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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00792 presentata da MARENCO FRANCESCO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940525

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri di grazia e giustizia, dell'interno, per la famiglia e la solidarieta' sociale, della pubblica istruzione e della sanita'. - Per sapere - premesso che: con la legge 27 maggio 1991 n. 176 di ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, stipulata a New York il 28 novembre 1989, sono stati confermati i diritti dei bambini ad avere regolari rapporti con ambedue i genitori, quando questi sono separati, e ad essere tutelati e protetti da maltrattamenti; nel luglio 1988 il Maggiore dei Granatieri Antonio Capponi presento' alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia nei confronti della moglie Aureliana Del Commoda, per maltrattamenti del figlio Andrea, porto' con se' il bambino, le cui condizioni di salute erano gravemente compromesse e chiese l'intervento urgente del Tribunale dei minori di Roma; la signora Del Commoda e' la cugina, secondo quanto risulta all'interrogante, di uno dei piu' alti esponenti della massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, l'avvocato Augusto De Megni, appartenente al Grande Oriente d'Italia; assumevano la difesa della signora legali che all'interrogante risultano legati alla massoneria, tra cui l'avvocato Enrico Palmi del foro di Taranto, che all'interrogante risulta rivestire un altissimo grado massonico e fare parte della commissione legale del Grande Oriente d'Italia; in sede di separazione, dopo un primo provvedimento, nel novembre 1988, il giudice istruttore veniva improvvisamente "sostituito", senza giustificato motivo; il nuovo giudice provvedeva immediatamente a modificare il provvedimento, autorizzando la Del Commoda a trasferire i figli a Perugia sottraendola cosi' al doveroso intervento del Tribunale dei minori di Roma; a Perugia, luogo di residenza anche del cugino della Del Commoda, l'avvocato Augusto De Megni (di cui recentemente e' stata pubblicata dalla stampa una corrispondenza con Licio Gelli), l'Autorita' giudiziaria provvedeva, immediatamente, non ad accertare la natura e la forma dei maltrattamenti inferti dalla Del Commoda al piccolo Andrea, ma a sospendere il Maggiore Capponi dall'esercizio della patria potesta', sul presupposto ipotetico che il bambino sarebbe stato meglio con la madre, e lo stesso veniva poi accusato, in base a tale sospensione, del reato di sequestro di persona, nell'aprile del 1991, semplicemente perche' teneva con se' il figlio e gli faceva frequentare una scuola di Roma; la Suprema Corte di Cassazione, subito adita dal Maggiore Capponi, verso cui era stato disposto il divieto di ingresso in citta' da un Magistrato di Perugia, escludeva la configurabilita' di tale reato nel luglio 1991 e, tuttavia, in spregio a tale statuizione, il Maggiore veniva rinviato a giudizio per questo ignobile reato; a presiedere il collegio giudicante veniva chiamato il dottor Paolo Nannarone, il cui nominativo, secondo quanto risulta all'interrogante da notizie di stampa a suo tempo pubblicate, era gia' apparso negli elenchi della P2, e il Maggiore Capponi proponeva la ricusazione del Magistrato; a Roma, intanto, la Del Commoda era sottoposta a processo penale per "abuso dei mezzi di correzione" e il processo, dopo la ormai ricorrente "sostituzione dei Magistrati" aveva una conclusione che ad avviso dell'interrogante ha dell'inverosimile: la Corte d'Appello di Roma riconosceva che i fatti denunciati dal marito erano veri, ma che questi erano cosi' gravi da non poter essere considerati un eccesso di mezzi educativi leciti, ma dei veri e propri maltrattamenti, per cui la Del Commoda veniva assolta dal reato a lei ascritto; il Sostituto Procuratore Generale, all'udienza di discussione, si rifiutava, addirittura, di sostenere l'accusa, formulata