Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01029 presentata da BASILE VINCENZO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940601
Al Ministro della sanita'. - Per conoscere - premesso che: l'USL/23 della Campania, con sede in Giugliano in Campania, non corrisponde ai medici convenzionati di medicina generale le indennita' di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1990, n. 315, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 del 7/11/1990, dal mese di Febbraio 1994; in virtu' dell'art. 29 Lett. M del suddetto decreto le indennita' devono essere versate mensilmente entro la fine del mese successivo a quello di competenza; con decreto del 13/10/1993, in applicazione dalla legge 18/3/993 n. 67, il Ministro della Sanita' considerava tra i fondi essenziali a destinazione vincolata quelli destinati al pagamento dei corrispettivi dovuti ai medici convenzionati; con circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 26/11/986 N. UCI/5314/27720/02, si disponeva "che tutte le pubbliche amministrazioni, procedano alla liquidazione delle somme dovute per rivalutazione di crediti di lavoro aventi natura retributiva, che siano tardivamente soddisfatti, contestualmente alla liquidazione delle somme da corrispondere a titolo di capitale, con imputazione della spesa sullo stesso capitolo di bilancio" -: se l'USL/23 della Campania riceva con regolarita' i conferimenti dalla Regione Campania; il motivo per cui i versamenti ai medici convenzionati non vengano effettuati nei modi e termini di legge, e le somme dovute, essendo soggette a vincolo di destinazione, per quale motivo non vengano tempestivamente corrisposte agli aventi diritto; se, inoltre, l'USL/23 nel versare le competenze osservi anche quanto disposto dalla circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri sopra specificata. (4-01029)
Si risponde sulla base degli elementi di valutazione acquisiti, per competenza, dalle autorita' sanitarie territorialmente interessate. Risulta, in tal senso, che l'Unita' sanitaria locale n. 23 campana di Giugliano in Campania, cui si riferisce l'interrogazione, lamenta un'assegnazione annuale dal Fondo sanitario Regionale, da parte della Regione Campania, cronicamente e notevolmente inferiore alle reali esigenze del proprio territorio e dei propri presidi e strutture, operanti in un bacino di utenza di ben 217.613 unita', oltretutto in continuo aumento a causa della crescente, ininterrotta immigrazione. A questo deve aggiungersi - a quanto viene riferito - che nel decorso esercizio 1993 e' intervenuta da parte della Regione Campania, in data 5 novembre 1993, ad esercizio in via di conclusione, persino un'anomala e straordinaria riduzione della quota di finanziamento inizialmente assegnata - gia' di per se' insufficiente - che da lire 112.926.799.000 e' stata portata a lire 107.299.860.000. Tutto cio', oltretutto, dopo che la stessa Regione, con delibera di giunta n. 3310/93, con efficacia retroattiva aveva dovuto provvedere all'adeguamento delle rette delle Case di Cura convenzionate. D'altra parte, la presente situazione debitoria dell'Unita' sanitaria locale, conseguente ai notevoli disavanzi di amministrazione anche dei precedenti esercizi finanziari, a tutt'oggi solo in parte "ripianati", ha finito per determinare l'afflusso crescente ed incontrollabile di svariate azioni giudiziarie da parte di creditori non soddisfatti, con aggravamento della gia' critica situazione gestionale. Ne e' derivata una pericolosa dilatazione del fenomeno delle esecuzioni forzate, con relativi pignoramenti di fondi presso il Tesoriere dell'Unita' sanitaria. Se si considera, in questo senso, che gli unici fondi correnti pervenuti all'Unita' sanitaria "con vincolo di destinazione" sono quelli inerenti alla spesa farmaceutica convenzionata a decorrere dal presente esercizio, e' agevole comprendere come siano potuti divenire facilmente oggetto di pignoramento - con conseguenze palesemente nefaste per la gestione ordinaria - anche tutti i fondi assegnati per le "spese correnti" ed introitati nel Cap. 001 delle "Entrate" del Bilancio intitolato "trasferimenti della Regione per quota Fondo sanitario nazionale a destinazione indistinta", e come tali pervenuti senza alcun "vincolo di destinazione", perdurando l'orientamento giurisprudenziale che consente agli atti di pignoramento di gravare su tutti i fondi indistintamente quando non soggetti ad uno specifico "vincolo di destinazione". In questo senso, pur potendosi confermare che il decreto 15 ottobre 1993 di questo Ministero (Gazzetta Ufficiale 20 ottobre 1993, n. 247), ricordato nell'interrogazione, ha effettivamente individuato l'"assistenza medico-generica e pediatrica" di base fra i servizi sanitari "per l'erogazione dei quali sono considerati essenziali fondi a destinazione vincolata", sembra realistico ritenere che dinanzi ad un consolidato indirizzo giurisprudenziale, come quello dianzi ricordato, disposizioni d'indirizzo programmatico per le Regioni, quali sono quelle del citato decreto, non possano risultare comunque determinanti finche' non vi sia una specifica prescrizione normativa vincolante che qualifichi i fondi in esame "a destinazione vincolata". Viene fatto ancora rilevare che la gestione del corrente anno e' iniziata con un "esercizio provvisorio del Bilancio" imposta dalla Regione prendendo come termine di riferimento l'altrettanto forzosa "riduzione" del finanziamento per il 1993 dianzi citata e che dopo il 30 aprile 1994 - quando sarebbe dovuta cessare tale "provvisorieta'" - la stessa Regione non ha disposto l'assegnazione di "fondi annualil", ma ha continuato con l'erogazione di finanziamenti mensili nettamente inferiori al reale fabbisogno corrente dell'Unita' sanitaria. Avverrebbe, infatti, un sistematico "sbilancio", poiche' a fronte di finanziamenti mensili non superiori a lire 11.061.417.000 di cui lire 3.013.928.250 con "vincolo di destinazione" per la farmaceutica convenzionata, i reali impegni mensili di pura "competenza" per il 1994 ammonterebbero ad oltre 14 miliardi. Il tutto, poi, sarebbe aggravato in misura notevole dalle numerose procedure di pignoramento attivate da creditori a seguito dei debiti accumulati dalla stessa Unita' sanitaria negli esercizi precedenti. Tutto questo renderebbe forzatamente inevitabile, talvolta, il ritardo con cui possono essere soddisfatte - come e' stato denunciato nell'interrogazione - le giuste pretese creditorie dei "medici di base" e quello, altrettanto deprecabile, pure lamentato da ultimo nel pagamento degli stipendi al personale dipendente. Siffatte abnormi situazioni, purtroppo, restano sottratte ad ogni diretta possibilita' operativa da parte di questo Ministero, ma non v'e' dubbio che allo stato attuale anche ogni serio programma di razionalizzazione organizzativa e di risanamento finanziario delle Unita' sanitarie locali resta fortemente condizionato dalla loro pregressa situazione debitoria. Non va dimenticato, tuttavia, che ad essa verra' posto un argine definitivo con l'inizio del nuovo anno, allorche' tutte le Unita' sanitarie, al pari delle Aziende ospedaliere, dovranno essere gestite secondo criteri privatistici da Direttori Generali con ampi poteri, cui sara' inibito di far debiti. Il Ministro della sanita': Costa.