Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00818 presentata da BOGHETTA UGO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940525
Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: la SIP vanta notevoli crediti per servizi mai pagati da parte di enti pubblici e privati; alla data del 31 ottobre 1992, tali crediti hanno raggiunto preoccupanti dimensioni; in particolare a Roma tali crediti avrebbero raggiunto la notevole cifra di 250 miliardi di lire dei quali 150 miliardi per la trasmissione dati dei settori pubblici e privati, utenze degli enti pubblici, e 100 miliardi per i crediti in sofferenza delle utenze private cessate per morosita'; si ritiene superfluo sottolineare come tali rilevanti importi incidano pesantemente sul bilancio aziendale con conseguente riflesso sulla politica tariffaria dell'azienda telefonica -: se, prima che tale massa creditizia diventi inesigibile, per prescrizione o, peggio ancora, nell'ambito della ristrutturazione interna della SIP, sia definitivamente radiata e riportata in bilancio a perdite, non ritenga opportuno intervenire con un'indagine conoscitiva inerente la situazione amministrativa della SIP e le cause che hanno determinato tale preoccupante situazione nella partita crediti della SIP. Quanto precede anche con riferimento all'atto di sindacato ispettivo n. 4-09032 del medesimo contenuto presentato nella XI legislatura. (4-00818)
Al riguardo si ritiene opportuno premettere che i problemi relativi alla gestione della concessionaria Telecom rientrano nella esclusiva competenza degli organi societari. Allo scopo di acquisire notizie in merito a quanto rappresentato dalla S.V. onorevole si e', pertanto, interessata la predetta concessionaria la quale ha precisato che, secondo quanto previsto dall'articolo 13 del vigente regolamento di servizio, il pagamento delle bollette telefoniche deve avvenire entro i primi 15 giorni di ciascun bimestre o, comunque, non oltre i primi 15 giorni decorrenti dalla data di emissione indicata sulle bollette stesse; in caso di ritardato pagamento viene applicata una indennita' di mora e, qualora persista lo stato di morosita' dell'abbonato, si procede con la risoluzione del contratto di abbonamento. La concessionaria ha precisato comunque che prima di procedere alla risoluzione contrattuale viene esperito ogni possibile tentativo per il recupero del credito attraverso una serie di iniziative quali l'invio di un invito scritto (tramite raccomandata A.R.) ad un pagamento sollecito, sospensione del servizio e persistendo lo stato di morosita', comunicazione preventiva (tramite raccomandata A.R.) della prossima cessazione dell'utenza interessata. E' evidente, tuttavia, che, per alcune categorie di utenze che svolgono attivita' di interesse pubblico come ad esempio ospedali, scuole, uffici giudiziari, vigilanza pubblica, protezione civile, etc., non si puo' procedere alla sospensione od alla risoluzione contrattuale dei relativi impianti nei modi e nei termini adottati per l'utenza privata. La concessionaria, nell'assicurare poi che le procedure di recupero dei "crediti in sofferenza" proseguono anche nei casi in cui si e' dovuto ricorrere alla richiamata risoluzione contrattuale, ha fatto notare che, in linea generale, la morosita' costituitasi negli enti pubblici non rappresenta un fenomeno definitivo di insolvenza ma un differimento dei termini di pagamento. La societa' Telecom ha precisato infine che allo scopo di limitare le situazioni di morosita', l'Ispettorato generale delle telecomunicazioni ha provveduto ad elaborare specifiche norme che modificano l'attuale disciplina del rapporto di utenza, compresa quella radiomobile, introducendo meccanismi di maggiore garanzia contro il fenomeno della morosita' e delle frodi, che consentiranno, quindi, alla Societa' di fronteggiare meglio il fenomeno. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Gambi