Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00733 presentata da INNOCENTI RENZO (PROG.FEDER.) in data 19940519
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dei trasporti e navigazione e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: ormai da piu' di cinque anni la maggior parte delle imprese italiane costruttrici di materiale rotabile ferroviario attraversa un gravissimo periodo di crisi, dovuto al sostanziale blocco delle commesse da parte delle ferrovie dello Stato: varie di queste situazioni di crisi stanno ormai divenendo irreversibili, minacciandosi con cio' conseguenze sociali ed occupazionali di estrema gravita'; il piano di risanamento e sviluppo varato dalle ferrovie dello Stato fin dal 1988 prevedeva la costruzione di mezzi rotabili ferroviari per un importo di circa 13 mila miliardi, da attuarsi in due fasi; a tutt'oggi, pero', risulta affidata solo una parte delle commesse della prima fase, per un importo di circa 3000 miliardi, mentre per il restante non si conosce - almeno ufficialmente - quali siano le decisioni delle ferrovie dello Stato visto anche il continuo modificarsi del programma a suo tempo indicato; e' pertanto indispensabile che da parte delle ferrovie dello Stato vengano definiti al piu' presto programmi ufficiali e tempi di realizzazione tali da assicurare certezza; nel frattempo, in codesta carenza di commissioni, tutte le imprese del settore, che giungevano ad occupare circa 13 mila addetti, hanno ridotto progressivamente i propri dipendenti, ed alcune hanno dovuto addirittura cessare la propria attivita'; oggi, gli addetti a questo settore si sono ridotti a meno di 9 mila unita', delle quali circa 3 mila hanno dovuto, nel 1993, fare ricorso al sistema delle integrazioni salariali per oltre 5 milioni di ore, mentre circa 500 sono state messe in mobilita'; si profila il rischio che, ove la situazione non venga tempestivamente sbloccata in tutte le sedi competenti, entro il 1994 la crisi giunga a tal punto, che numerose imprese siano costrette a ridurre, o forse cessare totalmente la propria attivita'; ovvia sarebbe la grave conseguenza data anche dalla dispersione di manodopera altamente qualificata, che sarebbe poi molto difficile da recuperare: il che comporterebbe pesanti oneri, oltre che sul piano umano e sociale, anche e comprensibilmente su quello della finanza pubblica; questa crisi si manifesta proprio nel momento in cui l'industria ferroviaria italiana, con l'integrale liberalizzazione degli scambi all'interno della CEE, e' chiamata a confrontarsi con le altre imprese europee del medesimo settore: imprese che, pero', a differenza di quelle italiane, gia' si trovano a beneficiare di un assai consistente carico di lavoro a seguito dell'assegnazione di commesse pluriennali, fino ad oltre il 2000, da parte delle rispettive reti e dei committenti pubblici nazionali: i quali, in tal modo, hanno saputo salvaguardare l'attivita' delle proprie industrie e l'occupazione dei propri lavoratori; le organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL hanno chiesto al Governo il varo di un decreto-legge in base a quanto previsto dall'articolo 4 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, per consentire la deroga al ricorso a gare internazionali vista la disparita' sul piano concorrenziale che si e' venuta a creare per l'industria italiana nel settore -: quali provvedimenti intendano adottare, atti a superare, prima che la crisi diventi per tutti irreversibile, l'attuale situazione di blocco delle commesse ferroviarie, evitando discriminazioni tra le imprese interessate ed adottando finalmente tutte le misure per consentire di riorganizzare l'intero settore del materiale ferroviario senza procurare cadute produttive e tecnologiche e conseguenti cali occupazionali. (4-00733)