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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00711 presentata da GERBAUDO GIOVENALE (PART.POP.ITAL.) in data 19940519

Al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso: che su giornali e riviste a grande diffusione compaiono frequenti annunci che pubblicizzano la vendita di piante micorrizate per la coltivazione dei tartufi; che dette piantine vengono proposte a prezzi notevolmente alti senza specificare se la eventuale micorrizazione e' avvenuta con le spore del tartufo bianco (Tuber magnatum), del tartufo nero (Tuber melano-sporum), del tartufo violetto (Tuber brumale) o del tartufo delle sabbie (Terfezia leonis - Terfezia clavieryi); che le varie ditte proponenti la vendita allettano i potenziali clienti con l'ottimistica prospettiva di ottenere, con la coltivazione dei tartufi, notevoli risultati economici -: a) quali siano le condizioni agronomiche ed ambientali che consentono di ottenere la produzione di tartufi con la messa a dimora di piante micorrizate; b) quali risultati si siano ottenuti, in via sperimentale, nelle coltivazioni del Tuber magnatum e delle altre specie; c) quali siano gli enti che, allo scopo di evitare abusi e truffe, possono certificare l'avvenuta micorrizazione delle piante offerte in vendita e fornire l'assistenza tecnico-scientifica a quanti intendono intraprendere l'attivita' di coltivatori di tartufi. (4-00711)

Va innanzitutto precisato che, allo stato attuale, non puo' parlarsi di vera e propria coltivazione di tartufi, in quanto la sperimentazione, pure avviata da circa una ventina d'anni, non ha ancora risolto tutti i problemi connessi a questo tipo di attivita'. Deve peraltro considerarsi che la messa a dimora di essenze legnose micorrizate (tiglio, quercia, nocciolo, carpino, salice, pioppo, leccio e pino tra le piu' idonee) e' stata finora effettuata in terreni di collina e media montagna, per cui va valutata positivamente la possibilita' di sfruttare aree marginali, che molto probabilmente rimarrebbero abbandonate per mancanza di prospettive di reddito. Tutto cio' premesso, sulla base dei risultati finora ottenuti e ritenuti comunque incoraggianti, si possono fornire indicazioni in merito all'impianto di "tartufaie artificiali", distinguendo tra Tartufo nero (Tuber melanosporum) e Tartufo bianco (Tuber magnatum). Il terreno per l'impianto della tartufaia deve essere idoneo allo sviluppo della specie legnosa che si intende utilizzare come pianta simbionte del micelio del tartufo, e pertanto si deve piu' correttamente parlare di terreni idonei ad un'opera di rimboschimento con piante micorrizate. L'area scelta deve tuttavia avere caratteristiche geografiche, topografiche e climatiche assai simili a quelle degli ambienti naturali in cui il tartufo si sviluppa autonomamente. Per il tartufo nero - piu' facilmente coltivabile - sono indicati terreni calcarei, brecciosi, sciolti, con elevato tenore di argilla, poveri di humus e preferibilmente con presenza di sali ferrosi. Sono inoltre considerate condizioni ottimali una altitudine compresa tra i 400 e i 1000 metri s.l.m., esposizione a Mezzogiorno e piovosita' media annua di circa 1000 mm., mentre le specie arboree piu' indicate sono la quercia ed il nocciolo. Zone vocate sono state individuate in Umbria, Marche, Monti Irpini, Piemonte, Veneto e Lombardia. Per il tartufo bianco - piu' pregiato ma piu' difficile da ottenere - sono indicati terreni marmoso-argillosi o marmoso-calcarei, situati ad un'altitudine compresa tra i 400 e i 1000 metri s.l.m. e con una piovosita' media annua di circa 900-1300 mm.. Le specie arboree consigliate sono il tiglio, la quercia, il nocciolo, il salice e il pioppo, e zone vocate sono state individuate in Piemonte, Marche, Toscana e Romagna. Va peraltro precisato che, una volta soddisfatte tutte le condizioni agronomiche ed ambientali, i risultati non sono comunque immediatamente riscontrabili; si parla infatti di periodi che vanno, dopo la messa a dimora delle piantine micorrizate, dai 4/5 anni per il nocciolo con tartufo nero fino ai 15 anni per alcune tartufaie impiantate con quercia e tartufo bianco. Il settore dei tartufi e' regolamentato dalla legge 16 dicembre 1985, n. 752, recante "Normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo" che tra l'altro prevede, all'articolo 3, il divieto di raccolta libera dei tartufi coltivati. I coltivatori di tartufi sono a tal fine tenuti a segnalare la tartufaia mediante appositi cartelli ed a notificare l'esistenza dell'impianto ai competenti uffici regionali. La legge citata individua alcune istituzioni riconosciute idonee all'accertamento delle specie di tartufo: centro sperimentale di tartuficoltura di Sant'Angelo in Vado, del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, centro per lo studio della micologia del terreno del C.N.R. di Torino, laboratori specializzati delle facolta' di agraria e di scienze naturali. Non esistono attualmente organismi istituzionalmente riconosciuti per certificare l'avvenuta micorrizazione delle piantine; gli istituti sopracitati possono comunque, ove richiesti, verificare l'avvenuta micorrizazione. Il Ministro per le risorse agricole, alimentari e forestali: Poli Bortone.



 
Cronologia
martedì 17 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Tabladini (LN), Maceratini (AN-MSI), La Loggia (FI) e Palombi (CCD) è approvata con 159 voti favorevoli e 153 contrari.

giovedì 19 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Petrini (LN), Della Valle (FI), Valensise (AN-MSI) e Giovanardi (CCD) è approvata con 366 voti favorevoli e 245 contrari.

sabato 21 maggio
  • Politica, cultura e società
    La procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio di Giulio Andreotti per associazione mafiosa. Muore Giovanni Goria, già Presidente del Consiglio e più volte ministro.