dal collega che aveva impugnato la sentenza di primo grado; il Pretore che gia' aveva assolto la Del Commoda nel giudizio di primo grado, assumeva, di li' a poco, funzioni piu' elevate essendo trasferito alla Corte d'Appello di Roma; nel marzo e nel giugno del 1991 con interventi delle forze dell'ordine, nella scuola "Cristo Re" di Roma, il bambino, di 8 anni, veniva preso e trasportato in una Caserma e, successivamente, ricondotto a Perugia per essere riconsegnato alla Del Commoda, nonostante i maltrattamenti cui veniva sottoposto il piccolo, accertati in sede penale ed in suo esclusivo danno; gli esposti degli altri genitori dei bambini della scuola "Cristo Re" presentati al Tribunale dei minori di Roma, per lamentare il comportamento delle forze dell'ordine e il trauma subito dai loro figli, ad oltre due anni di distanza non hanno ancora avuto risposta; dal giugno 1991, pur rimanendo in capo al Maggiore Capponi il diritto-dovere, costituzionalmente garantito e sancito nel giudizio di separazione, di incontrare i figli, e soprattutto il diritto dei bambini ad incontrare il padre, la madre si e' sempre rifiutata di adempiere alle disposizioni della magistratura di Roma, competente per la separazione dei coniugi; il Maggiore Capponi ha denunciato a Perugia, sia l'inottemperanza ai provvedimenti dell'Autorita' giudiziaria, sia il prosieguo dei maltrattamenti del piccolo, ogni sabato, dal 5 giugno 1991, cioe' ogni qualvolta gli veniva negato l'esercizio del diritto di visita e conseguentemente veniva negato ai figli, sempre dalla madre, il diritto di incontrare il padre; oltre al rifiuto di esercitare l'azione penale, in violazione della Costituzione, oltre a rifiutare la nomina di un curatore speciale in difesa dei piccoli, come previsto dal codice penale e di procedura, ben piu' di un Magistrato sarebbe intervenuto per avallare il comportamento della Del Commoda in gravissimo danno dei bambini, evitando oggettivamente l'apertura di procedimenti a carico della stessa; a Perugia i due figli del Maggiore Capponi, oggi di 9 e 10 anni, sarebbero stati addirittura interrogati dalle forze dell'ordine, portati a scuola e riaccompagnati a casa, per mesi, con auto di servizio della Polizia Giudiziaria, affidati di volta in volta a Commissari di Pubblica Sicurezza o a Sottufficiali dei Carabinieri, abbandonati in Istituti e lasciati a persone ultrasettantenni per lunghi periodi, al di fuori di ogni doveroso e necessario controllo delle autorita' a cio' preposte; in sintesi, oltre a vedersi negare il naturale rapporto con il padre, verrebbero trattati secondo quanto consta all'interrogante, quasi come oggetti; l'ex Procuratore Generale di Perugia intervenne nel novembre 1991 sul caso, al quale si era interessato un membro del Governo notoriamente massone e senza imporre alla Del Commoda il rispetto delle disposizioni di legge avrebbe tentato di stabilire per il Maggiore Capponi condizioni che l'interrogante reputa illegali per vedere i figli; piu' volte al Maggiore Capponi, secondo quanto risulta all'interrogante, sarebbe stato fatto intendere da piu' parti che la vicenda potrebbe trovare soluzione se egli si iscrivesse alla massoneria, ma egli avrebbe rifiutato l'ipotesi; moltissimi sono i fatti accaduti e il Maggiore Capponi ha raccolto ogni prova di quelli che sarebbero stati gli abusi e le gravissime omissioni di Magistrati e di forze dell'ordine di Perugia, consegnando tale raccolta il 2 luglio 1992 all'Ispettorato del Ministero di grazia e giustizia, mentre lo stesso Presidente della Repubblica ha mandato copia della raccolta al Consiglio Superiore della Magistratura; la situazione e' divenuta paradossale, ad avviso dell'interrogante, dopo la denuncia del Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Perugia per abuso e omissione in atti di ufficio alla Procura della Repubblica di Firenze (dove non e' stata neanche registrata la notizia di reato e, senza alcuna indagine, il