Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00003 presentata da CRUCIANELLI FAMIANO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19940601
La III Commissione della Camera dei deputati, considerato che: e' in atto da settimane in Ruanda un terribile massacro che ha provocato gia' decine di morti; gravissime sono le responsabilita' delle Nazioni Unite e della Comunita' internazionale che hanno finto d'ignorare il pesante deterioramento della situazione interna a questo Paese africano in atto da oltre un anno; un mese prima dell'attuale ondata di eccidi la Commissione sui diritti umani dell'ONU non e' riuscita a far si' che il governo locale attuasse le misure concordate nel processo di pace con il Fronte Patriottico del Ruanda; il relatore speciale dell'ONU recatosi in Ruanda tra l'8 e il 17 aprile 1993 alla fine della sua visita ispettiva confermi', in un allarmante rapporto, che alcune autorita' politiche legate al Governo del Ruanda stavano incitando all'odio razziale e allo sterminio dell'etnia Tutsi. Il rapporto denunciava inoltre il coinvolgimento dell'allora Presidente Juvenal Habyarimana nell'organizzazione di varie centinaia di delitti politici eseguiti dalle milizie armate e dai vigilantes fedeli al suo partito; Amnesty International, in un recente rapporto, accusa l'immobilismo dei soldati dell'ONU quando e' stata scatenata da parte di estremisti Hutu (anche se l'appartenenza etnica e' solo un pretesto per giustificare posizioni di potere) l'ondata di violenza culminata nell'attuale spietato genocidio. Risulta inoltre che paesi occidentali come Israele e la Francia abbiano armato le milizie governative e ne abbiano di fatto legittimato l'iniziativa di scatenare la sanguinosa guerra civile; questo atteggiamento dell'ONU, di tacito assenso alla politica delle milizie "regolari", ha fatto assumere al Fronte Patriottico Ruandese una forte posizione critica nei confronti dei caschi blu. In particolare l'FPR ritiene inaccettabile che si dispieghino oggi, a massacro avvenuto, i caschi blu nelle zone liberate dal fronte stesso, mentre ritiene indispensabile un intervento internazionale nelle zone controllate dalle milizie governative dove e' certo che il massacro e lo sterminio proseguono a ritmi agghiaccianti; sicuramente e' necessario un rapido intervento della Comunita' internazionale nei confronti dei milioni di profughi in fuga dalla morte e che mancano di ogni assistenza e sostegno; una eventuale partecipazione italiana deve avvenire unicamente in una ottica umanitaria, con forze d'interposizione nei villaggi a rischio, nella distribuzione degli aiuti, nel soccorso ai feriti, nel ripristino delle piu' elementari infrastrutture civili. Che tale operazione deve essere solo in parte militare (in un contingente composto da militari in maggioranza africani) coinvolgendo le ONG e tutti quei soggetti civili (medici, infermieri, ingegneri etc.) che consentano di alleviare le condizioni di vita di tutta la popolazione del Ruanda; impegna il Governo: ad assumere ogni iniziativa verso la Comunita' internazionale volta a far cessare il massacro, a perseguire coloro che si sono macchiati di crimini contro l'umanita'; a promuovere un rapido intervento umanitario della Comunita' internazionale in aiuto dei milioni di profughi in fuga dalla morte e della popolazione del Ruanda che manca di ogni assistenza a sostegno; a prevedere eventuali partecipazioni italiane solo in un'ottica umanitaria coinvolgendo le ONG e tutti quei soggetti civili che consentono un efficace intervento a sostegno della popolazione, escludendo invece nuove missioni del tipo UNISOM; a sostenere, anche economicamente, l'invio dei caschi blu africani, di gran lunga piu' graditi di quelli occidentali, danno un aiuto concreto a quei paesi come Ghana, Senegal ed Etiopia che hanno dato gia' oggi la disponibilita' all'invio di propri contingenti; ad interdire il commercio delle armi con questo Paese con atti unilaterali dell'Italia e avanzando in tal senso una richiesta al Consiglio di sicurezza dell'ONU. (7-00003)