Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00763 presentata da WIDMANN HANS (MISTO) in data 19940520
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso: il contenuto di una lettera scritta al Corriere della Sera dal signor Antonio Piscedda, detenuto nel carcere Le Vallette di Torino, nella quale - tra l'altro - e' riportato quanto segue: "La normale capacita' del carcere e' di 700 posti. Attualmente siamo 1.900! I primi 20 giorni sono stato letteralmente buttato in una cella, senza branda, senza lenzuola, senza servizi igienici con la sola dotazione di un pezzo di gomma piuma puzzolente e una coperta sudicia. Una cella 4%2, con luce sempre accesa, in compagnia di altri 3 extracomunitari del Marocco. A me ando' bene, che non mi bastonarono all'ingresso e durante l'umiliante ed inumana perquisizione. Per quei poveri diavoli di nordafricani era un trattamento quasi obbligato. Per i primi 2 giorni si scordarono anche di darci da mangiare, e bisognava fare i bisogni dentro le bottiglie di plastica, perche' gli agenti non sentivano ragione di mandarci al bagno. Credo che ci sia il 10 per cento dei detenuti con la scabbia e la tubercolosi. Sono stato fortunato; dopo 20 giorni mi mandarono in una cella assieme ad un altro, che per farlo stare tranquillo, per ben 4 volte al giorno gli davano ben 50 gocce di un potente sonnifero. Questo ragazzo e' un vero zombi. Nessun diritto esiste piu' e tutto, perche' dicono, e' emergenza nazionale, ma io voglio pagare il mio debito con gli anni di carcere non con la mia vita, o con una terribile malattia" -: se sia a conoscenza di quanto sopra riportato; se non ritenga opportuno un immediato accertamento sulla reale situazione esistente nel carcere Le Vallette di Torino, in particolare e nelle altre grandi carceri del resto della penisola in generale. L'attenzione andra' rivolta specialmente all'aspetto igienico-sanitario delle predette strutture, senza trascurare poi la connessa problematica sociale e umana. In conclusione l'interrogante gradirebbe ricevere un'esposizione, la piu' ampia possibile, sullo stato attuale della popolazione carceraria, divisa per sesso, nazionalita', soggetti titolari di condanne definitive e soggetti in attesa di giudizio, detenuti infermi, eccetera, nonche' sul rapporto detenuti-guardie carcerarie e sull'aumento - qualora esistente - della criminalita' ai diversi livelli. (4-00763)
Con riferimento alla interrogazione indicata in oggetto, si comunica quanto segue. Le problematiche, connesse allo stato di sovraffollamento esistente presso l'istituto Le Vallette di Torino, sono comuni alla maggior parte degli istituti di pena italiani, tanto che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, nell'intento di ripartire nel modo piu' equo possibile i disagi lamentati, provvede ad accogliere - nei casi di comprovata necessita' e nei limiti - le numerose richieste di sfollamento. Lo stesso Dipartimento ha infatti emesso diversi provvedimenti di trasferimento, anche per l'istituto di Torino "Le Vallette" dove, a parere del competente Provveditore regionale - che in data 25 luglio u.s. ha redatto una relazione sullo stato di affollamento della struttura -, la situazione e' migliorata giacche', con circa 500 detenuti in meno, sia le condizioni di vivibilita', sia lo svolgimento delle varie attivita' all'interno del carcere, non presentano piu' i drammatici problemi in precedenza evidenziati. Tra le cause del miglioramento vanno ricordati il completamento dei trasferimenti disposti sia dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria sia dal Provveditorato regionale, e l'incremento del numero delle scarcerazioni. E' stato inoltre istituito presso la Casa Circondariale di Torino "Le Nuove" un apposito reparto per far fronte al sovraffollamento dell'istituto penitenziario Le Vallette. Alla data del 31 dicembre 1994 pertanto, a fronte di una capienza pari a 806 posti letto, erano presenti 1.486 detenuti rispetto ai circa 1.900 in precedenza reclusi nelle strutture. Sempre alla stessa data prestavano servizio presso l'istituto 832 appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria del ruolo maschile e femminile. Per completezza di informazione si aggiunge che nel corso dello scorso anno sono state disposte - a favore dell'istituto di Torino, forniture di casermaggio vario (coperte, lastre di guanciali ecc.) dai magazzini dell'amministrazione - secondo il fabbisogno segnalato, ed e' stato autorizzato l'acquisto di materiale - letti, mobilio vario, lenzuola, lastre, materassi - nelle quantita' indicate dalla Direzione stessa. Inoltre, mentre per l'esercizio finanziario 1994 sono stati assegnati al competente Provveditorato regionale di Torino, in rapporto alle esigenze degli Istituti da esso dipendenti, fondi sul cap. 2088 (Mantenimento trasporto detenuti) per un importo totale pari a L. 13.258.000.000 per l'esercizio in corso lo stanziamento sullo stesso capitolo e' stato elevato a L. 19.500.000.000. Per quanto concerne poi la situazione numerica dei detenuti ed internati negli istituti di pena italiani, si segnala che alla data del 31 dicembre 1994, a fronte di una disponibilita' ricettiva totale di circa 35 mila postiletto, erano presenti 51.165 detenuti di cui 48.854 uomini e 2.311 donne. I detenuti imputati (in attesa di primo giudizio, appellanti e/o ricorrenti) erano n. 23.439, mentre quelli per i quali e' stata pronunciata una condanna definitiva erano 27.726. Si informa, infine, che il detenuto Piscedda Antonio, citato nell'interrogazione, imputato in attesa di primo giudizio per i reati previsti agli articoli 73 e 80 del testo unico 309/1990 ed all'articolo 416-bis C.P., e' stato ristretto nella Casa Circondariale di Torino dal 29 marzo al 26 maggio 1994, data in cui ha fatto ingresso presso la Casa di Reclusione di Massa, a seguito di provvedimento di trasferimento. Il Ministro di grazia e giustizia: Mancuso.