Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00738 presentata da D'ALEMA MASSIMO (PROG.FEDER.) in data 19940519
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle finanze e per le politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: la legge 427/93, di conversione del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, ha, tra le altre misure, soppresso le agevolazioni sulla benzina agricola, aumentandone il costo in maniera proibitiva; tale aumento penalizza in modo esoso gli operatori del settore agricolo ed in particolare i piccoli coltivatori che per l'ampiezza della loro impresa usano mezzi di piccole dimensioni, alimentati unicamente a benzina (in provincia di Lecce su 51.434 macchine agricole a carburante agevolato ben 39.643 - pari al 77 per cento - sono condotte a benzina); tale disposizione incide su un settore in enormi difficolta', anche a causa di altri provvedimenti che di fatto scoraggiano la piccola proprieta' contadina, come l'aumento dei contributi agricoli unificati; tutto cio' ha determinato una protesta diffusa dei produttori agricoli e delle associazioni di categoria, recepita - tra l'altro - in ordini del giorno di numerosi Consigli Comunali -: quali iniziative intende adottare il Governo dinnanzi a tale situazione e se non ritiene di dover ripristinare il prezzo agevolato con l'applicazione di una aliquota ridotta sul costo della benzina agricola. (4-00738)
Come e' noto la legge 29 ottobre 1993, n. 427, di conversione del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, ha, tra le altre misure, soppresso le agevolazioni relative alla cosiddetta "benzina agricola". A tale riguardo va precisato che nella tabella A, allegata al decreto-legge citato, al punto 6, il Governo aveva previsto la agevolazione per i prodotti petroliferi (compresa la benzina) impiegati in lavori agricoli, orticoli, nella silvicultura e piscicoltura di acqua dolce, fissando l'aliquota nella misura del 20 per cento di quella normale. In sede di conversione del predetto decreto-legge il Parlamento, nell'ambito della propria potesta' legislativa, stabili' un ampliamento della agevolazione per il gasolio e per l'olio combustibile (l'aliquota fu fissata nella misura del 10 per cento di quella normale) e conseguentemente la soppressione della agevolazione per la "benzina agricola" onde finanziare tale minore entrata. Alla base di tale scelta legislativa fu posta la considerazione secondo la quale al settore agricolo avrebbe giovato maggiormente una consistente agevolazione sul consumo di gasolio piuttosto che una agevolazione sull'uso della benzina. Cio' sulla scorta di dati statistici che indicavano all'interno del mondo agricolo nazionale un consumo di benzina pari a circa 140.000 tonnellate annue (combustibile adoperato quasi esclusivamente per l'utilizzo di macchine di limitata potenza quali motocoltivatori, motozappe etc.) ed un consumo di gasolio pari ad oltre 2.000.000 di tonnellate annue. Tanto premesso, va rilevato che, effettivamente, nel nostro paese sono numerosi i piccoli agricoltori che si avvalgono di mezzi meccanici di piccole dimensioni alimentati a benzina. Alla luce di tale considerazione il Governo sta valutando la possibilita' di reintrodurre la agevolazione tributaria in parola. Naturalmente, tale obiettivo potra' essere realizzato solo dopo avere reperito la necessaria copertura finanziaria, non essendo, allo stato, possibile pensare di ampliare ulteriormente il deficit di bilancio. E', infatti, preminente scopo dell'attuale esecutivo il conseguimento del riordino della finanza pubblica. Il Ministro delle finanze: Tremonti.