Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00812 presentata da MUZIO ANGELO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940525
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e previdenza sociale, dell'ambiente e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: a Casale Monferrato, si e' lavorato l'amianto per 80 anni ed e' morto sia chi lavorava alla ETERNIT ma anche cittadini che mai vi avevano li' lavorato; uno studio epidemiologico realizzato dalla USL di Casale Monferrato ha evidenziato, che questo lavoro presenta la mortalita' del periodo 1964-1986 dei dipendenti ETERNIT dal 1950 e assunti in seguito fino al 31 dicembre 1980 per un totale di 3.367 persone; si e' osservato un eccesso di morti drammatico, infatti si sono osservati 275 morti maschi per neoplasie, mentre attesi erano 158 e 79 tra le donne mentre la cifra attesa erano 32; tra gli uomini sono aumentati in modo statisticamente significativo le morti per tumore polmonare (110 contro le 41 attese), per tumore pleurico (28 contro una attesa), per tumore peritoneale (10 contro una attesa); per le donne, per le stesse cause sono 71 casi con 2 attese per tumori polmonari, 13 contro 0,2 attesi per tumori pleurici, 4 casi contro 0,4 attesi per tumori peritoneali; la valutazione dei medici e' che le vittime da asbesto siano destinate ad aumentare drammaticamente nei prossiimi anni, dato il tempo di latenza delle forme tumorali legate all'amianto; e' stata promulgata nel marzo scorso la legge 257 inerente le norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto, che fissa il divieto di estrazione, importazione, esportazione, utilizzazione e commercializzazione dell'amianto; la legge supera se applicata, la direttiva CEE 19 marzo 1987 n. 217 che all'articolo 9 ai fini della tutela della salute e dell'ambiente, prevede la possibilita', per uno Stato membro della comunita', di stabilire anche norme piu' severe di quelle previste dalla direttiva; a tutt'oggi si sono riscontrati colpevoli e preoccupanti ritardi sull'applicazione della stessa, non ultimo la predisposizione di un decreto per l'attuazione delle direttive 217/87 a distanza di 5 anni dalla sua preposizione -: in quali tempi il Ministero della sanita' nominera' la Commissione di esperti per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari, che doveva nominare entro il 28 maggio scorso, in assenza della quale non si possono acquisire i dati dei censimenti regionali delle cave e delle aziende, predisporre un piano di indirizzo e coordinamento per la posizione professionale del personale del servizio sanitario nazionale, predisporre norme tecniche per il trasporto e deposito dei rifiuti, e per eseguire interventi di bonifica, definire i requisiti tecnici per il marchio e le denominazione dei prodotti sostitutivi; quali misure la Presidenza del Consiglio intenda adottare entro il 28 luglio prossimo per la predisposizione dei piani di protezione ambientale, decontaminazione, sicurezza ed per il censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali d'amianto; quando il ministro dell'ambiente promuovera' un accordo di programma, previsto dall'articolo 11 della legge, con il Ministro dell'industria e sanita', regione Piemonte, la Comunita' di Valle di Lanzo ed il comune di Balangero per il risanamento ambientale anche con l'utilizzo dei lavoratori licenziati dalle miniere, per le attivita' di bonifica, finanziato dalla stessa legge; quale sia la posizione del ministro dell'industria sulla gestione del fondo per la riconversione del settore, e cosa intende in concreto stabilire il CIPI per l'accesso ai contributi a detta riconversione; quali iniziative urgenti il ministro del lavoro intenda assumere per garantire che venga riconosciuto ai lavoratori gia' esposti al rischio amianto la provvidenza di cui all'articolo 13 della legge ed in particolare la maggiorazione contributiva con il coefficiente, 1,5 per ogni anno di esposizione al rischio amianto, poiche' ogni altra interpretazione sarebbe di dubbia costituzionalita'; come e quando il ministro del lavoro intenda affrontare per i lavoratori, gia' espulsi dai processi produttivi (Casale, Balangero e altri) per il fallimento delle rispettive aziende, l'applicazione della legge 223 del 1991 ed il conseguente pagamento della provvidenza dell'indennita' di mobilita' per le quali attendono da ormai circa 12 mesi essendo data la situazione disoccupazionale del Mercato del Lavoro, allo stato attuale l'unica prospettiva visto che in ragione delle malattie contratte e l'eta', nessuna azienda intende dare loro sbocco occupazionale; se intendano per i provvedimenti richiamati, sentire al riguardo le rappresentanze dei lavoratori e le comunita' interessate al problema amianto. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto rimasto privo di riscontro nella XI legislatura, n. 4-03201 del 9 luglio 1992. (4-00812)