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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00025 presentata da SALES ISAIA (PROG.FEDER.) in data 19940519

Per sapere - premesso che: in base alla decisione del Governo di avviare il processo di privatizzazione del ramo tessile dell'Eni, venne stipulato un accordo tra lo stesso e le organizzazioni sindacali di categoria che prevedeva: il processo di privatizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali, con sedi ad Angri, Nocera Inferiore e Salerno; il rilancio delle MCM e dei suoi marchi sui mercati; l'avvio di una politica industriale idonea all'attuazione dei punti esposti allo scopo di salvaguardare l'occupazione dei 3 stabilimenti; un piano di investimenti per potenziare e ammodernare i macchinari e le tecnologie degli stessi; che il processo di privatizzazione delle MCM si fondava su alcuni presupposti fondamentali, quali: a) la costituzione da parte di TERFIN (societa' dell'ENI preposta a questa operazione) di due societa', Manifatture Cotone Mezzogiorno s.r.l., con stabilimenti ad Angri e Salerno, e Gruppo Tessile Salernitano, con sede a Nocera Inferiore; b) l'individuazione di un partner per ognuna delle due societa' alle quali - costituite le S.p.A. - cedere inizialmente il 49 per cento del pacchetto azionario col mantenimento del 51 per cento a TERFIN per tre anni, a partire dalla data di cessione del 49 per cento che doveva avvenire contemporaneamente per le due societa'; i partner privati individuati da TERFIN erano il gruppo Polli-Legler per il GTS e il gruppo Imatessile-CGA per le MCM (l'imprenditore Lettieri); che l'accordo con il gruppo Polli-Legler non e' mai stato varato per le difficolta' finanziarie del gruppo stesso; che l'accordo con il gruppo Imatessile-CGA (oggi Imatessile) e' saltato perche' il partner scelto non e' stato in grado di ottemperare agli impegni assunti, dopo una fase di gestione temporanea, e dopo aver sprecato alcune decine di miliardi; che i lavoratori dell'ex M.C.M e i loro sindacati hanno accettato le condizioni della privatizzazione, che pure sono costate loro numerosi sacrifici -: quali sono state le procedure adottate dall'Eni per la ricerca dei partner privati e quali indagini sono state eseguite per verificare l'affidabilita' e la consistenza patrimoniale dei due partner che si sono poi dimostrati entrambi inaffidabili sul terreno finanziario e imprenditoriale; se non si ritiene opportuno, superati di fatto gli accordi di privatizzazione con i due gruppi, che l'ENI, pur procedendo sulla strada delle privatizzazioni, rilanci la gestione dei tre stabilimenti in combinazione con il loro risanamento onde evitarne la chiusura e il deperimento degli impianti e dei macchinari, utilizzando a tal fine i fondi cospicui ancora a disposizione, cosi' da rendere appetibili sul mercato il marchio, gli impianti e gli stabilimenti; se non si ritiene opportuno, visto che in funzione dei precedenti accordi di privatizzazione con i gruppi Polli-Legler e Imatessile si e' proceduto alla novazione del rapporto di lavoro, ritenere cio' superato dalla mancata attuazione degli accordi sindacali e di privatizzazione sopra menzionati; se non si ritiene di rimuovere i dirigenti dell'Eni e delle TERFIN che non sono stati capaci di portare avanti una tale privatizzazione, scegliendo partner inaffidabili e avendo ridotto, nel corso degli anni, un grande gruppo industriale, con un marchio conosciutissimo, come le M.C.M., ad una tale situazione di precarieta'; se non si ritiene opportuno convocare immediatamente un incontro, alla luce delle varie richieste sindacali e delle varie manifestazioni tenute dai lavoratori (non ultima la marcia di 30 km. del 3 maggio u.s.) presso la Presidenza del Consiglio che veda la presenza delle OO.SS., dell'amministratore delegato dell'Eni, del Ministro del lavoro e del Ministro dell'industria. (5-00025)

 
Cronologia
martedì 17 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Tabladini (LN), Maceratini (AN-MSI), La Loggia (FI) e Palombi (CCD) è approvata con 159 voti favorevoli e 153 contrari.

giovedì 19 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Petrini (LN), Della Valle (FI), Valensise (AN-MSI) e Giovanardi (CCD) è approvata con 366 voti favorevoli e 245 contrari.

sabato 21 maggio
  • Politica, cultura e società
    La procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio di Giulio Andreotti per associazione mafiosa. Muore Giovanni Goria, già Presidente del Consiglio e più volte ministro.