Maggiore Capponi e' stato citato a giudizio per calunnia); dopo il 2 luglio 1992, secondo quanto risulta all'interrogante, l'attivita' e le iniziative in danno dei bambini e del Maggiore Capponi si sarebbero moltiplicate, con interventi delle forze dell'ordine anche non autorizzati presso banche e altri organismi, sino a intercettazioni telefoniche, perquisizioni personali e domiciliari anche a carico di familiari o parenti e alla cattura del bambino dopo l'abbattimento della porta dell'ex casa coniugale, effettuata nel settembre 1992 con inusuale violenza e accompagnata da non vere relazioni; dinanzi a tutto cio', alle illegittimita' della Del Commoda, alle omissioni, agli abusi, alle violenze che continuano a subire i due bambini, alle omissioni delle autorita' di Perugia preposte alla vigilanza sui minori, alle non vere e ipotetiche affermazioni della USL 3 di Perugia, che attraverso un perito avrebbe dichiarato che i bambini non risultano maltrattati, infatti non sono stati visitati, ma la perizia e' stata redatta solo sulle affermazioni della Del Commoda, il Tribunale dei minori di Perugia ha chiuso ogni indagine e non si incarica di seguire i due minori; l'intervento, infine, della Corte d'Appello di Roma, ha ad avviso dell'interrogante dell'inverosimile: con recentissima sentenza, dopo la "sostituzione" di un magistrato, in questo caso del Presidente del Collegio giudicante, punisce i bambini negando loro di vedere il padre per i prossimi due anni e riduce lo stipendio del Maggiore Capponi a sole 400.000 mensili, ovvero lo pone in condizione di non poter vivere -: se i fatti di cui sopra risultino rispondenti o meno al vero; quali provvedimenti di competenza intendano assumere per evitare il perpetrarsi dei maltrattamenti dei due bambini e con quali mezzi intendano tutelare i diritti dei due figli del Maggiore Capponi; se risulti che la raccolta presentata dal Maggiore Capponi all'Ispettorato del Ministero di grazia e giustizia in data 2 luglio 1992 sia stata esaminata e quali provvedimenti siano stati presi nei confronti dei Magistrati ivi indicati per gli illegittimi comportamenti assunti; se tale raccolta sia stata trasmessa al contitolare dell'azione disciplinare il Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione; se non ritengano di aprire una formale inchiesta per accertare i numerosi abusi e le gravi omissioni perpetrate in sicuro pregiudizio dei due minori e del Maggiore Capponi e gli eventuali interventi di settori deviati o legati alla massoneria e al Grande Oriente d'Italia, sia della Magistratura, sia delle Forze dell'Ordine che della USL 3 del perugino che si siano verificati in danno dei predetti, al fine di intervenire, quanto prima, in favore e a tutela dei minori; quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, il Governo ritenga di poter assumere presso la Suprema Corte di Cassazione in relazione ai ricorsi ivi pendenti e riguardanti i due minori Andrea e Maddalena CAPPONI, compreso il ricorso avverso l'ultima statuizione della Corte d'Appello che punisce i due bambini in violazione dei diritti costituzionali e dei diritti del fanciullo internazionalmente sottoscritti e riconosciuti; se i ministeri competenti abbiano preso in esame i numerosi esposti del Maggiore Capponi e quali provvedimenti siano stati presi in ordine a quanto rappresentato in tali esposti. S'intende richiamato l'atto ispettivo presentato nella XI legislatura di contenuto identico al presente, n. 4-16476. (4-00792)

 
Cronologia
sabato 21 maggio
  • Politica, cultura e società
    La procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio di Giulio Andreotti per associazione mafiosa. Muore Giovanni Goria, già Presidente del Consiglio e più volte ministro.

mercoledì 1° giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton si reca in visita ufficiale in Italia in vista della preparazione del vertice dei 7 Paesi più industrializzati, che si terrà a luglio a Napoli.