visitati da rappresentanti del Consorzio Ravennate nei periodi previsti per la gara d'appalto, in quanto gli stessi erano in consegna all'Impresa Figliuolo Vito di Picerno (Potenza), esecutrice dei saggi preliminari, per conto dell'amministrazione comunale di Picerno, sulla Torre preromanica, Palazzo Scarilli e relativa galleria d'accesso. Detta impresa ha asserito piu' volte che le uniche chiavi per accedere ai locali erano in suo possesso, come dimostra il fatto che il giorno 29 gennaio 1992 sono andati due vigili urbani del comune di Picerno a ritirarle per poter effettuare la consegna dei lavori. Tutto cio' e' stato asserito in varie riprese dallo stesso Vito Figliuolo, a terzi; dalla conoscenza dell'esito della gara, e' stato possibile visionare il progetto del consorzio solo in data 3 marzo 1992, in quanto vi e' stato da parte dell'amministrazione nei confronti della potenziale ricorrente, l'A.T.I. Falcicchio-Pompa, un evidente e quanto mai sospetto ostruzionismo non tenendo affatto conto dei propri doveri e dei ripetuti solleciti, rifiutandosi alla fine di fornire una copia ed invitando l'A.T.I. a visionarli in loco, contravvenendo ancora una volta alla legge, ledendo ancora una volta i diritti delle imprese partecipanti, aggravandone ancora di piu' gli oneri di partecipazione; con questo sciocco gesto "difensivo", l'amministrazione ha evitato di mettere in circolazione una sicura prova di eventuali irregolarita' e/o omissioni operate in sede di gara. Infatti le uniche prove certe erano i grafici controfirmati dai membri della Commissione e sarebbe stato interessante quanto mai ed utile allegare al ricorso stante le loro evidentissime carenze; invece - guarda un po'!... - qualche giorno prima della sentenza da parte del TAR Basilicata, sugli argomenti addotti nel ricorso presentato dall'A.T.I., un incendio appiccato da ignoti (?) faceva sparire tracce dei progetti presentati in gara. Questo evento - e' bene esprimere a questo punto tutti i dubbi - potrebbe anche aver offerto la possibilita' di eventuale modifica dopo gara dell'incriminato vittorioso progetto del Consorzio Ravennate, e questa sarebbe cosa veramente gravissima ed inaudita; non risulta, infatti, che l'amministrazione abbia chiesto con urgenza dopo l'incendio una nuova copia dei progetti a tutte le imprese concorrenti, evitando cosi' una probabile manomissione degli stessi, e che li abbia fatti rivedere alla Commissione Esaminatrice, per stabilire se le copie nuove fornite dei progetti fossero identiche a quelle valutate in gara; e' inutile parlare degli articoli apparsi sui giornali dopo l'incendio che avrebbe bruciato - ma guarda! - i progetti ed il giorno prima della sentenza del TAR Basilicata! Ma il fatto evidente e' che, una volta che il TAR Basilicata rigetto' la sospensiva dell'affidamento dei lavori al Consorzio Ravennate, e' cessato l'allarme... Inoltre non e' ancora chiaro il motivo, o meglio lo e' molto, dell'urgenza con la quale l'amministrazione, nonostante fosse a conoscenza che incombevano ricorsi, ha effettuato la consegna dei lavori sotto riserva di legge in data 29 gennaio 1992, a soli 18 giorni dal verbale di deliberazione della giunta comunale con il quale si aggiudicavano i lavori al Consorzio Ravennate, forse senza aspettare nemmeno il certificato antimafia da parte della competente Prefettura, e poi si sia disinteressata completamente del fatto che il cantiere rimase inattivo o meglio non fosse mai realmente avviato per lunghissimo tempo. Infatti i lavori sono iniziati come gia' detto, dopo due mesi e quindi molto tempo dopo della consegna e solo pochi giorni prima della sentenza del TAR del 29 aprile 1992: lavori eseguiti solo per far vedere che si lavorava e qualcosa pur si faceva, ed affidati alla citata impresa Clemente Giuseppe di Lucera. Tale impresa artigiana, tra l'altro di modesta levatura tecnica ed organizzativa, non era legalizzata per l'esecuzione dei lavori da nessun subappalto ufficiale e/o contratto di lavoro con il Consorzio Ravennate. Del resto questo stato di cose e' stato certamente rilevato dal competente ispettorato del lavoro locale, che ha effettuato accertamenti sui lavori e verbalizzato il tutto evidenziando cosi' la configurazione dei gravi reati in materia di appalti e subappalti e quindi di reati ascrivibili alla legge sul divieto di intermediazione di mano d'opera, che prevede tra l'altro, oltre a condanne penali, la rescissione con effetto immediato del contratto ai sensi della legge 55/90. Sarebbe un episodio gravissimo, qualora non vi fosse piu' agli atti del competente ispettorato del lavoro tale verbale... -: cosa consti ai dicasteri di cui al presente atto in ordine a quanto in premessa e quali iniziative abbiano assunto agli organi di polizia, la magistratura, il prefetto di Potenza, l'Ispettorato del lavoro, per individuare, colpire e fermare le evidentissime gravissime irregolarita' commesse dall'amministrazione comunale di Picerno e da quanti altri, dimentichi dei loro doveri rispetto agli interessi pubblici generali ma sensibili invece a quelli privati e particolari... Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-50001 del 15 settembre 1992. (4-00445)

 
Cronologia
mercoledì 11 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Berlusconi scioglie positivamente la riserva e forma il suo primo Ministero composto da Forza Italia (FI), Lega Nord (LN), Alleanza Nazionale (AN), Centro Cristiano Democratico (CDD).

lunedì 16 maggio
  • Politica, cultura e società
    La corte d'assise d'appello di Bologna condanna all'ergastolo per la strage alla stazione di Bologna del 1980: Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco. Licio Gelli è condannato a 10 anni per calunnia pluriaggravata da finalità di terrorismo.

martedì 17 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Tabladini (LN), Maceratini (AN-MSI), La Loggia (FI) e Palombi (CCD) è approvata con 159 voti favorevoli e 153 contrari.